Claudia-Il giro del mondo attraverso i libri's Reviews > I vagabondi del Dharma

I vagabondi del Dharma by Jack Kerouac
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9585793
's review
May 22, 2012

really liked it
bookshelves: letteratura-americana
Read from May 18 to 21, 2012

"...abbiamo scelto di pregare per tutti gli esseri viventi e appena saremo abbastanza forti riusciremo davvero a farlo, come i santi dell'antichità. Che ne sai, il mondo potrebbe svegliarsi e sbocciare dovunque in un bellissimo fiore Dharma."

I vagabondi è il secondo libro di Jack Kerouac che leggo. Il primo è stato il suo capolavoro più noto, Sulla strada. Il confronto è inevitabile.
Entrambi i volumi sono narrati in prima persona: in Sulla strada la voce narrante era Sal, ne I vagabondi il narratore è Raymond (Ray).
Se in Sulla strada Sal si ritrova con l'amico Dean, un fuori di testa incredibile, a vagare avanti indietro per gli Stati Uniti, qui ne I vagabondi Ray incontra una specie di Santone, l'amico Japhy:

Japhy era una miniera di simili trovate grandiose. Quanta speranza, quanta energia umana, quanto autentico ottimismo americano erano racchiusi in quella sua piccola ossatura asciutta!

Ecco come Ray descrive l'amico Japhy. In questo romanzo non manca l'avventura on the road, ma indubbiamente passa in secondo piano, a favore della ricerca spirituale più profonda, la ricerca di una calma interiore, di una pace, di una tranquillità che viene sostanzialmente identificata con le religioni orientali, in particolare nel buddismo.
I viaggi sono ridotti al minimo. Tutta la vicenda si snoda nella costa occidentale degli USA. Ray torna a casa solo una volta nel North Carolina a Natale, e anche qui nella casa materna (del padre non ne fa mai menzione) medita di notte nei boschi benché faccia un gran freddo.
Il viaggio, quindi, in questa avventura non è fisico ma mentale. Il viaggio di Sulla strada era reale: Sal e Dean a tutta birra tra autostop o macchine a nolo lungo il Paese. Ora, ne I vagabondi, il viaggio è tutto mentale, è appunto la ricerca della pace interiore.
E se per Japhy il posto migliore per meditare sono le montagne desolate (anche se non mancano le chiassose feste piene di alcool e ragazze), per Ray la meditazione può avvenire anche dopo una bella bevuta.
All'inizio del romanzo, infatti, Japhy con l'amico Morley, portano Ray sul Matterhorn, una delle più alte montagne della California:

Secondo me lo scopo primario di chi scala le montagne non dovrebbe essere solo far vedere che è capace di arrivare alla vetta, ma proprio raggiungere questi luoghi selvaggi.

Ci racconta Ray. E io personalmente condivido il suo pensiero.
Ray ci regala anche delle splendide descrizioni, una volta raggiunta l'agognata cima:

Dopo aver fatto qualche passo ci sembrava di salire sempre più in alto come fossimo su uno spaventoso ascensore, trasalii quando mi girai per guardare alle spalle e vidi tutto lo Stato della California che si estendeva in tre direzioni sotto sconfinati cieli azzurri con tremendi spazi planetari colmi di nuvole e panorami immensi di valli remoe e persino altopiani e forse anche tutto il Nevada.

Japhy è anche un traduttore di haiku, conosce bene sia il cinese che il giapponese. Ray è un poeta scrittore, ogni tanto si diletta a comporre qualche verso, dopo aver meditato.
Così, arriviamo al momento in cui Japhy deve partire per il Giappone, per approfondire le sue conoscenze legate alla meditazione, alla religione e alla lingua del Paese. Prima di partire, segnala a Ray un lavoretto come guardia forestale nelle Cascades. Ray viene assunto e così trascorre un'estate da solo in un capanno a quota 3000 metri a controllare che non si sviluppino incendi. E' in questo momento che Ray si trova davvero solo a pensare alla sua vita e alla sua disordinata religione. Le descrizioni anche qui sono ricche di poesia e sentimento:

Tramonti tempestosi e selvaggi si riversavano su spuma di nuvole attraverso ininimmaginabili dirupi, con tutte le sfumature rosate della speranza, e mi sentivo anche io così, terso e desolato oltre ogni dire.

L'estate volge al termine:

Avevo visto sessanta tramonti ruotare su quella montagna a picco. La visione della libertà dell'eterno era mia per sempre.

L'esperienza come guardia forestale (tra l'altro davvero esercitata da Kerouac durante un'estate) ha cambiato Ray per sempre. E ora mentre attende l'amico Japhy che ritorni dal Giappone con un nuovo bagaglio di conoscenze, idee e tè, il viaggio per Ray continua...




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Reading Progress

05/18/2012 page 79
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Comments (showing 1-4 of 4) (4 new)

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message 1: by Stefania (new) - added it

Stefania T. Kerouac mi affascina sempre di più, prima di tutto come uomo e scrittore, ed in un secondo momento in relazione ai suoi romanzi. Inizierò da "Sulla strada", il cui magnetismo nei miei confronti inizia ad essere insostenibile, e senza dubbio proseguirò con "I vagabondi del Dharma": le tematiche qui affrontate mi interessano incredibilmente.
Complimenti per la tua recensione: è chiara ed esplicativa, oltre che responsabile dell'aggiunta di un altro titolo nella mia lista dei desideri. :)


Claudia-Il giro del mondo attraverso i libri Grazie Stefania!
La figura di Kerouac piace moltissimo anche a me :) E' ben raro trovare chi la sua vita, pur breve nel caso del nostro Jack, l'abbia vissuta così intensamente!
Sono contenta che il mio commento ti sia piaciuto e... anche di averti fatto aggiungere un titolo in wishlist ^_^
Il mio prossimo Kerouac sarà Big sur, l'ho già adocchiato in biblioteca :)
Buone letture!


message 3: by Simona (new) - added it

Simona Ho amato follemente "Sulla strada", mi ha regalato tantissimo. Lo aggiungo anch'io. Grazie


Claudia-Il giro del mondo attraverso i libri Sì, è molto bello! Se Sulla strada ti è piaciuto, allora non puoi non leggere anche I vagabondi!
Buone letture!


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