Tanabrus's Reviews > The Lives of Christopher Chant

The Lives of Christopher Chant by Diana Wynne Jones
Rate this book
Clear rating

by
4582860
's review
Jan 04, 16

liked it
bookshelves: young-adults, in-inglese, read_2012, release_1988, inglesi
Read from March 02 to 18, 2012 — I own a copy, read count: 1

Libro complesso da valutare: alcune cose mi sono piaciute molto: l’ambientazione e diversi personaggi di contorno. Ma una parte fondamentale non sono riuscito proprio a digerirla.

L’ambientazione è, ovviamente, inglese. Ma è un’Inghilterra alla Stroud, dove la magia è comune, praticata apertamente e immagino addirittura richiesta per essere parte dell’alta società. Un’Inghilterra comunque Vittoriana, con tutte le formalità del caso.
Ma non solo… è di quasi comune conoscenza anche il fatto che determinate scelte generino universi paralleli, e questi mondi vengono chiamati serie. E i viaggiatori astrali possono spostarsi tra i mondi della serie, ma anche visitare altri mondi, ormai abbastanza mappati e noti.
Si tratta, certo, di viaggi puramente spirituali, privi di connotazioni materiali.
E un’altra cosa abbastanza nota è che quando una persona è unica, non esistendo nei mondi paralleli, tutto il talento e le vite che sarebbero stati distribuiti tra le sue varie interpretazioni confluiscono in lui, donandogli letteralmente nove vite e un talento magico fuori dal comune. Queste persone vengono addestrate per diventare figure potenti e importantissime, i Chrestomanci, incaricati di vigilare sulla magia del mondo e di prevenirne l’utilizzo illegale.
Tutto molto intrigante!

Altra cosa interessantissima sono alcuni personaggi secondari.
Abbiamo Thorgmorten, un gatto proveniente da un altro mondo (rapito dal protagonista, che a differenza di chiunque altro, grazie alle sue nove vite, può entrare fisicamente negli altri mondi interagendovi e portando con sè oggetti reali e creature viventi). Un gatto intelligente, capace di comprendere le parole degli umani. E magico, in grado di trasformarsi -molto spesso, per la verità- in una furia velocissima dotata di tre teste e artigli acuminati.
Abbiamo la Dea, Asheth vivente. L’incarnazione della Dea del mondo da cui proviene Thorgmorten, una bambina coetanea di Christopher, che vive reclusa nel tempio a pregare e a farsi idolatrare dalle masse. Una bambina molto sola, che vede in Christopher una persona simile a lei per potere, solitudine e sfruttamento da parte degli adulti.
Abbiamo lo zio Ralph, che giustamente sfrutta gli idioti che si ritrova come familiari.
Abbiamo il buon Tracoy, che sembra sempre più buono di quanto invece non dimostrino le sue azioni, e che si affeziona realmente al povero Christopher.
Abbiamo Flavian, il suo tutore.
Abbiamo Gabriel, il Chrestomanci attualmente in carica, algido e impegnato in compiti elevati e troppo importanti per essere compresi da un bambino noioso, borioso e ribelle.



E poi, purtroppo, abbiamo Christopher.
Già, purtroppo.
Perché il suo personaggio francamente mi è risultato odioso.
Sempre lamentoso e affezionato in modo morboso allo zio, che sarà stato anche l’unico a mostrargli un minimo di gentilezza in vita sua, ma il bambino si dimostra stupido ogni oltre limite nell’ostinarsi a non vedere l’evidenza nemmeno quando il suo unico amico gliela urla in faccia più volte, praticamente.
E invece no, lui resta sempre allegramente inconsapevole di tutto quanto. Lamentandosi sempre di dove si trovi, di cosa stia facendo, di cosa vogliono tutti che lui faccia. Sempre a cercare un modo per andarsene. Sempre a perdere vite in maniera stupida. Fa rabbia.
E pure le situazioni che lo coinvolgono diventano difficilmente credibili.
Come gli ultimi capitoli, con il bambino borioso e abbastanza incapace (per quanto dotato di grande talento) che in assenza di Gabriel guida le difese del castello contro l’esercito dei soldati di Asheth e contro gli attacchi del proprio zio, mentre tutti gli altri maghi ormai depotenziati eseguono i suoi ordini senza battere ciglio, invece di sculacciarlo, dare loro gli ordini e farglieli eseguire.
Cioè, nemmeno Harry Potter durante la battaglia di Howgarts!



Comunque il libro è scritto bene, scorrevole e piacevole (malgrado il mal di stomaco quando Christopher comincia a fare le sue bizze…). E pare che a quasi tutti invece Christopher, alla fin fine, piaccia come personaggio, quindi probabilmente sono io a non sopportare un personaggio di questo tipo.
Alla fine gli dò tre stelle per questo motivo, altrimenti malgrado alcuni personaggi e l'ambientazione, Christopher lo avrebbe trascinato a fondo, nelle due stelle.
flag

Sign into Goodreads to see if any of your friends have read The Lives of Christopher Chant.
Sign In »

Reading Progress


No comments have been added yet.