Rita Monticelli's Reviews > Burton racconta Burton

Burton racconta Burton by Tim Burton
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8856621
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May 25, 13

bookshelves: cinema
Read from April 25 to May 10, 2012

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Tim nel paese delle meraviglie

Dire che Tim Burton è un genio visionario del cinema si avvicina sicuramente alla verità, ma se si vuole avere un'idea di tutto ciò che si cela dietro il lavoro di questo regista/autore/disegnatore, il libro "Burton racconta Burton" è senza dubbio una buona base di partenza.
Ho amato questo regista dalla fine degli anni '80, esattamente dall'89, quando uscì "Batman", film che ha permesso anche a noi, che stiamo da questa parte dell'oceano, di conoscerlo. Da allora in poi ho seguito la sua carriera passo passo, tornando anche indietro a vedere il suo precedente "Beetlejuice", che è tuttora il film che ho visto più volte in assoluto (ho perso il conto intorno a quota 40), sia in italiano che in lingua originale e che di volta in volta riguardo con piacere.
Mi ha fatto commuovere con "Edward Mani di Forbice", in cui c'è stato il mio (e il suo) primo incontro con Johnny Depp, mio attore preferito da oltre 20 anni. Mi ha divertito con film come "Mars Attacks!", "Ed Wood" e "Il mistero di Sleep Hollow", mi ha entusiasmato con "Batman", "Batman - Il ritorno" (un po' meno del primo) e il recente "Dark Shadows" (a cui dedicherò un post a parte), mi ha fatto meravigliare con "La Sposa Cadavere", "Nightmare before Christmas", "Alice in Wonderland", mi ha intrigato con "Sweeney Todd". In alcuni casi non mi ha convinto del tutto, come in "Il Pianeta delle Scimmie". Altri suoi film non li ho visti affatto sia per scelta, "Big Fish" e "La Fabbrica di Cioccolato", che per mancanza di opportunità, "Pee Wee's Big Adventure", ma prima o poi li vedrò.
In ogni caso è senza dubbio il mio regista preferito. Nei suoi film, se da una parte si può vedere il suo tocco e la presenza ricorrente di certi temi, esiste però una notevole varietà di generi. Abbiamo il fantastico, la commedia paranormale, il supereroe, la fantascienza, l'animazione, il musical, la favola per bambini, il giallo, la biografia. Ce n'è per tutti i gusti.
Leggendo questo bellissimo libro, in cui lo stesso Burton racconta se stesso nelle varie fasi della sua carriera e della sua vita, si riesce a capire veramente a cosa sia dovuta questa varietà e che cosa allo stesso tempo renda i suoi film "burtoniani". Si scopre come spesso sia arrivato a fare un film quasi per caso e come in altre occasioni si trattasse di storie create da lui e da lui stesso fortemente volute, a costo di lunghe attese.
Burton ci racconta la genesi spesso inusuale di certi film, come "Nightmare Before Christmas", la cui storia venne scritta passo passo con la creazione della colonna sonora. Ci parla del suo sodalizio con Johnny Depp, con Danny Elfman e con altri collaboratori che hanno lavorato spesso con lui. Ci mostra il mondo spesso spietato di Hollywood, al quale ha sempre cercato di non piegarsi, sostenendo di voler fare solo ciò che sentiva nelle sue corde, perché tutto il resto non era semplicemente in grado di farlo. Ci rivela l'uomo dietro il regista, da ragazzino "particolare" a talentuoso disegnatore, fino a (quasi casualmente) regista.
Ciò che emerge è senza dubbio la sua enorme fantasia unita a una forte volontà di trasformarla in realtà.
Questo libro è a mio parere una vera ispirazione, per tutti coloro che hanno un talento artistico e vogliono trovare il modo di utilizzarlo al meglio, senza scendere a compromessi. Ma è anche soltanto la vita di un uomo, la semplicità del quale appare evidente da come parla e da quello che dice. Lui non si sente e non vuole essere una celebrità. Vuole solo portare in vita i suoi personaggi e le sue storie. È un artista vero.
Da fan ed esperta di Tim Burton, nel leggere questo libro, ho sperimentato quasi un viaggio nel tempo, ripercorrendo insieme a lui i periodi in cui ha lavorato ai suoi film. Ma credo che "Burton racconta Burton" sia un'ottima lettura anche per l'amante del cinema in generale, poiché offre una prospettiva privilegiata nei confronti di questo mondo, da cui molti sono affascinati.
Ottimo il lavoro del curatore, Mark Salisbury, che ha messo sapientemente insieme i testi tratti dalle varie interviste, intermezzandoli con interessanti spiegazioni. Infine devo fare una nota alle due prefazioni scritte da Johnny Depp, che hanno aggiunto al tutto un po' di colore, raccontandoci Burton da un punto di vista diverso, quello di un amico, che ha condiviso (e tuttora condivide) con lui la parte più importante della sua carriera di attore.


Tim in Wonderland

To say that Tim Burton is a visionary genius of cinema surely approaches the truth, but if you want to get an idea of all that lies behind the work of this writer/director/drawer/artist, the book “Burton on Burton” is definitely a good starting point.
I loved this director since the late 80s, exactly since ’89, when “Batman” was released, a movie that has also allowed us, who are on this side of the ocean, to meet him. Since then I have followed his career step by step, also returning back to see his previous movie “Beetlejuice”, which is still my most seen one (I lost the count somewhere around 40), both in Italian and in the original language and which I watch again with pleasure from time to time.
He made me move with “Edward Scissorhands”, in which there was my (and his) first encounter with Johnny Depp, my favourite actor for over 20 years. He amused me with movies like “Mars Attacks!”, “Ed Wood” and “Sleep Hollow”, he made me enthusiastic with “Batman”, “Batman Returns” (a little less than with the first one though) and the recent “Dark Shadows”, he surprised me with “The Corpse Bride”, “Nightmare Before Christmas”, “Alice in Wonderland”, he intrigued me with “Sweeney Todd”. In some cases I was not completely satisfied, as in “Planet of the Apes”. I have not seen some movies at all by choice, like “Big Fish” and “Charlie and The Chocolate Factory”, or for lack of opportunity, like “Pee Wee's Big Adventure”, but sooner or later I will watch them.
In any case, he is without a doubt my favourite director. In his films, if on one hand you can see his touch and the presence of certain recurring themes, however, there is a wide variety of genres. We have fantasy, paranormal comedy, superhero, science fiction, animation, musical, children's story, crime story, biography. There's something for all tastes.
Reading this wonderful book, in which Burton tells about himself at various stages of his career and his life, you can really understand where this variety comes from and at the same time what makes his films “Burtonian”. It turns out as he often has come to make a film almost by accident and as on other occasions they were stories created by him and that he strongly desired to develop, at the cost of long waiting.
Burton tells us about the often unusual genesis of certain films, such as “Nightmare Before Christmas”, whose story was written step by step with the creation of the soundtrack. He talks about his partnership with Johnny Depp, Danny Elfman and with other collaborators who have often worked with him. He shows us the often ruthless world of Hollywood, to which he has always tried not to give in, claiming he wanted to do only what he was feeling in his heart, because he was simply not able to do anything else. He reveals the man behind the director, from “special” kid to talented artist, to (almost casually) director.
What emerges is undoubtedly his enormous imagination combined with a strong desire to turn it into reality.
This book is in my opinion a true inspiration to all those who have an artistic talent and want to find ways to use it well, without compromise. But it is also only the life of a man, the simplicity of whom is evident from the way he speaks and what he says. He does not feel and does not want to be a celebrity. He just wants to bring to life his characters and his stories. It is a true artist.
As a fan and expert of Tim Burton, whilst reading this book, I have experienced almost a journey through time, going along with the periods during which he worked on his films. But I think “Burton on Burton” is a great read for any movie lover, as it offers a privileged perspective towards this world, from which many are fascinated.
Excellent work by the curator, Mark Salisbury, who has expertly put together the texts taken from various interviews, alternating them with interesting explanations. Finally, I must spend a few words to the two prefaces written by Johnny Depp, who added to it a little colour, telling us about Burton from a different point of view, that one of a friend, who shared (and still shares) with him the most important part of his career as an actor.
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04/26/2012 page 39
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