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Audition by Stasia Ward Kehoe
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5117196
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Dec 01, 2011

liked it
bookshelves: danza, ya
Read from December 01 to 04, 2011

“Dare I tell them that since I came here to dance
I have been giving pieces of my body away
To ridiculous diets,
To repeated injuries,
To Remington?
And that maybe I think With each bit of my body

I lose a little piece of my soul”


Ho deciso di leggere “Audition” dopo essermi innamorata della copertina, period. Mi capita spessissimo, il problema è che non sempre poi il libro è all’altezza dei miei gusti.

Sara ci racconta il suo junior year investito nella Jersey Ballet school dopo essere partita dal Vermont. Vive nella casa di uno dei suoi insegnanti lontano dalla famiglia e dagli amici e investe tutto il suo essere nella danza classica. Sacrificio, passione la sostengono finché non cade nelle braccia di Remington, un ballerino/coreografo di 22 anni di cui diventa la musa ispiratrice. Ma quando a scuola scopre di avere un certo talento per la scrittura e i primi dubbi su Remington fanno capolino Sara inizia a chiedersi se valga davvero la pena di perdere se stessa in onore di un sogno.

Il libro è costruito come una specie di raccolta di poesie. Ogni capitolo inquadra un singolo momento e lo cristallizza con parole precise e spietate. Il lettore non può fuggire a ciò che Sara rivela di volta in volta. E questo rende la storia ancora più spietata, perché Sara è assolutamente sincera nei suoi sentimenti, con questo genere di scrittura non c’è spazio per addolcire la pillola, per raccontare episodi meno cruenti. Sara è una ragazza che lotta per raggiungere il suo sogno ma si perde inevitabilmente mentre spalanca le pagine per accoglierlo. Non riuscivo a credere che si comportasse in questa maniera assurda. Ma poi è così che si riesce a capire se quello che si fa è la cosa giusta o no. Lottare, crescere e alla fine capire che quel sogno non ci appartiene più.
Remington è un personaggio che lo letteralmente odiato. Egoista, immaturo, concentrato solo sulla sua carriera e sulla sua idea di successo come coreografo usa Sara nel peggior modo possibile e risulta di uno sgradevole mai visto. Volevo solo sbattergli la testa contro il muro, prendere la sbarra e dargliela in testa. E se risulta un bellissimo ragazzo, dalle descrizioni di Sara che subito cade per lui, questo non può e non deve compensare il suo pessimo carattere. E il personaggio odioso che risulta non mi hanno fatto apprezzare davvero il libro. Lo so, lo so. Ma se leggo romance, voglio qualcosa di meglio.

Le parti sulla danza, i sacrifici di ballerina e la scoperta della scrittura della ragazza, le parti cioè più introspettive sono molto ben scritte e risollevano il tono del libro. La Ward è incredibilmente brava a descrivere con poche parole situazioni e sentimenti e se in un primo momento il layout del libro risulta fastidioso per la lettura, alla fine ci si abitua ai versi striminziti e ai capitoli essenziali e non si riesce ad immaginare il libro in altro modo.

Nonostante tutto quindi non posso dire che non mi è piaciuto, ma la fine, per quanto giusta, mi ha sconvolta e mandar giù Remington non è stato proprio possibile per me. Per quanto odioso è necessario alla storia, non si può eliminare. La competizione in un mondo in cui solo i migliori hanno successo è allucinante e ci sono delle scene in cui non rimpiango per nulla di non aver avuto velleità artistico-sportive e che non mi sia mai passato, neanche per l’anticamera del cervello, l’idea di iniziare a fare danza, e dopo “Audition”, statene pur certi non mi verrà mai.
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Reading Progress

12/01/2011 page 30
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