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La vittima by Saul Bellow
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6851560
's review
Jun 03, 12

bookshelves: americana
Read from May 27 to June 04, 2012

Sentiva oscuramente che il disordine e la confusione facevano parte del prezzo che era costretto a pagare per il proprio riscatto.

Leventhal, ovvero: la redenzione attraverso la sofferenza, ovvero: il novello Giobbe.

La storia di un ebreo americano che vive a New York e che si trova a dover affrontare l’afa dell’estate senza la moglie. Gli fanno visita i fantasmi del passato mascherati da Allbee, una vecchia conoscenza che gli imputa la colpa della propria rovina. Leventhal vittima di uno stalker ma –forse- anche colpevole. Di cosa? Di avere una storia da uomo che ce l’ha fatta, non è stato sfortunato; di non riconoscere i propri errori e di anticipare con dei ragionamenti da vero paranoico gli errori degli altri; di essere un ebreo che si è salvato dai forni crematori europei.
La sua storia si intreccia con la Storia, in un vortice di crisi paranoiche, di riflessioni sulla propria condotta.

I pensieri di Leventhal talvolta sono ingenui ed infantili. Il meccanismo più o meno è questo: voglio che questa cosa sia così, ne ho bisogno, quindi faccio sì che i miei occhi proiettino nella realtà reale la realtà come la vorrei io. Ogni indizio cerco di farlo combaciare con la mia fantasticheria, così potrò ricavarne conforto e tranquillità.

Altre volte invece, molto spesso a dir la verità, combaciano con quell’infelicità paranoica che Watzlawick descrive bene con la storia del martello nel suo “Manuale per rendersi infelici”:

”Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l’ha con me. E perché? Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile, io glielo darei subito. E perché lui no? Come si può rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l’esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perché possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino apre, e prima ancora che questo abbia il tempo di dire ‘Buon giorno’, gli grida: ‘Si tenga pure il suo martello, villano!’”

Ritornando a La vittima: Storia presente, personale ed universale ed addirittura biblica. Solo Bellow sa intrecciare insieme tutti questi livelli così bene.
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Reading Progress

05/31/2012 page 88
34.0% "D'altra parte, se ti chiudevi in te stesso per non essere disturbato, diventavi come un orso nella sua tana invernale, o come uno specchio avvolto in un pezzo di flanella. E come quello specchio correvi meno rischi di spaccarti, ma non brillavi. E invece dovevi brillare. Era questa la stranezza."
05/31/2012 page 155
60.0% "Paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie dopo paranoie.... è decisamente un libro fatto al caso mio.."
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Comments (showing 1-1 of 1) (1 new)

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message 1: by Francesco (new) - added it

Francesco Fantuzzi Già inserito nella lista dei prossimi libri, grazie per la review! :)


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