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L'elefante scomparso e altri racconti by Haruki Murakami
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6009284
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Apr 18, 12

bookshelves: awesome, murakami-haruki, short-stories
Read in July, 2010

Bene, Murakami, con questo libro possiamo dire di essere di nuovo in buoni rapporti e me ne rallegro moltissimo perchè è stato grazie alle meravigliose storie che questo scrittore, forse un pò incostante nella qualità, ma sempre accompagnato da una sottile genialità, che mi sono innamorata così profondamente del Giappone e della sua cultura.
"L'elefante scomparso" è una raccolta di racconti disposti in ordine cronologico e che vanno dagli anni '80 al 1999.
Alcuni sono molto ben riusciti, altri meno; esaminerò solo quelli che mi hanno maggiormente colpita.

Granai Incendiati (1984)
E' il racconto che, insieme a "Sonno", mi ha lasciato una sensazione strana e spiacevole di inquietudine; è pieno di suggestioni ambigue, di mezze rivelazioni, di supposizioni che, mentre si fanno strada nella mente del protagonista, si insinuano anche in quella del lettore.
Il tutto sta nel cosa si intente con "granai": il fidanzato dell'amica del protagonista, gli confida di bruciarne uno al mese e gli rivela di essere in procinto di bruciarne uno vicinissimo a lui.
Il protagonista cerca, cerca, ma nessun granaio intorno a casa sua prende fuoco. Quando si rivedono, l'uomo misteriosdo gli rivela di aver bruciato un granaio come da programma.
Intanto l'amica del protagonista scompare senza lasciare traccia e il finale rimane aperto.
Che i "granai" bruciati siano reali e siano una metafora per qualcosa di ancora più torbido e terribile, ciò che colpisce è il crescente senso di claustrofobia e mistero che si crea attorno a questa parola.

Il Nano ballerino (1984)
Una storia dai contorni horror che mi ha ricordato molto lo stile di H.P. Lovecraft, con il suo modo di far aumentare la tensione attraverso una progressiva presa di coscienza del protagonista delle cose terribili stanno per accadergli, le mezze rivelazioni e la presenza di una entità maligna che, per un caso sfortunato o forse per un piano premeditato e ben congegnato, distrugge e distorce la vita del protagonista.
Emblematico il finale, in perfetto stile Lovecraftiano, con quel suo "Stanno arrivando" presente in tanti racconti dello scrittore di Providence.

L'ultimo prato del pomeriggio (1988)
Il protagonista della storia racconta, ad anni di distanza, di quando da studente tagliava i prati come lavoro part-time e ricorda dell'ultimo prato che tagliò e dell'incontro con la strana padrona di quella casa.
Il racconto fa continue digressioni sul rapporto del protagonista con la sua fidanzata di allora, sul modo in cui il tagliare l'erba sia rilassante e liberatorio.
Il modo in cui la padrona di casa gli chiede di entrare nella camera della figlia e di cercare di indovinare che tipo sia, crea una scena surreale e bizzarra, quasi un'allucinazione generata dal caldo al di fuori dell'abitazione e lascia una strana sensazione di incertezza.

L'uccello-giraviti e le donne del martedì (1989)
Una strana telefonata, una donna sconosciuta che chiede al protagonista dieco minuti del suo tempo, per poi arrivare a fargli una sorta di telefonata erotica che egli, però, sembra rifiutare, un matrimonio in crisi, un gatto scomparso e una strana ragazza che forse esiste, forse no.
Un gran bel racconto, che mi ha fatto venire voglia di leggere "L'uccello che girava le viti del mondo", costruito in maniera interessante, alternando momenti reali a momenti che sembrano uscire direttamente da un sogno, o forse da un incubo.

Sonno (1993)
Il mio racconto preferito insieme a "Granai incendiati". Una giovane donna senza nome non riesce più a dormire. Ma questa situazione, che potrebbe sembrare tragica, le apre invece le porte ad un nuovo mondo: non sente stanchezza, non si assopisce, la sua mente è lucidissima e anzi, diventa molto più attiva di prima.
Il tutto è provocato da una sorta di incubo, in cui le appare un uomo, che lei vede chiaramente, da sveglia, un uomo inquietante, quasi una raffigurazione della morte, che le versa acqua sui piedi. Da quel momento, il sonno non tornerà più a visitarla.
La donna vede da quel momento comincia a vedere la banalità della propria vita, ad odiare il marito e persino il figlioletto.
Una notte esce e, mentre si trova in un parcheggio, due uomini cercano di ribaltare la sua auto e il racconto si conclude con la donna in preda al panico che assiste alla scena impotente.
Molto, molto belle le scene in cui la protagonista ritrova l'antico amore per la lettura.
Un racconto inquietante e che, nella sua non conclusione, lo diventa ancora di più.

Una gran bella raccolta, eterogenea e interessante, ottima sia per i vecchi fan di Murakami che per i nuovi lettori.

Voto: 8.5/10
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