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Memorie di Adriano. Seguite dai Taccuini di appunti by Marguerite Yourcenar
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5950000
's review
Jan 30, 2016

it was amazing
bookshelves: french-literature, history, women
Read from January 21 to February 02, 2012

30 giorni.

Questo è il tempo che mi è occorso per scrivere una recensione sul libro Memorie di Adriano.
Sembra proprio la dimensione del tempo, quella che permea quest'opera: acquistai il libro molti anni fa, ma ne ebbi sempre timore. Impiegai più tempo del previsto per leggerlo e mi accingo solo ora a buttare giù qualche pensiero.
Perché, questo, non è un libro che si può leggere e poi riporre, bensì è un libro da vivere e contiene quantità di pensieri che cambiano il tuo concetto di vita. Queste sono le memorie immaginarie di un uomo, un imperatore, prima della sua morte. Ricordi dolorosi e profondi quanto un respiro sull'Oceano che Adriano decide di indirizzare al giovane Marco Aurelio, il futuro imperatore-filosofo. Si potrebbe pensare ad un romanzo triste, un romanzo sulla fine. Invece, non è così, la Yourcenar sprigiona tutti gli istinti vitali, sanguigni e caparbi di uno spirito libero,di un Ulisse senz'altra Itaca che quella interiore, di un'anima amante della scoperta e del viaggio:
sono pochi gli uomini che amano viaggiare a lungo; è una frattura continua di tutte le abitudini, una smentita inflitta incessantemente a tutti i pregiudizi. Ma io facevo di tutto per non aver alcun pregiudizio, e pochissime abitudini. Apprezzavo la delizia d'un letto soffice, ma anche il contatto, l'odore stesso della terra nuda,le disuguaglianze di ogni segmento della circonferenza del mondo .
Sfogliando il libro mi accorgo di aver sottolineato molti brani, ciascuno collegato al tema del viaggio, del movimento, dell'apertura di nuovi orizzonti. Cervantes scriveva "la strada è sempre meglio della locanda", intendendo per locanda il punto finale, l'obiettivo ultimo dell'uomo, la ragione per cui si vive, ma è la strada che rappresenta la vita: il viaggio dell'uomo che cerca ogni giorno di valicare i propri limiti, per sondare un infinito di dubbi che lo attanaglia dalla sua nascita, avendo sete di esperienze, perché sono queste a permetterci di rinascere:
...penetrare l'anima delle cose
e l'anima dei venti
e placarsi infine nella gioia
di un cuore eterno

scriveva Lorca.
Quindi sono le strade, le vere protagoniste del romanzo. Percorsi che Adriano compie verso la comprensione delle dinamiche umane e verso lo spazio fisico che lo circonda.
Al centro resta l'amore, perché è la negazione di qualsiasi egoismo e quindi apertura verso il mondo.
L'avido, l'avaro, l'ottuso, il pusillanime, non possono scoprire il mondo perché troppo concentrati su loro stessi e sull'accumulo di giorni e ore che, alla fine, servon solo per il computo degli anni.
Adriano amò Antinoo e dovette accettare la sua tragica fine, perché anch'egli, fino in fondo, è stato attore del suo destino, decretando quando porre la parole "fine" alla sua storia sulla Terra.
Resta questo sguardo malinconico sul mondo, sull'amore tragico, su una gioventù ribelle, sull'accettazione che il tempo passa.
All'inizio del romanzo c'è un racconto sull'imperatore Traiano e sul momento stesso in cui prese atto che non era più il suo tempo:
Non appena giunto a Caraci, l'imperatore stremato era andato a sedersi sulla ghiaia, a contemplare le torbide acque del Golfo Persico. Si era ancora all'epoca in cui non dubitava della vittoria; eppure, per la prima volta, fu sopraffatto dall'immensità del mondo, dal terrore della vecchiaia, da quello dei limiti che ci rinserrano tutti. Grosse lacrime rigarono il volto di quell'uomo che si credeva incapace di piangere. L'imperatore, che aveva portato le aquile romane su lidi inesplorati fino a quel giorno, comprese che non si sarebbe mai imbarcato su quel mare tanto vagheggiato: l'India, la Battriana, tutto l'Oriente oscuro di cui s'era inebriato a distanza sarebbe restato per lui un nome, una visione. Tutte le volte che il destino mi ha detto no, ho ricordato quelle lacrime versate una sera, su una sponda lontana, da un vecchio che forse per la prima volta guardava in faccia la sua vita.


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Comments (showing 1-7 of 7) (7 new)

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Emanuela In assoluto uno dei miei libri preferiti. Devo ancora trovare qualcuno che scriva bene come la Yourcenar.


Vale Giulia wrote: "Bella, bellissima recensione!"

Grazie Giulia!


Vale Emanuela wrote: "In assoluto uno dei miei libri preferiti. Devo ancora trovare qualcuno che scriva bene come la Yourcenar."

Mi hanno detto che anche i racconti sono molto intensi, infatti sto aspettando che mi consegnino "Come l'acqua che scorre".


message 4: by Kua (new) - rated it 4 stars

Kua Io amo tutti i libri della Yourcenar, ma Memorie di Adriano e' veramente stupendo. Quando la scoprii, anni fa, fu una rivelazione e ancora oggi (la rileggo spesso e volentieri) rimango incantata dalla sua scrittura. Tra i racconti il primo che mi era piaciuto da pazzi e' stato "Anna, soror...", che e' proprio il primo della raccolta "Come l'acqua che scorre". :)


Emanuela Sì è stato così anche per me, credo di averli letti tutti. Mi piacerebbe rileggere archivi del nord e tutti quelli della saga famigliare, ma poi ho tanti altri libri in attesa che mi servirebbe un'altra vita. :)


message 6: by Kua (new) - rated it 4 stars

Kua Già... questa è proprio una di quelle situazioni in cui ci vorrebbe il giratempo (si chiamava così?) di Hermione :)


Vale Kua wrote: "Già... questa è proprio una di quelle situazioni in cui ci vorrebbe il giratempo (si chiamava così?) di Hermione :)"

Invidio profondamente i pensionati


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