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Il Burattinaio
by Francesco Barbi
by Francesco Barbi
Tanabrus's review
bookshelves: fantasy, italiani, release_2011
Dec 18, 11
bookshelves: fantasy, italiani, release_2011
Read from December 17 to 18, 2011 — I own a copy, read count: 1
Ero molto curioso di vedere come sarebbe venuto il seguito de L'acchiapparatti, primo libro dell'autore e che all'epoca mi aveva colpito.
L'ambientazione è ovviamente la stessa, anche se la prospettiva si allarga e ci muoviamo oltre l'asse Tilos-Giloc che aveva caratterizzatio il primo libro. Infatti adesso entra in gioco Olm.
Il Regno di Olm è governato dalla religione della luce, che in passato aveva bandito la magia facendo fuori tutti i maghi. Erano stati loro a sigillare la torre di Ar-Gular, e all'inizio di questo secondo libro sono sempre loro a inviare a Giloc un manipolo di inquisitori\sacerdoti-soldati detti Guardiani dell'Equilibrio per indagare sugli eventi di quattro anni prima relativi al Boia di Giloc e al presunto stregone che si era insediato nella torre di Ar-Gular.
Perché questa attesa di quattro anni?
Perché a Olm non importa granché delle superstizioni delle Terre di Confine. Ma lettere recenti provenienti da lì hanno impensierito non poco un Arconte, che ha deciso di indagare...
A differenza del primo libro non abbiamo una trama lineare.
Non c'è un protagonista (o due) da seguire dall'inizio alla fine. Non c'è una trama ben precisa, o meglio c'è ma la percepiremo solamente, fino a quando non si svelerà arrivati alla fine del libro.
La cosa della trama non mi ha infastidito minimamente, dato che la scrittura di Barbi si è fatta ancora più scorrevole e le più di 500 pagine del libro scorrono che è una meraviglia, senza appesantire mai la lettura e tenendo sempre viva l'attenzione.
Però i tanti personaggi che seguiamo -in gran parte personaggi secondari del primo libro- un poco fanno distogliere l'attenzione, dando l'impressione di essere meri spettatori di una storia che si svolge altrove, mentre noi arranchiamo assieme a questi nuovi protagonisti cercando di restare in vita, di raggiungere il nostro obbiettivo e di capirci qualcosa.
Cosa che immagino sarà voluta, vista la vera trama del libro, ma che un poco mi ha disturbato.
Penso sia l'unico difetto -a mio avviso- del libro.
I personaggi sono sempre ottimamente caratterizzati, sia i vecchi (maturati di quattro anni) che i nuovi (anche se l'Indice, dopo un inizio molto promettente, si rivela un poco deludente).
I due veri protagonisti, però, sono quelli che non seguiamo quasi mai.
Zaccaria adesso oltre alla sua mente pazza ha dentro di sé anche Ghescik e Ar-Gular, il suo antenato. Ed è diventato uno stregone, in lotta con il suo predecessore per contenerlo e non farlo uscire. Sa molte cose, e conserva sempre il suo atteggiamento calmo e imperturbabile, accettando il destino e agendo quando può modificare qualcosa. Proprio per questo, però, non è un personaggio che possiamo seguire: sa troppo, anche se rivela ben poco e nella forma criptica che lo contraddistingue. E inoltre la sua condizione tipica è di accettazione di ciò che avviene, quindi non avrebbe molto senso seguirlo più di tanto.
L'altro è Il Burattinaio, ed è affascinante.
La sua convivenza con altre persone lo ha cambiato rispetto al passato, e si ritrova ad aiutare persone che un tempo avrebbe abbandonato senza il minimo pensiero. Ma ha un piano ben preciso, la cosa è chiara, ed è interessantissimo studiarne le mosse nel tentativo di capire cosa voglia ottenere, e quali siano i suoi rapporti con Zaccaria e la sua famiglia.
Un unico appunto sul finale: non mi sembra molto in sintonia con Zaccaria la consegna del medaglione al figlioccio...
In definitiva, un bel libro, un fantasy maturo e adulto ottimamente scritto.
Probabilmente un libro migliore del già buonissimo primo lavoro di Barbi, ma a livello di trama a mio avviso era meglio L'acchiapparatti.
L'ambientazione è ovviamente la stessa, anche se la prospettiva si allarga e ci muoviamo oltre l'asse Tilos-Giloc che aveva caratterizzatio il primo libro. Infatti adesso entra in gioco Olm.
Il Regno di Olm è governato dalla religione della luce, che in passato aveva bandito la magia facendo fuori tutti i maghi. Erano stati loro a sigillare la torre di Ar-Gular, e all'inizio di questo secondo libro sono sempre loro a inviare a Giloc un manipolo di inquisitori\sacerdoti-soldati detti Guardiani dell'Equilibrio per indagare sugli eventi di quattro anni prima relativi al Boia di Giloc e al presunto stregone che si era insediato nella torre di Ar-Gular.
Perché questa attesa di quattro anni?
Perché a Olm non importa granché delle superstizioni delle Terre di Confine. Ma lettere recenti provenienti da lì hanno impensierito non poco un Arconte, che ha deciso di indagare...
A differenza del primo libro non abbiamo una trama lineare.
Non c'è un protagonista (o due) da seguire dall'inizio alla fine. Non c'è una trama ben precisa, o meglio c'è ma la percepiremo solamente, fino a quando non si svelerà arrivati alla fine del libro.
La cosa della trama non mi ha infastidito minimamente, dato che la scrittura di Barbi si è fatta ancora più scorrevole e le più di 500 pagine del libro scorrono che è una meraviglia, senza appesantire mai la lettura e tenendo sempre viva l'attenzione.
Però i tanti personaggi che seguiamo -in gran parte personaggi secondari del primo libro- un poco fanno distogliere l'attenzione, dando l'impressione di essere meri spettatori di una storia che si svolge altrove, mentre noi arranchiamo assieme a questi nuovi protagonisti cercando di restare in vita, di raggiungere il nostro obbiettivo e di capirci qualcosa.
Cosa che immagino sarà voluta, vista la vera trama del libro, ma che un poco mi ha disturbato.
Penso sia l'unico difetto -a mio avviso- del libro.
I personaggi sono sempre ottimamente caratterizzati, sia i vecchi (maturati di quattro anni) che i nuovi (anche se l'Indice, dopo un inizio molto promettente, si rivela un poco deludente).
I due veri protagonisti, però, sono quelli che non seguiamo quasi mai.
Zaccaria adesso oltre alla sua mente pazza ha dentro di sé anche Ghescik e Ar-Gular, il suo antenato. Ed è diventato uno stregone, in lotta con il suo predecessore per contenerlo e non farlo uscire. Sa molte cose, e conserva sempre il suo atteggiamento calmo e imperturbabile, accettando il destino e agendo quando può modificare qualcosa. Proprio per questo, però, non è un personaggio che possiamo seguire: sa troppo, anche se rivela ben poco e nella forma criptica che lo contraddistingue. E inoltre la sua condizione tipica è di accettazione di ciò che avviene, quindi non avrebbe molto senso seguirlo più di tanto.
L'altro è Il Burattinaio, ed è affascinante.
La sua convivenza con altre persone lo ha cambiato rispetto al passato, e si ritrova ad aiutare persone che un tempo avrebbe abbandonato senza il minimo pensiero. Ma ha un piano ben preciso, la cosa è chiara, ed è interessantissimo studiarne le mosse nel tentativo di capire cosa voglia ottenere, e quali siano i suoi rapporti con Zaccaria e la sua famiglia.
Un unico appunto sul finale: non mi sembra molto in sintonia con Zaccaria la consegna del medaglione al figlioccio...
In definitiva, un bel libro, un fantasy maturo e adulto ottimamente scritto.
Probabilmente un libro migliore del già buonissimo primo lavoro di Barbi, ma a livello di trama a mio avviso era meglio L'acchiapparatti.
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Quotes Tanabrus Liked
“Se c'è una cosa che ho imparato è che non è possibile prevedere tutto. E allora perché non sollazzarsi nel creare confusione e godere degli imprevisti? Ecco, si, forse il segreto sta lì.”
― Francesco Barbi, Il Burattinaio
― Francesco Barbi, Il Burattinaio
“Piani precisi e meticolosi non sono altro che noia mortale se si realizzano, fonte di insoddisfazione e rabbia altrimenti.”
― Francesco Barbi, Il Burattinaio
― Francesco Barbi, Il Burattinaio
Reading Progress
| 12/18/2011 | page 290 |
|
55.0% | ""Se c'è una cosa che ho imparato è che non è possibile prevedere tutto. E allora perché non sollazzarsi nel creare confusione e godere degli imprevisti? Ecco, si, forse il segreto sta lì." "Piani precisi e meticolosi non sono altro che noia mortale se si realizzano, fonte di insoddisfazione e rabbia altrimenti."" |
| 12/17/2011 | page 55 |
|
10.0% | "Intrigante, l'Indice!" |

