Ginny_1807's Reviews > Storie di ordinaria follia

Storie di ordinaria follia by Charles Bukowski
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10382635
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Nov 23, 12

Read in January, 2010

È difficile valutare dal punto di vista letterario questi racconti, nei quali vengono sovvertiti tutti i canoni compositivi e grafici tradizionali, in una ripetizione ossessiva di temi, situazioni ed eccessi che talora si sospetta volti soprattutto a stupire, provocare e scandalizzare; ma soprattutto è difficile scindere il giudizio qualitativo dell’opera da quello personale sull’autore, poiché ad essere oggetto del giudizio del lettore è essenzialmente lui, Charles Bukowski.
Persona o personaggio che sia, è Hank che emerge nel bene e nel male in ogni storia: Buk, detto “gambe di elefante, il fallito”, con la sua sete inestinguibile e i suoi furenti ardori sessuali, con il suo egocentrismo prepotente e il suo cinico pessimismo, con la sua fragilità, sensibilità e tenerezza celate dietro l’arroganza e l’irriverenza.
Qualcuno afferma di avere trovato divertente o appassionante la lettura di questi aneddoti, che sembrano concorrere alla realizzazione di una sorta di romanzo autobiografico composto da piccoli quadretti di vita. Personalmente invece ne ho tratto piuttosto angoscia, fastidio, irritazione e a volte pena. Perché dietro il cinismo scanzonato e lo sfoggio eccessivo e gratuito di volgarità, si percepisce un disagio profondo, un acuto malessere derivante dall’intolleranza non solo di qualunque disciplina, ma perfino di ogni più comune norma del vivere quotidiano.
La cupa visione del mondo e dell’umanità in B. è al contempo motivazione e giustificazione, cioè alibi, della sua scelta di vita, che lo relega negli strati sociali più reietti e trova nell’alcol e nel sesso sfrenato il solo antidoto contro la disperazione. Brevi momenti di oblio e unico rifugio da una realtà intollerabile, pur nella lucida consapevolezza di stare correndo in discesa la china verso l’autodistruzione, e anzi spesso compiacendosene.
A ben vedere, il suo atteggiamento è anche elitario e snobistico, per il fatto che vivere come un barbone per lui, a differenza della schiera di emarginati di cui si circonda, non è una necessità, ma una volontà affermata in spregio alle convenzioni e alle ipocrisie; uno sberleffo ai dettami di uno stile di vita che mirerebbe a inquadrare ogni individuo entro schemi prestabiliti. È vero che anche lui è un alcolizzato dedito alle scommesse sui cavalli e alle più sordide imprese, ma è anche uno scrittore affermato e quindi passibile di riscatto, come sappiamo essere poi avvenuto.
Lurido sporcaccione o ineguagliabile genio? Eroe tragico o astuto millantatore? Adorabile furfante o detestabile profittatore?
Quel che è certo è che di fronte a lui non si resta indifferenti e che il vecchio Hank è entrato nel mito.
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Comments (showing 1-2 of 2) (2 new)

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message 1: by Rosalba (new)

Rosalba è un autore che non ho ancora affrontato, ma prima o poi... :)


message 2: by ΑνναΦ (new)

ΑνναΦ Nemmeno io, e nemmeno credo lo affronterò. Come ha detto più d'uno, ars (?) longa, vita brevis. :-)


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