Blake16's Reviews > La contessa nera

La contessa nera by Rebecca Johns
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5396011
's review
Jan 05, 12

Read from September 23 to 26, 2011

** spoiler alert ** Madre, Amante, Strega, Assassina. A volte il male è l'unico modo per difendersi.

Ormai era da parecchio tempo che sentivo parlare di questo libro, più che altro commenti positivi… anzi SOLO commenti positivi… e così mossa dalla curiosità che questi mi suscitavano, decisi di acquistare “La Contessa Nera”.
La decisione è stata lunga, è vero – il libro è uscito all’inizio del 2011, io l’ho acquistato appena un mese fa – ma come si dice: “meglio tardi che mai” e il libro è stato un buon acquisto… ne è valsa la pena!!!

Sinceramente non ne avevo mai sentito parlare di questo personaggio, Erzsébet Báthory meglio conosciuta come Elizabeth Bathory, sia a livello storico sia a livello letterario… si perché molti la ricordano in vari romanzi, sia che essa aveva una parte marginale, sia che ne fosse la protagonista, come un demone assetato di sangue, un vampiro progenie di Dracula, ancora più spietata e malvagia del suo creatore…
Mentre la storia ci narra che…
“Erzsébet Báthory, soprannominata la Contessa Dracula o Contessa Sanguinaria, fu una leggendaria serial killer ungherese, considerata la più famosa assassina seriale sia in Slovacchia che in Ungheria. Lei e quattro suoi collaboratori furono accusati di aver torturato e ucciso centinaia di giovani donne. Le vittime oscillerebbero tra le 100 accertate e le 300 di cui era fortemente sospettata all'epoca; secondo un diario trovato durante la perquisizione in casa sua, le vittime sarebbero 650, e ciò farebbe di lei la PEGGIORE ASSASSINA SERIALE MAI ESISTITA.”
…continua
“I segni della sua pazzia si palesavano sulle sue serve, punite sempre più duramente per i loro errori.
Si dice che un giorno, dopo averne schiaffeggiata una, alcune gocce di sangue colarono dal naso di questa sulla mano della contessa. La Báthory credette, in seguito, che in quel punto specifico della mano la sua pelle fosse ringiovanita. Chiese agli alchimisti delucidazioni. Costoro, pur di compiacerla, si inventarono la storia che raccontava di una giovane vergine il cui sangue aveva avuto effetti analoghi sull'epidermide raggrinzita di un aristocratico. La Báthory, finì con il convincersi che fare abluzioni nel sangue di vergini giovani (in particolare della sua stessa classe sociale), o di berlo, quel sangue, quando queste fossero state particolarmente avvenenti,
LE AVREBBE GARANTITO LA GIOVINEZZA ETERNA.”
Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Elizabet...

Ecco perché nell’immaginario letterario è stata dipinta come un vampiro, un essere assetato di sangue di vergini…

IL ROMANZO…
“La contessa nera”, narra la STORIA di Erzsébet e no la leggenda…
Il lettore viene a conoscenza della sua vita grazie alla stessa Erzsébet.
Infatti, condannata ad essere murata viva a vita per i suoi crimini, Erzsébet inizierà a scrivere un diario dove racconterà la sua vita, le sue scelte e le sue colpe al figlio Pal unico erede del patrimonio dei Nadasdy, trovando quasi una scusa accettabile per i suoi orrendi crimini e affibbiando la colpa della sua prigionia a una congiura agli alti ranghi del Regno.
E così, trascinati nelle fantastiche terre di Slovacchia e Ungheria, assistiamo alla crescita di una ragazzina che sarà “forgiata” sin dalla più tenera età ad essere una brava moglie, madre e amante… di non sottostare al volere di nessuno… di non dare troppo al marito… di farsi desiderare.
Forgiata sin dalla più tenera età a credersi la più bella e la più irresistibile facendo della sua vanità un vanto e non un peccato…
Crescendo, sarà promessa in sposa al conte Nadasdy, e quando diverrà contessa e padrona delle proprietà del marito, l’unica bellezza e vanità tollerate nel castello saranno le sue…
Cresciuta in base agli insegnamenti della madre, Erzsébet non tollererà la menzogna, il furto, la frivolezza e la pigrizia delle sue serve, nonché la vanità…
… le conseguenze sarebbero gravi: dall’umiliazione alla fustigazione.
E sarà proprio nel suo sadismo che Erzsébet riuscirà a trovare la giusta chiave per poter conquistare una volta per tutte il marito.
Infatti, i due proveranno un insano piacere nell’infliggere le peggiori punizioni corporee…
Il Conte Nadasdy sarà felice di fare da “mentore” alla giovane moglie e quest’ultima sarà più propensa che mai ad accettare i suoi insegnamenti.

Moglie, amante, madre… stratega ed abile amministratrice dei beni del marito in sua assenza e soprattutto dopo la sua morte…
Donna sadica e spietata… l’unica e sola bella del suo Reame
L’unica ad essere amata… l’unica che deve essere amata

L’epilogo del romanzo è quello che tutti noi conosciamo, quello che la storia ci narra, che coincide con l’inizio del romanzo stesso: la condanna, la prigionia… la morte.

La Johns, ci presenta un personaggio passionale, arrivando quasi a giustificare il suo comportamento dandone una spiegazione che poi coincide con le motivazioni di Erzsébet, portando noi lettori a patteggiare con la Contessa, odiando i suoi nemici, condannando le invidie e la falsità.
Sperando in un finale diverso dalla realtà…

Dopo mi sono documentata sulla vera storia di Erzsébet Báthory (per “documentare” intendo la pagina di Wikipedia)… non sono stata più così propensa a giustificarla… la storia è peggio del romanzo…
Ecco, quella si che mette davvero i brividi…

Nonostante questo, è stata una piacevole lettura, capace di catturarmi appieno e catapultarmi nel fulcro degli eventi…
CONSIGLIATO!!!
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