Noce's Reviews > Middlesex

Middlesex by Jeffrey Eugenides
Rate this book
Clear rating

by
4969354
's review
Dec 06, 11

bookshelves: narrativa-americana
Read in December, 2011

Franzen Gnè Gnè Gnè

“Jeffrey Eugenides è un grande talento e Middlesex vi conquisterà” (Jonathan Franzen)

Ma Franzen dico io!!! Sarai mica invidioso?!?? Il New York Times (che probabilmente è dotato di un generatore casuale di recensioni) avrebbe fatto di meglio.

Davanti a cotanta meraviglia, sei riuscito a partorire solo queste quattro paroline stitiche?

No perché, se tu lo volessi ammettere, guarda che io ti capirei.
Ci sono veramente poche penne che sanno raccontare saghe familiari e contemporaneamente non cadere in alcuni tipici errori:

-raccontarti la storia partendo dalla notte dei tempi, e arrivare alla fine, senza che tu faccia confusione tra i nomi e le generazioni , e quindi non ti chieda come mai nel 2011 Paolo guardi con intenso affetto la moglie che lava le lenzuola nel fiume (ah, ma certo, era un sogno, no aspè, si chiama Paolo come il nonno, ah ma allora era il nonno, ma il nonno non era vedovo?)

-arrivare alla terza generazione senza che salti pagine per vedere qual è ‘sto benedetto segreto che tutti nascondono, ma che tu hai già capito benissimo, e invece poi scopri che è una cosa ancora più banale.

-tener desta la tua meraviglia con colpi di scena che non siano annunciatissimi, tipo che se racconti per trenta pagine il percorso della famigliola felice dall’aeroporto alla scaletta dell’apparecchio, è matematico che si inabisserà nella fossa delle Marianne e incredibilmente solo uno si salverà, cioè lo sfigato che scrive, che di solito racconta tutto in prima persona.

-essere fedeli a un unico e valido filo conduttore, che sia fondamento e allo stesso tempo fine ultimo della vita di TUTTI i personaggi. Sì, insomma, non che tu arrivi alla fine, disastrosa o comunque malinconica, e pensi.. “Beh, in che altro modo poteva finire, la storia di una famiglia, la cui prozia aveva rubato la ricottina al droghiere?”

-non perdere personaggi per strada e non acquisirne miracolosamente altri caduti dal cielo (su questo punto non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni, credo)

-descriverti i periodi storici come se fossero cornici di un panorama e non trattati enciclopedici, o alternativamente frasucce sibilline (ma di cosa parlerà? Della Rivoluzione bianca o di quella di velluto?)

- curare l’introspezione dei personaggi senza essere né superficiali, né sciatti, e soprattutto senza portarti a tifare esclusivamente per uno solo di loro, che altrimenti finisce che salti i capitoli (perché chi se ne frega di cosa fa quel rompiballe del cugino Peppino che poi è solo un puzzone?)

-non vivere di rendita , grazie a un capitolo fortunato e pieno di colpi di scena, alternandolo a capitoli dove gli unici avvenimenti interessanti sono lei che si fa la ceretta (quella a caldo, che è più lunga e carica di pathos rispetto a quella a freddo), o lui che riordina la sua valigetta degli attrezzi seguendo scrupolosamente l’ordine alfabetico dei simboli maori.

Ecco: già chi riesce a superare tutte queste prove, può vantarsi con amici e parenti di aver scritto una cosa eccezionale. Può fare una grande festa e cambiare il nome del proprio blog da “Pensieri di un uomo normale” a “Scrivere è una faticaccia, ma qualcuno lo deve pur fare!”.

Ma allora Eugenides cos’avrà detto, quando ha ricevuto il premio Pulitzer per aver scritto la rocambolesca storia di un gene dispettoso dal punto di vista del dispetto?

Ma spieghiamo per gli assenti: perché Cal, o Calliope, per chi la ama come me in versione femminile, altro non è che un dispetto. Il ben riuscito scherzo, che un gene, saltando di generazione in generazione, e passando attraverso l’emigrazione dei nonni, il tradizionalismo sopito dei genitori, e i legami di sangue, decide di rivelarsi beffardamente in una bambina curiosa e affamata di sensazioni. Ma bando ai piagnistei melensi.

Non abbiamo a che fare con una Calliope depressa che vive la sua stranezza come qualcosa di aberrante, ma con una splendida creatura che vive la sua personale “tragedia” (tragedia per gli altri) senza bisogno di un deus ex machina che aggiusti le cose.

E bando anche ai puritani. Non c’è niente di scabroso in questo raro cameo letterario. C’è solo un modo genuino di vedere le cose. Il modo di Calliope. Non è lei che contagia noi, è proprio il suo modo di essere che ci tira per la manica, affinché partecipiamo anche noi alla sua trasformazione da baco in farfalla.

E allora sì che diventa dolce, il naufragar in questo lungo e affascinante consorzio di sentimenti.

Quindi, tornando a noi caro Franzen, ti capisco se sei stato un po’ parco nelle manifestazioni entusiastiche.

Ma guarda che anche te sei bravo, a me piaci, lo giuro, solo che scrivi cose diverse.

E adesso, scusami, non ho molto tempo per chiacchierare con te. Devo pettinare il cane, e dopo scrivere un libro sulla mia vita e la difficile convivenza con un mento spigoloso. Vedrai che svolta! Ci risentiamo dalla rubrica del New York Times, ammesso non sia fuori a discutere con Eugenides sulle nostre fatiche letterarie.

P.S. Fika eh ’sta recensione! E allora piaccila! :D (scusatemi, mi son lasciata trascinare dall’autocelebrazione)
20 likes · likeflag

Sign into Goodreads to see if any of your friends have read Middlesex.
sign in »

Comments (showing 1-9 of 9) (9 new)

dateDown_arrow    newest »

Silletta Fai bene ad autocelebrarti! :)


Noce Anche perché se non lo faccio io.....

:D :D


Silletta :D
Te la concedo perché hai ragione, ma è proprio vero che il potere dà subito alla testa....


Noce infatti alla prossima mi ridimensiono subito :D


message 5: by Michele (new)

Michele Ponte Se avessi scritto "fica" con la C allora avrei cliccato su "Like", così no :P


Noce Ahahahah, ne terrò conto per il prossimo momento di esaltazione :D


message 7: by eleonora - (new)

eleonora - Ah, mi ispira proprio tanto! Credo che sarà tra i miei primi libri dell'anno nuovo :D


Noce Direi che è un ottimo proposito. Brava :D


message 9: by Michele (new)

Michele Ponte Michele wrote: "Se avessi scritto "fica" con la C allora avrei cliccato su "Like", così no :P"

Poi il "like" è arrivato comunque; questi accidenti di mouse che cliccano da soli... :)


back to top