Fewlas's Reviews > La felicità del galleggiante: Poesie 1995-2009

La felicità del galleggiante by Paola Mastrocola
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Oct 23, 13

bookshelves: donne, poesia, italiani, letti-più-volte
Read from October 10 to 23, 2013

Una raccolta di poesie che è un canto sprigionato dal profondo della sua autrice. Il luogo privilegiato di queste poesie è il mare, forse perché il filo conduttore di tutte le pagine è il tempo. Un tempo lontano quando le cose erano meno artefatte e quindi dare voce ai propri sentimenti era più facile, spontaneo. Il tempo della spontaneità dei gesti, della lentezza, dell’ozio come ritmo, e non modalità, di vita. Al mare tutto questo sembra possibile, complice il continuo riflusso d’onde che scandisce un ritmo naturale universale, mai corrotto.
Sono poesie a volte scanzonate, che ti prendono con parole semplici composte a mo’ di gioco ma che poi ti stordiscono un pochino, vista la grande abilità della poetessa di legarle insieme sfruttandone i suoni, i sensi, la loro componibilità. E allora bisogna rileggerle pian piano, per trovare il principio della matassa. Sono poesie che si possono rileggere, e ogni volta si troverà qualcosa di nuovo. Riporto una delle mie preferite, così potrete avere un’idea dello stile e delle tematiche.

Tempo erudito sordo

Parole che si smagliano,
sbrodolano bocconi su di noi
sbadigliano la nostra
noia ipocrisia.

Tempo erudito
sordo,
angolo ottuso che ti apri
al vento libresco delle ciance,
vorremmo perderci nell’attimo che grida,
sentire le voci dal mercato,
i figli che abbiamo relegato
senza cortili, orsi,
cavalli a dondolo, trenini
nelle stanze delle nostre
inette attività,

vorremmo un sangue che ripulsa, e piega
ad una responsabile umanità:
fatica d’uomini e di cose
che si compiono col tempo,
una ben scandita
operosità.
(E, perché no, in sordina
anche un minimo
rischio della vita.)

E invece queste inani
mani inservizievoli
robotiche propaggini
uncinanti l’aria artigli:
un mulinello tutt’al più, che per pietà
trascina ancora qualche foglia,
qualche emblema
di una stagionale ciclica
vitalità.

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Reading Progress

10/10/2013 marked as: currently-reading
10/10/2013 page 31
19.0% "Ci sono giorni ottusi che non puoi,/nemmeno tu che ti racconti/il falso, non accorgerti del male./Chiediti quanto esista,/quanto resistano le nostre case,/le opere, i possessi./E quale acuminata spina o quale/fiore-è uguale-avrai da contraltare,/se una perfetta e sempre-/viva pianta/grassa da curare,/se crederai/di non/morire/mai."
10/11/2013 page 74
45.0% "Vorremmo infinire, non morire,/debellare i malanni,/non compiere o incompiere/opere di creta, blocchi di marmo/da squartare, parole da sbozzare./Scrivere:/che valga/soltanto a perpetuare/una mestizia?"
10/23/2013 marked as: read
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