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Cattedrale by Raymond Carver
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6851560
's review
Jan 31, 12

bookshelves: racconti, americana, preferiti, letti-più-volte
Read from January 27 to 31, 2012

Avete presente quei libri che si leggono da bambini, mi sembra che li chiamino libri animati, che hanno delle linguette laterali? Tu le tiri e sulla pagina ti si rivela un’immagine, oppure magicamente si alza una figura e la pagina diventa 3D. Spero di essermi spiegata. Comunque, ecco, la sensazione che ho avuto leggendo questo libro di Carver è stata così. Un’esperienza rivelatrice, illuminante.

I critici, parlando dei racconti di Carver, li descrivono come onesti. Sono d’accordo, se con onestà intendono piuttosto verità e vita. Dicono che la sua scrittura sia minimalista. Sono d’accordo anche con questo (anche se questo aggettivo non è che mi piaccia granché), se però minimalista corrisponde ad essenziale, ed essenziale lo accostiamo a necessaria. Ecco, scrittura essenziale e necessaria. O, meglio, scrittura essenziale in quanto necessaria. Dei personaggi raccontati da Carver, dicono siano persone umili, disperate, depresse. Ecco, sono d’accordo anche con questo, purché ci si renda conto che, effettivamente, siamo pressoché tutti noi protagonisti dei racconti di Carver.

Ecco alcuni dei protagonisti: un uomo disoccupato che non riesce più ad alzarsi dal divano, marito e moglie al capezzale del figlio in ospedale, alcolizzati, una donna tradita, un marito abbandonato e così via. E il tutto, per la maggior parte del tempo, si svolge all’interno delle mura domestiche.

E allora qualcuno potrebbe anche chiedersi cosa ci sia di così esaltante, di così rivelatore.

C’è che Carver, con quella scrittura che in molti amano chiamare minimalista, tira le linguette ai lati della pagina e ti fa vedere la scena come se tu ne fossi uno dei protagonisti. Ti svela quello che c’è in fondo e che non si vede.

Quante volte, seduti uno di fronte all’altro ci chiediamo: Chissà cosa starà pensando, e perché?, oppure Perché mi ha sorriso in quel modo, perché mi ha detto quella cosa?. Ho reso l’idea, no? Il perché di gesti che più comuni di così non si può. Ma che, praticamente sempre, rappresentano la chiave interpretativa della realtà.

Così, in questi racconti, Carver rende rivelatori questi piccoli gesti. E anche gli oggetti, come un frigorifero rotto, una pasta alla cannella, o un disegno di una cattedrale. Che diventano il Perché di quello che accade.

Ad una prima lettura sembra di stare al bar a sentire un nostro amico che ci racconta l’ultima crisi con la fidanzata, tanto è essenziale la scrittura di Carver. In realtà, mentre leggiamo, lui ci sta lentamente togliendo quel velo davanti agli occhi che ci nascondeva qualcosa. E alla fine non solo comprendiamo ciò che succede ai suoi personaggi, ma anche quello che succede a noi. Perché in realtà, su quella frase che i critici chiamano minimalista, Carver ci è ritornato sopra, limandola e correggendola, tante, tante volte, riuscendo a creare la sua commuovente e fantastica magia.
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Reading Progress

01/29/2012 page 30
14.0%
01/30/2012 page 59
27.0% "Stava andando da qualche parte, questo lo sapeva. E se era nella direzione sbagliata, prima o poi l'avrebbe scoperto."
01/30/2012 page 120
55.0% "Mai letto niente di Carver prima di questo. Eppure mi sembra di conoscerlo da una vita e gli voglio già un gran bene, di quello sincero." 4 comments
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Comments (showing 1-11 of 11) (11 new)

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message 1: by Alessandro (new)

Alessandro Questi libri son chiamati pop-up. ;)


Fewlas Hai ragione! Mi sa che comincio ad essere vecchietta.. quando ero piccola semplicemente chiedevo: Mamma, mi leggi quel libro con le linguette?. E per me è rimasto il libro con le linguette.. eh i tempi cambiano :-)


message 3: by Alessandro (new)

Alessandro Figurati, è stato divertente! :)


message 5: by Patrizia (new)

Patrizia O Bella recensione :)
In quanto mamma di una bambina di cinque anni (e quindi con una recente esperienza) preciso che i libri pop-up sono quelli "tridimensionali"; i libri con le linguette o le finestrelle hanno appunto linguette o fienstrelle che una volta sollevate fanno vedere un'altro aspetto della scena oppure riportano approfondimenti su quanto si sta leggendo. :)


message 6: by [deleted user] (new)

Esatto, hai fatto centro. Così è Carver. Come un amico che ti racconta l'ultima crisi con la fidanzata al bar, mentre si sbevucchia. Il minimalismo davvero non m'importa, in realtà è il realismo di Carver a renderlo eccezionale. Brava! O meglio davvero un buon occhio! Che è anche meglio!


Fewlas Patrizia wrote: "Bella recensione :)
In quanto mamma di una bambina di cinque anni (e quindi con una recente esperienza) preciso che i libri pop-up sono quelli "tridimensionali"; i libri con le linguette o le fines..."


Grazie per la precisazione da brava mamma :))


Fewlas Sal Mineo's Only Son wrote: "Esatto, hai fatto centro. Così è Carver. Come un amico che ti racconta l'ultima crisi con la fidanzata al bar, mentre si sbevucchia. Il minimalismo davvero non m'importa, in realtà è il realismo di..."

Ma grazie..


message 9: by Nood-Lesse (new)

Nood-Lesse Linguette dici..? Giusto. Annotato.
Tu segnati: “Le luci nel buio di case intraviste da un treno”


Fewlas Noodamon wrote: "Linguette dici..? Giusto. Annotato.
Tu segnati: “Le luci nel buio di case intraviste da un treno”"


"Incontro"?


message 11: by Nood-Lesse (new)

Nood-Lesse Sì.. Mi riferisco solo al verso in questione


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