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Junk Miles by Liz Reinhardt
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5117196
's review
Mar 03, 2012

it was amazing
bookshelves: best-friend
Read from March 06 to 08, 2012

“But I sensed that he was hurt. By my not caring. And if my gut was right, and I had a pretty dead-on gut, then he was acting out to get my attention, trying to get me to care about him.”

“He didn’t see me. I could see his face. He was smiling, his gray eyes crinkled, his eyetooth crooked and perfect. My heart swelled, until he caught sight of me. It was like an eclipse. All of the warmth and laughter and general happiness was gone.”


“Junk miles” è il seguito di “Double clutch” e non potevo di certo non leggerlo di volata curiosa di sapere come procedevano le cose per Brenna, rimasta con il fiato sospeso alla fine del volume precedente. E sono felice di poter dire che la Reinhardt non si è smentita donandoci l’ennesima fantastica storia.

Sono passati un paio di mesi dalla fine di “Double Clutch”, è Natale e Jack e Brenna sono inseparabili e felici. Ma come regalo Brenna riceve dalla madre un viaggio a Parigi per tutte le vacanze. E chi si siede vicino a lei durante il viaggio aereo incastrato nel viaggio oltreoceano? Già…proprio Saxon. L’attrazione tra di loro è innegabile e Brenna decide di provarci con lui. Ma è davvero ciò che vuole? E ha perso per sempre Jake con la sua decisione?

Come “Double clutch” che significa prendere due inspirazioni e fare una sola espirazione, anche “Junk miles” viene da termini della corsa campestre e significa correre a vuoto, non al massimo delle proprie potenzialità. E anche in questo caso si presta bene a descrivere la condizione di Brenna in bilico, ancora una volta tra i due ragazzi che si contendono il suo cuore. E se alla fine di “Double clutch” Brenna sceglie Jake, ancora una volta Saxon ci mette il suo zampino. Ma Brenna è pronta a rischiare e a mettersi in gioco, non vuole vivere nel rimpianto, vuole sapere come sarebbe stare con Saxon il badass che non si smentisce mai anche quando è al meglio delle sue possibilità. In realtà scopriamo un lato ancora più scuro ma anche un amore sconfinato per il suo alter ego. Non voglio rivelarvi il segreto di “Double clutch” anche se sicuramente se state leggendo questa recensione ci siete già passati. Sappiate solo che le cose non sono mai facili e che soprattutto Jake si rivela per quello che è. Un ragazzo normale dolce e affettuoso ma che viene ferito profondamente anche se i suoi sentimenti sono puri e sinceri.
Sia Jake che Saxon confermano anche in questo secondo volume come non ci sia niente di scontato, di ben definito e come il carattere di una persona sia dato dalla sovrapposizione di più linee che si intrecciano e rendono la nostra personalità complessa e affascinante. E anche se in definitiva i ruoli interpretati dai due ragazzi sono distinti e ben discernibili, il good guy e il bad boy, entrambi ci mostrano come nessuno dei due sia al di sopra di qualsiasi colpa. Persino Jake ha i suoi momenti.
Lo sfondo di Parigi che ci accompagna nei primi capitoli dovrebbe essere romantico, invece Saxon è capace di rendere folle anche l’esperienza più semplice e Jake è sempre irresistibile con la sua capacità comunicativa che supera le parole ma che blocca e fa riflettere in modi in cui non potevo neanche immaginare.
Ma ciò che rende indimenticabile gli scritti della Reinhardt sono le sue idee e il suo modo di raccontare. Anche la fine, non è un finale definitivo di quelli che ti immagini con l’”happily ever after”. No qui ci sono le incognite della vita che scorre. I due libri sono come una telecamera che registra un frammento di vita e ce la regala, si ferma in un certo momento ma le vite dei protagonisti continuano e sopravvivono all’ultima pagina del racconto. “Junk miles” è una di quelle storie su cui continui a riflettere perché ti lascia in bocca il gusto dell’inespresso, o perlomeno del fatto che dopo c’è ancora qualcosa. La magia della storia sta proprio in questo. Molte volte leggo degli YA che mi fanno pensare “Cielo ma chi è che si comporta così? In quale universo parallelo?” in questo caso invece tutto è semplice, non costruito ad arte, ci si identifica con Brenna in maniera efficace e non si può resistere al fascino esercitato da Saxon e Jake, indimenticabili.
Per non dimenticare il rapporto con i genitori di Brenna, che aggiunge fascino ad un racconto che già di per sé è particolarmente speciale.

Il particolare da non dimenticare? Il prom…eh il ballo di fine anno con chi ci va Brenna?

Consiglio sicuramente la lettura di questa serie che si è rivelata speciale e degna di nota in mondo come quello degli YA dove si è pieni di triangoli, storie d’amore complicate e che sembrano impossibili. Ma tutti i protagonisti sono assolutamente meravigliosi.
Intanto io attendo il promesso “Slow twitch” terzo volume della serie, dove il protagonista dovrebbe essere Saxon. Non vedo l’ora. Eh.
Jake o Saxon…questo è il dilemma!
Buona lettura guys!
flag

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Liz Reinhardt
“Not exactly what I wanted, but you know what they say about getting what you want."
"That you should want what you have instead?" I guessed.
"No! That's ridiculous advice. Jesus, who told you that? Never mind, don't even answer that. Just forget you ever heard it. They, and by 'they' I am referring to those who know what the hell they're talking about, say that you can't always get what you want. But if you try sometimes..." He held out his hand for me to finish.
"You just might get what you need?"
He shucked me under the chin and gave me his best cocky smile. "There's hope for you yet."
He walked away from me with a determined swagger and didn't look back.”
Liz Reinhardt, Junk Miles


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