Donatella's Reviews > Che cosa sappiamo della mente: Gli ultimi progressi delle neuroscienze raccontati dal massimo esperto mondiale

Che cosa sappiamo della mente by V.S. Ramachandran
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4058105
's review
Apr 12, 12

bookshelves: essay, mind, neurology, psychiatry, scienze
Read from March 04 to April 12, 2012

In effetti, come hanno notato molti, questo libro ripete molti temi già trattati senza perlopiù ampliarli. Qualche spunto di riflessione importante lo rende comunque molto valido. Inoltre mi ha divertito scoprire che non sono d'accordo con Ramachandran su ogni cosa al 100%. Beh, meno male. Nonostante tutto mantengo un briciolo di spirito critico
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Reading Progress

03/06/2012 page 11
7.0% ""Benchê sia un fatto noto a tutti, non cessa mai di stupirmi che l'incredibile ricchrzza della nostra vita psichica, tutte le sensazioni, le emozioni, i pensieri, le ambizioni, i sentimenti amorosi e religiosi e perfino il sé privato e intimo siano solo e unicamente frutto dell'attività di quelle cellulr gelatinose all'interno del cranio""
03/20/2012 page 36
23.0% "a proposito di visione cieca: mi è venuto in mente il fratello di un mio zio acquisito, che ha avuto un ictus mentre guidava. Ha completamente perso coscienza, ma ha continuato a guidare eseguendo anche manovre complesse e tornando a casa illeso..."
03/20/2012 page 40
25.0% "Ramachandran cita Giacomo Rizzolati e i neuroni specchio: le ricerche di Rizzolati hanno dato una base neurologica alle osservazioni di Ramachandran sull'estensione della negazione di malattia di un anosognosico anche alla malattia di terze persone. A livelli più sottili potrebbe esserci un meccanismo analogo – ossia legato alla funzione dei neuroni specchio – anche per le negazioni relative a eventi di vita."
03/21/2012 page 67
42.0% "Un riferimento interessante all'acromatopsia l'ho trovato in rete, in questo blog: http://psicocafe.blogosfere.it/2008/0..."
03/23/2012 page 77
49.0% ""Come si passò dai grugniti, dagli ululati e dai brontolii dei nostri genitori omicidi al rigoglioso eloquio di uno Shakespeare o di un George W. Bush?" Non so perché ma leggo una velata presa per il sedere..."
03/23/2012 page 85
54.0% "mi sta affascinando sempre più nonostante all'inizio mi irritasse notevolmente il fatto che riprendesse troppo strettamente i temi trattati nel libro precedente. In effetti li completa."
04/11/2012 page 97
61.0% "5 caratteristiche fondanti del sé: 1) impressione di continuità temporale; 2) idea di unità e coerenza; 3) corporeità o senso di possesso del corpo; 4) facoltà di azione volontaria - il c.d. libero arbitrio; 5) capacità. di riflessione su se stesso"
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