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Il diario di Anna Frank by Anne Frank
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1142958
's review
Jan 31, 2012

it was amazing
bookshelves: drammatici, diari
Read in January, 2012

Non è facile recensire uno scritto del genere. Dietro c'è talmente tanto che cosa ti metti a giudicare un diario di una ragazzina ebrea che si è vissuta la pazzia di Hitler. Che poi appunto, di diario personale si tratta, quindi chi siamo noi per dire è scritto bene, è scritto male. Senza contare il fatto che il contenuto trascina dietro un dolorosissimo pezzo di Storia e quindi c'è il rispetto, innanzitutto.
Ma tant'è, i pensieri vengono - come dice lei stessa - e nessuno può censurarli.
Ecco, la prima cosa che mi ha stupita è stato il fatto che a scrivere sia una tredicenne. Non so se qualcuno di voi ha mai letto tre pensieri messi su carta da una coetanea di Anna dei nostri giorni, ma trovare una tale proprietà di linguaggio, uno stile pulito, piacevole, una cultura così spaziosa e una capacità di introspezione tanto profonda è praticamente impossibile. Altre epoche, ovvio - lì nel tempo libero ci si litigava il libro preso in prestito dalla biblioteca e ci si appassionava di mitologia. Lei arriva addirittura a compilarsi un quaderno con gli alberi genealogici delle famiglie reali, scartabellando nei suoi appunti presi dai libri di Storia. Roba che oggi persino i genitori più rigorosi si allarmerebbero. Ma sono passati settant'anni, non pontifichiamo banalmente.
Poi l'adolescenza, che nonostante la reclusione forzata bussa a gran forza e infiamma ancora di più un'indole già non del tutto docile. Ma il cambiamento viene vissuto con meravigliata curiosità e il diario funge da manuale per le istruzioni, quasi che descrivendo il suo stato d'animo, lei stessa trovasse gli strumenti adatti per gestire un carattere in piena evoluzione.
Sarebbe stata una tosta, Anna. Voleva fare la giornalista e la scrittrice di successo e di certo ci sarebbe riuscita. Una che avrebbe magari scritto cose scomode, che non si sarebbe lasciata mettere i piedi in testa. E bastava resistere ancora un paio di mesi - poche settimane e avrebbe visto la fine.
Ecco, cinque stelle non perchè parla della vergogna del Novecento, ma proprio perchè c'è da ammirare la testa che aveva. Era una tosta sul serio.
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