Guenda Ferri's Reviews > Le notti bianche

Le notti bianche by Fyodor Dostoyevsky
Rate this book
Clear rating

by
5121696
's review
Feb 04, 12

it was amazing
Read from February 02 to 04, 2012


Ohhh. Mi ci voleva proprio un bel classico, e “Le notti bianche” è una vera perla: il Dosto si aggiunge ora alla lista dei miei mentori/scrittori preferiti.
Diciamo che quando l’ho iniziato non ero altrettanto soddisfatta. Era notte, innanzitutto, perché avevo pensato tutta contenta: “Se leggo un libro simile di notte non potrà che essere ancora più bello!” Non avevo calcolato che, però, alle undici e mezza di sera io sono di regola incredibilmente assonnata (per non dire rimbambita).
Insomma, l’inizio mi è sembrato pesantissimo. Ecco, non è che Dostoevskij scriva in modo molto leggero, ma in fondo i significati che emergono dalle sue parole sono molto profondi – e non dimentichiamoci che è uno degli scrittori russi del 1800, i più pesanti per antonomasia.
Però, andando avanti, mi sono lasciata prendere dalla storia. La trama è semplice e lineare: il protagonista (e narratore) durante una delle sue passeggiate notturne incontra Nasten’ka, una ragazza giovane e dolce, e si mettono a chiacchierare. Al termine della serata si danno appuntamento alla notte successiva; e così per quattro notti. Col passare delle notti, i due si conoscono; il protagonista si innamora perdutamente di Nasten’ka, ma presto scopre che la ragazza è innamorata di un’altra persona, un inquilino di sua nonna. L’uomo, che la ricambiava, era partito qualche mese prima e da allora Nasten’ka non l’aveva più rivisto; tuttavia spera ancora che egli torni e che sia ancora innamorato di lei.
Il protagonista mi ha colpito moltissimo. Incarna perfettamente il ruolo del ‘sognatore’, come egli stesso si definisce, alla continua ricerca di ideali, di sogni da vivere.

“ – Eppure sogno ogni giorno che una volta incontrerò qualcuno. Ah! Se sapeste quante volte sono stato innamorato in questo modo…
- Ma come? E di chi?
- Di nessuno, di un essere ideale che mi appare in sogno. In sogno io creo interi romanzi. Voi non mi conoscete! Non posso vivere senza sognare, è vero.”

Il finale è ottimo; triste, ma ottimo. Se devo dire la verità, il lieto fine mi avrebbe delusa. Invece così è quasi perfetto (anche se Nasten’ka è assolutamente odiosa: scrive quell’angelica lettera al protagonista pur avendo appena commesso una clamorosa bastardata).
È un libro breve, piccolo, ma pieno di significato e di bellezza: una vera perla.
Adesso scusatemi, devo andare a cercare tutti gli altri libri di Dostoevskij.
1 like · flag

Sign into Goodreads to see if any of your friends have read Le notti bianche.
Sign In »

Reading Progress

02/02/2012 page 30
29.0%

No comments have been added yet.