Arwen56's Reviews > Padri e figli

Padri e figli by Ivan Turgenev
Rate this book
Clear rating

by
9615245
's review
Jun 25, 2012

liked it
bookshelves: romanzi, lett-russa, russia
Read in January, 1976 — I own a copy

Lascio a penne più esperte ed edotte in materia di quanto non sia la mia il compito di delineare e sottolineare gli aspetti prettamente storici che fanno da sfondo a questo romanzo: la riforma agraria, il nichilismo e la società russa in generale. Nel mio piccolo preferisco soffermarmi solo sulla vicenda narrata.

Confesso di non avere oggi, né di avere avuto mai un buon rapporto con gli scrittori russi. Mi sono ostici. Li trovo, in linea di massima, dispersivi, cervellotici, confusi, contraddittori e dotati di uno stile di scrittura che ti fa venire il latte alle ginocchia, tanto sono “pesanti”. Mai che vi sia un concetto espresso direttamente, mai che vi sia un’emozione descritta e vissuta appunto per quel che è, ossia un moto spontaneo dell’anima e, proprio per questo, molto spesso passeggera e da godere solo per quell’attimo di effimera gioia o di intenso dolore che sia. “Seghe mentali”, invece, tante. Oh, yes … sino alla nausea.

Ma vi sono due eccezioni: Il maestro e Margherita, di Bulgakov e Padri e figli di Turgenev. Non che si somiglino questi due romanzi … oh, no … proprio per niente. Sono diversi come il giorno dalla notte. Ma sono entrambi pregevolissimi. Sul primo, scriverò prima o poi nello spazio della mia libreria che lo riguarda, sul secondo mi va di farlo ora.

L’ho letto molto tempo fa, ma il ricordo non si è offuscato. Il conflitto tra generazioni ed il tipo di scrittura sono straordinariamente moderni, soprattutto se consideriamo che sono passati quasi 150 anni dalla sua stesura. Per essere un russo,
Turgenev è davvero diretto nell’esprimere i pensieri, le idee ed i sommovimenti istintivi di chi vive. Certamente è Bazarov a farla da padrone in queste pagine, ma sarebbe un vero peccato sorvolare sulle intense e tenerissime figure dei suoi
stessi genitori e sul padre di Arkadij. Lo scontro frontale, e più evidente, avviene, senza dubbio, tra Bazarov e Pavel, che si pongono, sin da subito, come “duellanti”, come “contendenti”, come “nemici”. Ma il dramma vero sta in quel
sommesso e dignitoso dolore, in quella affettuosa ritrosia, in quel pudore a chiedere attenzione che accomuna i “padri” nei confronti dei “figli”. Paradossalmente, infatti, non è un “padre” a voler imporsi ed a sostenere la bontà delle
sue idee (Pavel non ha figli, è solo lo zio di Arkadij). I “padri” e le “madri” di questa storia sono padri e madri che amano, proteggono e comprendono, anche se si rammaricano di non poter condividere i diversi ideali ed i diversi stili di vita dei
figli. Anche se vorrebbero protrarre il più possibile la vicinanza, anche fisica, con loro. Sanno che il destino dei figli è vivere una vita differente dalla loro. Sanno che è giusto che sia così. Comunque la vita vada a finire. Per parte loro,
i “figli” fanno ciò che da sempre hanno fatto i figli: vivono e cercano la loro strada. Non sempre la troveranno, ma poco importa, purché lo possano fare.

Al di là, dunque, delle figure che sembrano giganteggiare nella narrazione, è nei più modesti ritratti di Nikolaj Petrovič, di Vasilij Ivanovič, di Arina Vlas'evna e di Fenička che risiede la grandezza di questo romanzo senza tempo.
“Senza tempo” perché infinite volte si rinnoverà la catena. Infinite volte una madre o un padre, col passere del tempo, penseranno “Beh, non aveva tutti i torti mio figlio …”. Infinite volte un figlio, col passare del tempo, penserà:
“Beh, mia madre e mio padre non avevano tutti i torti …”.

Se solo potessimo comprenderci e comunicare di più ora e subito …

In buona sostanza, bel romanzo. Ve lo consiglio. Un tantino “datato” come linguaggio, ma nulla cui non si possa rimediare con una traduzione più moderna di quella in mio possesso.
3 likes · flag

Sign into Goodreads to see if any of your friends have read Padri e figli.
Sign In »

No comments have been added yet.