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La trilogia Steampunk by Paul Di Filippo
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Feb 15, 12

bookshelves: fisicamente_posseduto, read_2012, da_autori_e_caseeditrici, ebook
Read from February 12 to 15, 2012 — I own a copy

La Trilogia Steampunk di Paul di Filippo è una raccolta di tre racconti steampunk, dal carattere ironico, che sono completamente dediti a canzonare le manie dell’epoca Vittoriana (tardo 1800), tuttavia l’ironia e l’arguzia con cui vengono narrate le situazioni e i colpi di scena fanno passare in primo piano il divertimento rispetto all’intento critico. I primi due racconti furono già pubblicati nel 1995 (e subito tradotti anche in Italia dalla Nord) e, con l’occasione, venne ufficializzato il termine “steampunk” per indicare un filone narrativo fantastico-fantascientifico che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica.

Il genere steampunk, ancora non particolarmente diffuso e conosciuto in Italia, sta piano piano avendo sempre maggior successo grazie ad alcuni pionieri che si stanno esponendo per permettere a questo genere di passare di livello dal suo stato attuale, ovvero un genere più di nicchia per amatori particolarmente attenti e spietati nella valutazione dei romanzi presentati. Paul di Filippo è, appunto, uno di questi pionieri.

Anche se già pubblicato nel 1995, oggi la Delos Book ci ripropone questi racconti, arricchiti da una veste grafica delle illustrazioni interne veramente accattivanti; degne di Luca Oleastri.

Il primo racconto, Vittoria, vede come protagonista uno scienziato, Cosmo Cowperthwait, che crea un tritone artificiale, chimicamente modificato con geni umani femminili. Questa creatura finisce per assomigliare alla giovane Regina Vittoria d’Inghilterra e, quando questa abbandona improvvisamente il trono, Vittoria verrà portata a palazzo per assumere momentaneamente le sue sembianze.

Vittoria, però, ha una particolarità: come effetto collaterale della sua natura geneticamente modificata ha sviluppato un appetito sessuale veramente insaziabile. A farne le spese sarà il Primo Ministro William Lamb, ideatore dell’ingegnoso scambio per evitare allarmismi per la sparizione della vera Regina, e quindi Cosmo Cowperthwait dovrà darsi da fare prima che Vittoria finisca, letteralmente, il povero primo ministro.

Il secondo racconto, Ottentotti, è anche il più lungo della trilogia, al punto che più che un racconto in questo caso parliamo di un racconto breve. Questo si svolge nel Massachusetts e ne è protagonista il naturalista Louis Agassiz, antievoluzionista e convinto razzista. Egli incontra la figlia di Saartjie Baartman, una nativa Khoi storicamente nota con l’appellativo di Venere Ottentotta, e che nella Gran Bretagna del XIX secolo era stata una bizzarra attrazione di spettacoli popolari, nei quali veniva esibita per le sue peculiari caratteristiche fisiche. Nel romanzo si ipotizza che dalle sue parti intime sia stato creato un feticcio, che la figlia ed il marito di quest’ultima debbano difendere dalle brame dei Cavalieri Teutonici e dei seguaci del culto di Dagon.

E nell’ultimo romanzo, Walt ed Emily, si parla degli scrittori Walt Whitman ed Emily Dickinson, che nella finzione grazie ad una misteriosa pozione effettuano un viaggio attraverso una dimensione senza tempo, la Terra dei Morti. Incontreranno personaggi di altre epoche, come Allen Ginsberg, e finiranno con l’innamorarsi l’una dell'altro e decidere infine di consumare il loro amore. Nella realtà Emily Dickinson visse senza mai sposarsi ed in semireclusione volontaria e Walt Whitman fu omosessuale.

Dei tre romanzi possiamo definire veramente steampunk solamente il primo, Vittoria. Ottentotti, invece, benché sia il più lungo è anche il più noioso dei tre. Walt e Emily è, invece, interessante ed originale per quando assolutamente impensabile che questi due scrittori si siano anche solo incontrati, ma a parte questo è una piacevolissima lettura sia per quanto riguarda il suo aspetto paranormale che per l’appassionante storia d’amore fra i due.

Lo stile di Paul di Filippo è molto scorrevole e piacevole, e in tutto il romanzo è possibile gustarsi numerose citazioni culturali molto interessanti e divertenti. L’autore fa dell’ironia la sua arma – pungente – preferita anche se, nel terzo, ritroviamo uno tocco più riflessivo e profondo non raggiunge il picco di dinamicità di Vittoria. Consigliato agli amanti del genere e a chi, curioso, decide di avvicinarsi per la prima volta allo steampunk.
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