Loredana La Puma's Reviews > Romanzi

Romanzi by Jane Austen
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10449331
's review
Jun 24, 12

it was amazing
bookshelves: classici
Read in August, 2010

Jane Austen, ovvero... il Romanzo
Partiamo dall'edizione: oltre ad avere l'indubbio vantaggio di essere decisamente economica (14 euro per sei romanzi non è male), si presenta anche bene: copertina rigida, un interessante (per quanto breve) saggio introduttivo e addirittura una filmografia e un elenco dei siti Web dedicati alla Austen e alla sue opere.
Per quanto riguarda le traduzioni, un paio (quelle di Emma e di Persuasione, per essere precisi) mi hanno dato l'impressione di perdersi in certi passaggi, resi in maniera troppo contorta rispetto ad altre edizioni che mi è capitato di sfogliare. Si tratta comunque di un fenomeno circoscritto ad alcuni passi dei due romanzi citati, per il resto sono contenta dell'acquisto e, soprattutto, di aver finalmente letto l'opera omnia (Juvenilia a parte) dell'autrice che tanto mi aveva incantato con Orgoglio e Pregiudizio.
Ognuno di questi romanzi, a suo modo (anche se con alcuni alti e bassi), è un piccolo (o grande) capolavoro. L'aspetto più incredibile è come la Austen abbia il potere di ammaliarci narrando alla fine di avvenimenti comuni, quotidiani, che non hanno proprio nulla (o pochissimo) di straordinario. Le sue eroine non vivono avventure o casi particolarmente drammatici, al contrario: conducono tutte la medesima, monotona esistenza (che poi era quella condotta da Jane Austen stessa): un'infinita processione di balli, pranzi, tè, visite, pettegolezzi, piccoli scandali, qualche viaggio di piacere e relazioni amorose più o meno coronate dal successo. E quindi? Come mai questi romanzi e queste eroine così poco eroiche hanno ancora oggi tanti estimatori? Cosa li rende così speciali?
L'ironia, in primo luogo. Quello sguardo lucido e divertito con cui l'autrice analizza e prende in giro la propria classe di appartenenza (pur senza metterne in discussione i valori di base), e in particolar modo le stravaganze e i difetti di molti dei suoi appartenenti. Ma questo da solo non sarebbe sufficiente a spiegare il fenomeno. Quale interesse potrebbero rivestire, infatti, per noi lettori moderni, le abitudini e le bizzarrie dei borghesi e degli aristocratici inglesi di due secoli or sono? Quello che rende la Austen grande, e i suoi romanzi universali, è che nel dipingere l'ambiente che conosceva così bene ha finito per descrivere dei caratteri e delle figure che vanno al di là del contingente. Gli ipocriti, gli adulatori, gli ignoranti, i superbi, i boriosi, i pusillanime, gli invandenti, gli indiscreti, gli avidi... tutti costoro camminano ancora per il mondo e sempre lo faranno, e siccome tutto il mondo (e il tempo) è paese, basterà darci uno sguardo intorno per riconoscere i Wickham e i Collins, le signore Bennet e le signore Norris, i signori Woodhouse e le Lady Catherine, le Mary e gli Henry Crawford, le Miss Bates e via dicendo. Così come riconosceremo sentimenti e situazioni che, a quanto pare, si ripetono sempre uguali. Passando dalle figure di secondo piano ai protagonisti, viene fuori la caratteristica fondamentale della Austen: la sua incredibile bravura nell'analisi dell'animo e dei sentimenti umani. I protagonisti di questi libri (le protagoniste, in particolare) sono personaggi a tutto tondo, con una psicologia profonda e complessa. L'autrice indaga, scandaglia, spiega caratteri, stati d'animo e azioni con tutta la perizia e la lucidità di una vera figlia del secolo dei lumi. Che le giovani lettrici (messe fuori strada da certe edizioni apparse di recente) non si lascino infatti ingannare: Jane Austen era una razionalista, non una romantica. Credeva nei sentimenti, ma anche nella ferma necessità che questi fossero temperati dal senno e dalla prudenza. Come ebbe a dire qualcuno, aveva troppo buon senso per essere una romantica!
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