Chiara Pagliochini's Reviews > Le notti bianche: Sogno d'amore

Le notti bianche by Fyodor Dostoyevsky
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5277704
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May 14, 12

bookshelves: letteratura-russa
Read from May 09 to 10, 2012

Ad esser sinceri, mi dispiacerebbe dare una recensione completa di questo breve romanzo. Una recensione, per me, è un fissare il giudizio, ma quando il giudizio non si vuol fissare, quando si preferisce che le parole restino in circolo, allora è bene non esprimersi. Rileggerò questo libricino molte volte. Lo rileggerò perché, per quanto possa essere assurdo e banale, questo libricino parla di me, mi definisce e circoscrive le mie colpe, fissa la mia penitenza, la sconfitta inevitabile del sognatore nella lotta coll'orizzonte materiale.
Così, fatemi un piacere, leggete questo estratto fino alla fine e, se vi ci rivedete almeno un po', non lasciate che manchi dal vostro scaffale:

'Ho dei momenti pieni di una tale angoscia, di un’angoscia… In quei momenti credo che non sarò mai capace di vivere una vita vera, mi sembra di aver perso ogni senso, la capacità di capire ciò che è vero e reale. Mi maledico da solo perché, dopo le mie notti piene di fantasie, subentrano momenti di ritorno alla realtà che sono terribili! E contemporaneamente avverto intorno a me il movimento rumoroso e agitato della folla umana: sento, vedo com’è la vita degli altri uomini, come vivono nella realtà, vedo che per loro la vita non è proibita, che la loro vita non si scioglie come un sogno, come un miraggio, che la loro vita si rinnova continuamente, sempre giovane, che tutte le ore sono diverse fra loro. Mentre la mia fantasia è triste, monotona fino alla volgarità, paurosa, schiava di un’ombra, di un’idea, schiava della prima nuvola che offusca improvvisante il sole […]. E nell’angoscia che tipo di fantasia ci può mai essere! Alla fine sento che è stanca, esaurita nella tensione senza fine, questa inesauribile fantasia. Poi si cresce e ci si sbarazza dei vecchi ideali, ed essi cadono in mille pezzi, diventano polvere; e se poi non c’è un’altra vita, ci si trova a costruire quella che esiste con questi pezzi. Ma contemporaneamente l’anima chiede e pretende nuove cose! E il sognatore fruga a vuoto fra le ceneri delle sue vecchie fantasie: neppure un po’ di brace da attizzare e trasformare in un fuoco che riscaldi il cuore intirizzito, per poter ritrovare in esso tutte le cose belle che c’erano prima, tutto ciò che lo commuoveva, che faceva ribollire il sangue, piangere gli occhi e ingannava con la sua grandissima illusione! Sapete, Nastjenka, a che punto sono arrivato? Sono ormai costretto, sapete, a celebrare l’anniversario delle mie sensazioni, l’anniversario di ciò che un tempo mi fu tanto caro, ma che in realtà non è mai esistito, l’anniversario per quegli stessi sogni stupidi, incorporei, e devo farlo perché non ho più nemmeno questi stupidi sogni, perché non ho di che alimentarli: perché se ne vanno via anche i sogni!'

E questo è quanto, ma tanto.
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Comments (showing 1-3 of 3) (3 new)

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Martina Il mio preferito in assoluto!


Elisa È decisamente uno dei miei libri preferiti!
'Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicita degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra.'


message 3: by Simona (new) - added it

Simona E' nella mia libreria. Lo leggerò al più presto.


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