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La discesa dei luminosi by Ilenia Provenzi
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Jan 21, 2012

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Read in January, 2012

Proprio oggi un nuovo young adult si affaccia nelle librerie. Si tratta de La discesa dei luminosi di Francesca Silvia Loiacono e Ilenia Provenzi pubblicato dalla Giunti Y. Una novità per la collana dedicata ai “giovani adulti” della casa editrice fiorentina che si sbilancia per la prima volta pubblicando un romanzo di autrici italiane.

Un ya diverso dagli altri che l’hanno preceduto, soprattutto per la scelta del tema affrontato: la profezia dei Maya e le sue conseguenze. Alcuni sono affascinati da questo argomento, altri no. Ma il romanzo non chiede cervellotici sforzi di comprensione, il mistero c’è e si dipana attraverso le pagine del libro coinvolgendo tutti i protagonisti, ma dosando le proprie informazioni così che il lettore procede tranquillo.

I personaggi che si avvicendano in questo libro non sono pochi, ma nemmeno così tanti da perdere il conto. Tutti legati da un filo che pian piano diventa visibile, il lettore attraverserà tutta la storia alternando ripetutamente il punto di vista dei due protagonisti, Jude e Danielle. Se le parti riguardanti Jude sono quelle maggiormente legate alle scoperte del manoscritto, contenente i segreti della profezia dei Maya, sul quale ricerca insieme con la studentessa Viola; quelle di Danielle sono legate alla sua vita a Venezia e al suo tentativo di entrare a far parte del mondo degli esseri umani. Eppure, mentre Jude e il suo rapporto in crescendo con Viola possono affascinare il lettore, Danielle risulta isterica e fastidiosa. Smania così tanto di amalgamarsi con la società, da risultare artificiale.

Il mondo dei Luminosi si delinea piano piano, figure avvolte da un’aura di enigmaticità subiscono il fascino del mondo terrestre e allo stesso tempo si sentono superiori. Il loro rapporto con la Terra, soprattutto nella figura di Damon (citata spesso, ma distante nella narrazione), è simile, per certi versi, a quello delle antiche divinità. Attrazione e repulsione agiscono contemporaneamente.

I Maya entrano nel racconto senza adombrare tutto con la loro presenza, la loro cultura è appena accennata e la profezia viene rivisitata da un punto di vista che devia dalla tradizione e ha sicuramente dell’originalità. Quetzalcóatl e Tezcatlipoca, il Serpente Piumato e lo Specchio Fumante, sono più volte nominati nel racconto, soprattutto il primo, ma va detto che questi sono i nomi aztechi delle divinità.

Lo stile delle due scrittrici è asciutto, lineare e ciò non guasta a una narrazione che cela in sé dei rebus da risolvere. Riguardo i personaggi va detto che non sono tutti delineati con la stessa profondità, alcuni spiccano di più, altri restano maggiormente sullo sfondo.

Sulla scelta dei luoghi dove ambientare la storia forse c’è qualcosa da dire. Il Messico, ovviamente, è una tappa importante e ineludibile, ma riguardo alla scelta di Venezia e della Toscana, le autrici cadono in una sorta di “trappola della ripetizione”. Nella vicende, i due luoghi scelti non hanno un valore fondativo; si sarebbe potuto scegliere benissimo altri posti dove ambientare la parte della narrazione che si svolge su suolo italiano, tralasciando quelli troppo inflazionati e quindi poco originali.
Forse le autrici strizzano l’occhio a un possibile lettore straniero del libro che di sicuro Venezia e la Toscana li hanno sentiti nominare.

Nel complesso un young adult diverso dagli altri, dove l’amore c’è, ma nella sua non predominanza all’interno del racconto appare più naturale. Una storia scorrevole che, pur partendo da un elemento conosciuto ai più (la profezia Maya), riesce a dare una propria visione a metà tra lo urban fantasy e la fantascienza.
Non si può dire che il finale sia aperto, ma lascia presagire un possibile ritorno delle due scrittrici.
Maya permettendo.
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