Patrizia O's Reviews > Ragione e sentimento
Ragione e sentimento
by Jane Austen, Pietro Meneghelli
by Jane Austen, Pietro Meneghelli
Patrizia O's review
bookshelves: storie-di-donne, classici, autori-autrici-gran-bretagna
Oct 06, 11
bookshelves: storie-di-donne, classici, autori-autrici-gran-bretagna
Read from September 25 to October 04, 2011
Taglia e cuci all'inglese…
Il pregio principale del libro è sicuramente lo stile ironico della Austen: ho spesso avuto la sensazione che l’autrice, con sguardo sornione e benevole, prendesse in giro i suoi personaggi, le loro manie futili e l’eccessiva importanza attribuita alle apparenze. L’ironia è la caratteristica dei romanzi della Austen che, secondo me, è più in sintonia con la sensibilità contemporanea.
La trama, invece, di questo romanzo è molto esile (in certi passaggi mi ricorda troppo “Orgoglio e Pregiudizio”): delusioni amorose, gelosie, pettegolezzi su chi sposa chi, gite in campagna e vita mondana in città, giovani donne che si ammalano a causa della pioggia e fughe d’amore.
La caratterizzazione dei personaggi mi è sembrata piuttosto debole: cattive ragazze superficiali e buone ragazze sagge, cattivi ragazzi scapestrati e uomini responsabili, madri amorevoli interessate alla felicità dei figli e madri egoiste che usano i figli per raggiungere i propri obiettivi. I cambiamenti nel comportamento non sono convincenti (anche se l’autrice ce li presenta come il frutto di lunghe e ponderate riflessioni) perché non sembrano fondati su un reale cambiamento dell’atteggiamento sottostante ma, piuttosto, sulla volontà di conformarsi alle aspettative degli altri.
Leggendo le vicende delle signorine Dashwood mi venivano alla mente i pomeriggi di taglia e cuci con le mie amiche: ci scervellavamo per trovare gli indizi necessari a capire quali amori (nostri o altrui era poco importante) fossero corrisposti. Solo che noi avevamo quattordici anni!
Pensavo di dare tre stellette, ma il finale troppo frettoloso non merita più di due stellette.
Il pregio principale del libro è sicuramente lo stile ironico della Austen: ho spesso avuto la sensazione che l’autrice, con sguardo sornione e benevole, prendesse in giro i suoi personaggi, le loro manie futili e l’eccessiva importanza attribuita alle apparenze. L’ironia è la caratteristica dei romanzi della Austen che, secondo me, è più in sintonia con la sensibilità contemporanea.
La trama, invece, di questo romanzo è molto esile (in certi passaggi mi ricorda troppo “Orgoglio e Pregiudizio”): delusioni amorose, gelosie, pettegolezzi su chi sposa chi, gite in campagna e vita mondana in città, giovani donne che si ammalano a causa della pioggia e fughe d’amore.
La caratterizzazione dei personaggi mi è sembrata piuttosto debole: cattive ragazze superficiali e buone ragazze sagge, cattivi ragazzi scapestrati e uomini responsabili, madri amorevoli interessate alla felicità dei figli e madri egoiste che usano i figli per raggiungere i propri obiettivi. I cambiamenti nel comportamento non sono convincenti (anche se l’autrice ce li presenta come il frutto di lunghe e ponderate riflessioni) perché non sembrano fondati su un reale cambiamento dell’atteggiamento sottostante ma, piuttosto, sulla volontà di conformarsi alle aspettative degli altri.
Leggendo le vicende delle signorine Dashwood mi venivano alla mente i pomeriggi di taglia e cuci con le mie amiche: ci scervellavamo per trovare gli indizi necessari a capire quali amori (nostri o altrui era poco importante) fossero corrisposti. Solo che noi avevamo quattordici anni!
Pensavo di dare tre stellette, ma il finale troppo frettoloso non merita più di due stellette.
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Reading Progress
| 09/25/2011 | page 34 |
|
13.0% | 2 comments |
| 09/25/2011 | page 40 |
|
15.0% | "Non potrei essere felice con un uomo i cui gusti non coincidessero con i miei sotto ogni punto di vista! Dovrebbe condividere tutti i miei sentimenti; ci dovremmo sentire entrambi attratti dallo stesso libro, dalla stessa musica." |
| 09/26/2011 | page 49 |
|
18.0% | "In ogni visita di cortesia dovrebbe esserci un bambino, per alimentare la conversazione. Nel caso in questione, ci vollero dieci minuti buoni per decidere se il piccolo Middleton somigliasse più al padre o alla madre, e cosa in particolare avesse preso dall’uno e dall’altra; perché naturalmente le opinioni in merito erano differenti, e tutti si stupivano delle opinioni degli altri." |
| 09/26/2011 | page 61 |
|
23.0% | "“Brandon è proprio il tipo d’uomo” disse Willoughby un giorno in cui parlavano di lui, “di cui tutti parlano e a cui nessuno bada; che tutti sono felici di vedere e con cui nessuno si ricorda mai di parlare.”" |
| 09/27/2011 | page 62 |
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23.0% | "Ho tre ragioni irrevocabili per detestare il Colonnello Brandon: mi ha minacciato annunciando la pioggia quando volevo che fosse bel tempo, ha avuto da ridire sull’attacco del mio calssino, e non riesco a persuaderlo a comprare la mia cavalla baia. Se però vi può recare qualche soddisfazione sentirmi dire che sotto tutti gli altri aspetti lo considero impeccabile, sono pronto a confessarlo." |
| 09/27/2011 | page 88 |
|
33.0% | "“Mi sono trovata io stessa colpevole di questo tipo di errori” disse Elinor, “capendo male, per una ragione o per l’altra il carattere di una persona [...] , e non saprei proprio dire come o perché sia nato l’errore. Alle volte si è guidati da quello che dicono di se stesse, e assai spesso da quel che ne dicono gli altri, senza perdere tempo per meditare e giudicare." |
| 09/30/2011 | page 155 |
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58.0% | "Come una metà del resto del mondo (se ce n’è una metà, intelligente e buona) Marianne, con le sue eccellenti qualità e il suo eccellente carattere, non era né ragionevole né benevola. Si aspettava di riscontrare negli altri le stesse opinioni e gli stessi sentimenti che aveva lei, e giudicava le loro motivazioni dall’effetto immediato che avevano su di lei le loro azioni." |
| 09/30/2011 | page 156 |
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58.0% | "“Un uomo che non sa che fare del proprio tempo non è mai consapevole di invadere quello degli altri”" |
| 09/30/2011 | page 165 |
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62.0% | "L’avorio, l’oro, le perle, tutto fu collocato nel modo opportuno, e il gentiluomo, dopo aver dichiarato qual era l’ultimo giorno in cui la sua esistenza poteva continuare senza l’astuccio per stuzzicadenti, si infilò i guanti con tutta calma e, dopo aver concesso alle signorine un altro sguardo, che in verità pareva chiedere ammirazione, piuttosto che esprimerne , si allontanò [...]" 3 comments |
| 10/01/2011 | page 181 |
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68.0% | "Siccome non adulavano né lei né i suoi bambini, non poteva giudicarle generose; e siccome amavano molto la lettura non poteva non ritenerle portate al sarcasmo. Forse non sapeva esattamente cosa significasse “essere sarcastico”, ma cosa importava? Nell’uso comune valeva come “essere un criticone”, ed era una definizione spesso usata per definite qualcuno." |
| 10/01/2011 | page 182 |
|
68.0% | "[…] fintanto che l’immaginazione porterà al gente a formarsi opinioni errate sulla nostra condotta e a giudicarla da apparenze superficiali, la nostra felicità sarà sempre, per così dire, nelle mani del caso." |
| 10/01/2011 | page 183 |
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68.0% | "Gli eventi della serata non furono molto notevoli. La comitiva, come sempre nelle riunioni musicali, era formata da molte persone che ricavavano un autentico piacere dall’esecuzione offerta, e di un numero ancora maggiore che non ne ricavavano alcuno; gli stessi esecutori erano, come al solito, nella loro opinione e in quella dei loro amici intimi, i più bravi musicisti dilettanti di tutta l’Inghilterra." |
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message 1:
by
Luana
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rated it 5 stars
Oct 05, 2011 06:27am
Io, invece, l'ho amato!
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Luana wrote: "Io, invece, l'ho amato!"E' questa la cosa bella dei libri: che c'è sempre qualcuno a cui piacciono! Cosa ti è piaciuto?
Mi è piaciuto, sopra tutto il resto, il continuo alternarsi di impeto da sentimento e di contenimento da ragione.
A me non è piaciuto, però, che questa alternanza fosse rappresentata in modo manicheo da due diverse persone: se l'alternanza fosse stata all'interno dello stesso animo l'avrei sicuramente apprezzata di più.
Alan wrote: "E vero, sua ironia bellissima: ma non sono le parole italiani per "silly" e "folly.""In effetti sarebbe meglio leggere i testi in lingua originale: molto spesso una cattiva traduzione può creare impressioni sbagliate.
D'accordo, Patrizia. Infatti, ho insegnato letteratura inglese per trent'anni. Più spesso, Shakspeare che Austen, ma tutte due. L'anno scorso, ho pubblicato la mia biografia di Giordano Bruno, "The Worlds of Giordano Bruno" (Birmingham, UK: Cortex Design.)
Ho iniziato questo libro almeno tre-quattro volte, e l'ho sempre abbandonato. Prima o poi ritenterò, ma credo che mi infastidisse molto la rigidità dei personaggi, la sorella che si faceva trasportare dal sentimento era odiosa, ma quella "ragionevole" non era da meno.
Elisa wrote: "Ho iniziato questo libro almeno tre-quattro volte, e l'ho sempre abbandonato. Prima o poi ritenterò, ma credo che mi infastidisse molto la rigidità dei personaggi, la sorella che si faceva trasport..."sono d'accordo con te: questa distinzione netta tra ragione e sentimento è abbastanza fastidiosa e poco realistica!
Forse è proprio questo il punto.. io ancora devo leggere questo libro, ma credo che la Austen giocasse proprio sulla netta distinzione tra questi due modi di vivere la vita.. perché forse in quel periodo esisteva una vera e propria scissione che non permetteva al singolo di provare entrambe le cose. Fa pensare molto alla visione patologica di una persona mentalmente problematica e forse è ciò che l'autrice ha cercato di denunciare.. una società profondamente malata che può essere presa ed accettata solo con sarcasmo e ironia. Una volta letto il libro tornerò a commentare. Magari resterà indigesto anche a me questo modo di caratterizzare i personaggi! ;) Ottima recensione comunque.. mi ha fatto venire voglia di leggere per capire. x
Morticiaalex wrote: "Forse è proprio questo il punto.. io ancora devo leggere questo libro, ma credo che la Austen giocasse proprio sulla netta distinzione tra questi due modi di vivere la vita.. perché forse in quel p..."allora aspetto il tuo commento post lettura per sapere cosa ne pensi :)
