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The Hunger Games by Suzanne Collins
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4528302
's review
May 09, 12

Read from April 07 to 14, 2012

Grazie al cielo c'è ancora qualcuno disposto a considerare gli adolescenti come esseri in
grado di intendere e di volere, meritevoli di leggere libri con trame degne di questo nome e
personaggi che non siano piallati nel marmo. Questo Hunger Games è all'altezza della sua
fama e, per una volta, il pensiero che sia diventato un best-seller non suscita disgusto e
sconforto per il tramonto del genere umano. L'idea di partenza è sicuramente un po'
telefonata: in uno scenario post-bellico gli Stati Uniti si ritrovano suddivisi in 12
distretti governati con pugno di ferro dalla Capitale che mantiene un rigido controllo su di
essi obbligando ogni anno due ragazzi per ogni distretto a partecipare ad un gioco al
massacro in diretta televisiva dal quale uno solo uscirà vivo. Sorvolando sull'infinità di richiami alla leteratura fantascientifica in cui si ipotizza la geografia del pianeta stravolta dall'ennesima apocalisse, il riferimento principale che ci accompagna durante tutta la lettura è sicuramente 1984, con la Capitale che si comporta come un Grande Fratello, intento a sorvegliare e dirigere ogni aspetto della vita dei cittadini. Dopodiché l'autrice mischia un po' le carte trasformando la critica al totalitarismo che stava alla base del romanzo di Orwell in un attacco alla nostra società dell'immagine dove un gruppo di ragazzini che combatte all'ultimo sangue diventa un insuperabile fonte di intrattenimento per i benestanti e annoiati cittadini della Capitale. Quando la sedicenne Katniss Everdeen si offre volontaria al posto della sorellina più piccola, estratta per partecipare ai giochi, deve imparare che le possibilità di sopravvivere dipendono, prima ancora che dalle sue capacità di combattente, dalla sua abilità nell'ingraziarsi il pubblico, i giudici e, soprattutto, i ricchi sponsor in grado di inviare fondamentali e costosi aiuti ai giocatori durante la battaglia. Indossare l'abito giusto e dire la cosa giusta diventano improvvisamente molto più importanti che saper sopravvivere in un duello corpo a corpo o imparare ad accendere un fuoco in mezzo al nulla, perché nella società dell'apparenza ciò che conta è dare assecondare stuzzicare l'interesse di chi ti guarda, non importa con che mezzo e a quale prezzo. Si tratta di una scoperta particolarmente dura per Katniss, abituata dalle avversità in cui ha sempre vissuto ad avere un aproccio molto più pratico alla vita, senza fronzoli e moine. Avvezza ad una realtà in cui poco spazio viene lasciato ai sentimenti, la protagonista deve fare i conti con l'occhio avido delle telecamere, intente a studiare ogni suo gesto per darlo in pasto a milioni di telspettatori smaniosi di carpire segreti e sentimenti che dovrebbero restare privati. Vedete quindi come il Grande Fratello orwelliano man mano si trasfoma nella sua versione odierna, quella del reality show dove la genuinità dei sentimenti è definitivamente compromessa dalla necessità di assecondare le esigenze dello spettacolo. Raccontando la vicenda attraverso il punto di vista di Katniss, con quel suo tono pratico, disincantato e a volte perfino cinico, Suzanne Collins riesce a rendere tutta l'ambiguità e la complessità di questo tipo di realtà, in cui anche una dichiarazione di amore come quella che la protagonista riceve dal compagno di avventura Peeta diventa inevitbilmente parte di un strategia che permette ai due ragazzi di destreggiarsi nel macchinoso gioco delle parti nel quale si trovano loro malgrado coinvolti. A differenza di molti Young Adult arrivati in libreria negli ultimi anni, The Hunger Games non è zavorrato da acun fastidioso buonismo, l'autrice non ha timore di indugiare sugli aspetti più cinici e crudeli della vicenda e, a differenza di molte sue colleghe, non scappa al primo accenno di azione ma riesce ad essere efficace sia nell sequenze di combattimento che in quelle di riflessione.
Finalmente abbiamo una protagonista che non è forte e coraggiosa solo a parole per poi sprofondare nel mortificante ruolo di fanciulla perennemente in difficoltà; Katniss è determinata e indipendente e sarà d'aiuto al suo principe azzurro almeno tanto quanto lui sarà d'aiuto a lei ed è confortante per una volta non dover vedere il personaggio principale cadere fra le braccia del bellone di turno nel giro di qualche pagina per poi sacrificare bisogni e aspirazioni in nome di un fantomatico amore eterno. In The Hunger Games, l'amore, l'amicizia e i legami familiari sono sentimenti maturi, fatti di luci ed ombre ed estremamente complicati da gestire, anche per una ragazzina sveglia come Katniss. L'autrice si rivolge ad un pubblico giovane cercando di uscire almeno un po' dagli schemi, utilizzando un racconto che non solo intrattenga ma sappai anche provocare e spingere a riflettere. I suoi personaggi sono tra i più realistici che si siano visti in questo genere letterario, non solo la protagonista ma ognuna delle figure secondarie ha un suo modo di colpire il lettore ed essere ricordate, dal caustico Haymitch alla tenera e coraggiosa Rue, dal vulcanico Cinna al sorprendente Peeta, ognuno contribuisce a conferire al romanzo quella combinazione di arguzia, pathos e romanticismo che ti fanno desiderare di buttarti sul seguito il prima possibile.
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