Patrizia O's Reviews > Infinite Jest

Infinite Jest by David Foster Wallace
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La differenza fra suicidio e omicidio consiste solo nel dove credi di vedere la porta per uscire dalla gabbia: Ucciderebbe qualcun altro pur di uscire dalla gabbia?

Leggere Infinite Jest significa immergersi totalmente nel mondo creato da David Foster Wallace: la trama è solo un elemento contingente che veicola la vera essenza del romanzo (e su quale sia questa essenza se ne potrebbe discutere per giorni): quindi se concepite lo scorrere del tempo in linea retta; se pensate che pagine e pagine di pensieri, emozioni, sensazioni rendano un libro “lento”; se siete dei fan delle tre unità di spazio, tempo e azione allora state alla larga da questo libro. Semplicemente non fa per voi.

Per me Infinite Jest è una vorticosa immersione nell’inferno della dipendenza: dipendenza da Sostanze, dipendenza da una persona, dipendenza maniacale dalle proprie routine, dipendenza da un’ideologia, dipendenza dall’agonismo e dall’idea di successo, dipendenza dall’intrattenimento.
La dipendenza nasconde spesso un totale vuoto interiore oppure maschera un’interiorità stracolma e ormai traboccante di pensieri, ricordi, emozioni troppo dolorose perché la coscienza le possa tollerare.

C'è una cosa che gli Aa sembrano omettere di menzionare quando sei nuovo e completamente fuori di testa dalla disperazione e pronto a eliminare per sempre la tua mappa e ti tocca sentirti dire che le cose andranno sempre meglio se continuerai ad astenerti e darai tempo al tuo corpo di riprendersi: omettono di dirti che il modo per migliorare e stare meglio passa attraverso il dolore. Non intorno al dolore o nonostante il dolore.
Questa parte la lasciano fuori, e parlano invece di Gratitudine e di Liberazione dalla Compulsione. Invece si sente molto dolore a stare sobri, e di questo ti accorgi dopo, con il tempo. Poi, quando sei pulito e non desideri le Sostanze più di tanto e hai voglia sia di piangere sia di ridurre in poltiglia qualcuno, gli Aa di Boston iniziano a dirti che sei sulla strada giusta e faresti bene a ricordarti la sofferenza senza scopo di quando eri assuefatto, perché almeno questa sofferenza sobria adesso ha uno scopo. Ti dicono che per lo meno questa sofferenza significa che stai andando da qualche parte, invece di girare all'infinito nella ruota del topolino come quando eri assuefatto. Tralasciano di dirti che dopo la magica sparizione del bisogno di farsi e sei o otto mesi di fila senza Sostanze, comincerai a «Entrare in Contatto» con il perché avevi cominciato a fare uso delle Sostanze. Quando arrivi a questo punto, comincerai a capire come mai eri diventato dipendente da quello che, in fondo, non era che un anestetico. Viene fuori che «Entrare in Contatto con i Tuoi Sentimenti» è un'altra frase fatta che finisce per mascherare qualcosa di orribilmente profondo e reale. Si scopre che tanto più è insipida la frase fatta degli Aa, tanto più affilati sono i canini della verità vera che nasconde

Attorno a questo nucleo centrale, Wallace ha costruito un mondo distopico (anche se, per certi aspetti, mica tanto) in cui gli USA hanno ampliato i loro confini, a nord verso il Canada e a sud verso il Messico dando vita all’Interdipendenza, ovvero alla Organization of North American Nations (O.N.A.N.). Inoltre, quelli che una volta erano gli Stati Uniti del nord est sono diventati un'enorme e insalubre discarica annessa al Quebec conosciuta come La Grande Concavità. Di converso, il Canada tende a non voler riconoscere il territorio come proprio (per ovvi motivi): si tratta, insomma, di una terra di nessuno.
Un modo dove i valori hanno perso significato e gli uomini e le donne dell’era dell’Interdipendenza sono suscettibili a qualsiasi forma di dipendenza, in cui anche l’intrattenimento diventa uno strumento per lenire i dolori di un’esistenza ormai svuotata da qualsiasi senso.
Gli americani vengono descritti come bambini capricciosi che, per dirla con il buon vecchio Freud, non hanno mai imparato a sublimare il principio del piacere e a trovare la loro soddisfazione secondo le vie indicate dal principio di realtà. Non sanno assumersi le loro responsabilità, ma le scaricano sulle spalle degli altri (a livello politico sui Canadesi, a livello personale assumono le Sostanze che leniscono il dolore e narcotizzano la coscienza.)

D. F. Wallace ha uno stile straordinario: Il suo stile si adatta al personaggio riuscendo a far provare le emozioni di cui scrive. È riuscito a trasmettermi l’angoscia e il dolore di una crisi di astinenza da stupefacenti o alcool (nonostante l’unica vera crisi di astinenza che io abbia mai provato, è quella dal cioccolato); mi ha fatto appassionare alle vicende del Quebec post-interdipendenza, mi ha fatto diventare un’esperta di stupefacenti e narcotici, mi ha fatto venire voglia di entrare in un gruppo degli AA (alcolisti anonimi) di Boston (perché sono i più fighi di tutti, perché ci sono i coccodrilli), mi ha fatto guardare con altri occhi il mondo del tennis e dell’agonismo.
Siate uno Studioso del Gioco. È una cosa profonda, come la maggior parte dei cliché sportivi. Potete piegarvi o spezzarvi. In mezzo non c'è granché. Provate a imparare. Siate allenabili. Provate a imparare da chiunque, specialmente da quelli che falliscono. Questa parte è difficile. Compagni che fanno fiasco o scoppiano o crollano, scappano, scompaiono dalle graduatorie mensili, escono dal circuito. Compagni dell'Eta in attesa che deLint bussi piano alla loro porta e chieda di fare quattro chiacchiere. Avversari. Tutto può essere educativo. Il tuo essere un promettente Studioso del Gioco sarà una funzione di ciò a cui riuscirai a prestare attenzione senza scappare. Reti e recinzioni possono essere specchi. E fra le reti e le recinzioni anche gli avversari diventano specchi. Ecco perché la cosa mette paura. Ecco perché tutti gli avversari sono terrorizzanti e gli avversari più deboli lo sono in modo particolare.
Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. Che il suo scopo è allontanare da voi ciò che sperate non tornerà.

A questo punto posso immaginare che starete pensando: se è tutto così stupendo, perché solo tre stellette? Già perché! La risposta è che alla fine di tutte le belle descrizioni di Wallace non mi è rimasto quasi nulla: un’esaltazione momentanea, una forte carica emotiva hic et nunc ma poi tutto mi scivolava addosso, come se non lo avessi mai letto; anzi verso la fine in un angolino della mia mente c’era anche una certa insoddisfazione e noia per la ripetitività delle descrizioni e delle situazioni, un pensiero molesto che si affacciava timidamente con la sua vocina per dire con un certo imbarazzo: “Va beh, adesso basta però, passiamo ad altro”, come quando vado a una mostra di pittura astratta e al quindicesimo quadro che mi suscita senza ombra di dubbio emozioni e sensazioni da dipanare ed esplicitare, comincio a stancarmi. Per carità, a me la pittura astratta piace però a dosi moderate, ecco, sì. Una mostra al giorno per due mesi forse è troppo.
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Reading Progress

06/25 page 2
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06/26 page 3
0.0% "Il Decano sulla sinistra, un uomo magro e giallognolo il cui sorriso fisso ha la precarietà delle cose impresse su materiale non-cooperativo, fa parte di un tipo di personalità che di recente ho imparato ad apprezzare; è il tipo che, raccontando per me, a me, la mia versione dei fatti, allontana la necessità di una qualunque risposta da parte mia."
06/26 page 15
1.0% ""Non sono quello che vedete e sentite""
06/30 page 100
8.0% "Ti fanno la totale qui, vero? Ti addormentano. Non è così male. Lo faccio volentieri."
06/30 page 100
8.0% "Ti fanno la totale qui, vero? Ti addormentano. Non è così male. Lo faccio volentieri."
06/30 page 100
8.0% "Me l'hanno già fatto l'elettroshock e mi ha tirato fuori. Le cinghie. Le infermiere con le scarpe da ginnastica chiuse nei sacchetti verdi. Le iniezioni antisaliva. Quell'affare di gomma per la lingua. L'anestesia totale. Solo qualche mal di testa. Non mi dispiaceva affatto. So che tutti pensano sia orribile. Quella vecchia cartuccia con Nicholson e l'Indiano gigante." 1 comment
07/06 page 210
16.0% "Figliolo, tu hai dieci anni, una notizia dura da digerire per chi ha dieci anni, anche se sei quasi un metro e sessanta, una possibile anomalia ipofisaria. Figlio, sei un corpo, figlio."
07/06 page 214
17.0% "La mamma naturalmente non si perdeva mai una partita di torneo. La mamma venne così tante volte che il fatto che venisse non contava più. Divenne parte del paesaggio. Le madri sono così, come sono sicuro sai già, ho ragione? Giusto?"
07/06 page 228
18.0% "Cercate di avere un padre il cui padre sprecò il suo talento. Cercate di avere un padre che fu all'altezza delle promesse poi si trovò a superare ogni sua aspettativa, e non sembrava per nulla più felice o più sereno di suo padre fallito; questo vi lascerà in una condizione d'animo selvatica riguardo al talento."
07/07 page 231
18.0% "Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. Che il suo scopo è allontanare da voi ciò che sperate non tornerà."
07/07 page 238
19.0% "«Sarò lieto di dire chi sono se prima vorrà spiegarmi cosa mi si chiede di essere. È questa la mia posizione. Lei mi sta chiedendo di affermare elementi di cui non sono in possesso. Esiste una terminologia per questo "coazione"»."
07/19
18.0% "Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. Che fra gli Aa di Boston il simpatico termine per 1'assuefazione da pensiero è Analisi-Paralisi. Che il latte provoca ai gatti dei violenti attacchi di diarrea, contrariamente all'immagine popolare sui gatti e il latte."
07/19
18.0% "Il punto è che i tatuaggi sono permanenti. Una volta fatti, rimangono - ed è proprio l'irrevocabilità di un tatuaggio a far scattare l'adrenalina della decisione intossicata di mettersi a sedere e farselo fare sul serio (il tatuaggio) - ma la cosa agghiacciante dell'intossicazione è che questa sembra farvi considerare soltanto l'adrenalina di quel preciso momento e mai (a nessun livello) l'irrevocabilità prodotta d"
07/19
20.0% "Uno dei miti più pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista. La verità è che le ore prima di un suicidio sono fatte di enorme presunzione ed egocentrismo."
07/19
20.0% "E se l'ereditarietà anziché procedere per linea retta si ramificasse? E se non fosse l'eccitazione a essere così finitamente limitata? Se ci fossero state davvero solo due persone nella nebbia dell'inizio della storia? Se tutte le differenze discendessero da quest'unica differenza? L'intero e il parziale. Il menomato e l'integro. Il deforme e il bellissimo. Il pazzo e il consapevole. Il nascosto e l'evidente."
07/23
24.0% "«E insomma a quarantasei anni mi tocca imparare a vivere in base a dei luoghi comuni», […] «Devo piegare la mia volontà e la mia vita ai luoghi comuni. Un giorno alla volta. La calma è la virtù dei forti. Comincia dal principio. Il coraggio è la paura che ha detto le preghiere. Chiedi aiuto. Sia fatta la Tua non la mia volontà. Funziona se ci credi. Cresci o vattene. Non mollare»"
07/23
24.0% "A detta di Gene M. i nuovi arrivati con un po' di cultura sono i peggiori. Identificano nella testa la totalità del loro essere, ed è là che il Disagio stabilisce i suoi quartieri generali."
07/23
25.0% "ritiene sospetta la devozione di Charlotte Treat per il mezzo punto. Tutti quegli aghi. Dentro e fuori da quel sottile, sterile cotone bianco steso a pelle di tamburo nel telaio rotondo. L'ago fa una specie di tonfo e di scricchiolio ogni volta che affonda nella stoffa. Non è proprio come lo schiocco silenzioso e lo scivolamento di un autentico buco. Però. Lo fa con tale passione."
07/23
27.0% "Poi a un certo punto capì: il tempo era diventato la merda stessa; Povero Tony si era trasformato in una clessidra; ora il tempo passava attraverso di lui; Povero Tony aveva cessato di esistere se non nel suo flusso dai bordi taglienti."
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Comments (showing 1-5 of 5) (5 new)

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Patrizia O Piperitapitta wrote: "Che dire? Voto la tua analisi, condivido le tue riflessioni, ma non le tue conclusioni; anche per me DFW è, soprattutto, infinitamente troppo, ma è un troppo nel quale mi piace perdermi, un troppo ..."

forse per me è stato "troppo" tutto insieme, però mi è piaciuto e leggerò altro di DFW.


message 2: by ΑνναΦ (new)

ΑνναΦ Forse anche questo ripetersi era una specie di compulsione o dipendenza, ma certo possono essere abbastanza, dopo un po'. Ne rimando sempre la lettura: fate un viaggio con me nell'inferno, interessante, ma bisogna trovare quando ho un momento libero... No sul serio, quel che ho letto di DFW, per ora solo cose brevi, era un viaggio all'inferno ma condito da molta ironia, perciò attraversabile.


Patrizia O ΑνναΦ wrote: "Forse anche questo ripetersi era una specie di compulsione o dipendenza, ma certo possono essere abbastanza, dopo un po'. Ne rimando sempre la lettura: fate un viaggio con me nell'inferno, interess..."

Anche in questo libro c'è molta ironia però non lo rende più leggero: ne fa apprezzare di più lo stile.


Vale Bella recensione!


Patrizia O Piperitapitta wrote: "Ecco, l'ironia, ne hanno parlato in molti, in molti commenti che ho letto, ma in IJ proprio non sono riuscita a trovarla. In molte altre cose di DFW sì, anche se un'ironia che alla fine lascia semp..."

L'ironia, molto lieve , io l'ho vista nei soprannomi (Lui in Persona, La Ragazza più Bella di Tutti i Tempi, la Mami) e nella caratterizzazione dell'agente segreto americano.


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