Simona Bartolotta's Reviews > Furore

Furore by John Steinbeck
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5312173
's review
Sep 21, 2011

it was amazing
bookshelves: favorites, 1900
Read from January 24 to February 02, 2012

Il predicatore sospirò. "(...) Sento il dovere e il bisogno di andare dove va il popolo. Lavorerò la terra, e forse troverò pace."
"E predicare più niente?" domandò Tom.
"Predicare no."
"E battezzare?" domandò la mamma.
"Nemmeno. Vado a lavorare la terra, ho bisogno di sentirmi prossimo ai miei simili. Non voglio insegnare niente, voglio imparare da loro; ascoltare cosa dicono, ascoltarli, quando cantano e quando imprecano e quando fanno all'amore, e sentire la poesia di quel che fanno, e far come loro. Perché tutto quel che fanno, e che prima non capivo, tutto quel che fanno è santo."
"Amen", disse la mamma.
I libri sono come le zavorre di una mongolfiera. Ci sono quelli leggeri, con cui volare in alto risulta straordinariamente facile: quelli sono i libri spensierati, che fanno sognare (anche vero, però, che nella buona metà dei casi sono anche quelli 'da una botta e via' che li leggi e poi li sistemi nel dimenticatoio). Ci sono ancora quelli che ti fanno fluttuare a metà fra cielo e terra, i libri moderati, con le giuste dosi di speranza e abbandono, gioia e dolore. Infine abbiamo loro, i macigni. Efficaci. Forti. Drastici. Con loro, la povera mongolfiera volerà così bassa da poter vedere persino le api sui fiori, e dopotutto lo scopo è quello.
I libri come Furore vogliono scavare in fondo. Arrivano, armati di temperino, e ti incidono sul cuore 'ricordati che sono passato di qui'. Sono stati scritti per essere indelebili, per rendere indelebile ciò che è stato, per urlare la loro denuncia.

Furore ci racconta la storia della grande depressione americana attraverso le vicende della famiglia Joad: l'esodo, l'arrivo, la ricerca di lavoro. Ma non sono tanto i loro vagabondaggi a farci capire la tragedia di quegli anni. Quella che colpisce è l'umanità di questi personaggi. Sono talmente veri che non mi stupirei di vederne entrare uno qualsiasi dall porta di casa mia. Mai un loro comportamento che ti faccia pensare "ma figuriamoci se uno fa una cosa del genere", mai un loro pensiero inverosimile, mai una loro parola di troppo. Da questo fattore si instaura l'empatia lettore-personaggio, che non è affatto una cosa da sottovalutare specie con questo libro, perché -almeno così è stato nel mio caso- con i personaggi di Furore l'empatia diventa così forte che infine si riesce ad intuire i sentimenti del personaggio anche se l'autore non li esplicita. Ma dopo aver letto due suoi libri ho capito qual è il punto forte di Steinbeck: lui ti incuriosisce con ciò che dice, ma ti conquista con quello che non dice. I sottintesi, le sofferenze patite in silenzio, i sacrifici taciuti, la rabbia repressa, persino i pericoli evitati.

Arrivata a questo punto mi blocco, e non so più che scrivere. O meglio, so che scrivere ma non so come farlo. Vorrei saper scrivere bene che anche se il romanzo è incentrato sulla famiglia Joad, esso parla del popolo, il popolo che ha fame, freddo, e reclama la sua terra. Perché diciamolo, i libri ci piacciono quando parlano di vita vera, anche se è dura, anche se è difficile e crudele, basta che sia vita. Vorrei poter dire che mi è piaciuto moltissimo anche se mi ha fatto soffrire, anche se mi sono indignata, anzi, sono certa di averlo apprezzato così proprio perché mi sono saputa indignare e ho saputo provare il furore degli Okies. Un furore che non perdona e presto o tardi verrà a galla e farà il bello e il cattivo tempo. ("Io non ho nessuna intenzione di crepare di fame senza ammazzare chi mi assassina.")
Vorrei saper dire questo e moltissime altre cose con uno stile fluido, elegante, poetico, degno insomma di questo libro. Ma purtroppo non sono capace. C'è una sola cosa che posso raccomandarvi.
Leggetelo.
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Reading Progress

01/25/2012 page 39
8.0% "«Ma non ami Gesù? mi domando. Be', pensa e ripensa, finalmente rispondo: mai conosciuto uno che si chiami Gesù. So un mucchio di storie sulla faccenda ma amo solo il mio simile.»" 5 comments
01/27/2012 page 131
28.0% "Carbonio sale acqua e calcio non fanno l'essere umano. L'uomo è sì tutte queste cose, ma è qualcosa di più, è molto di più; e la terra è infinitamente di più che l'insieme dei suoi elementi. L'uomo che è più delle sue componenti, che calca la zolla coi piedi nudi, che fa deviare il vomere per scansare una pietra, che sosta nei solchi per consumare il suo pasto..."
01/29/2012 page 222
47.0% ""Perché dovrebbero odiarci qui nel West?" Lo sconosciuto guardò Tom con un piglio curioso. "E' la prima volta che ci venite?" "Sì." "Mai stato in California?" "Mai." "E allora non date retta a me. Andate a vedere coi vostri occhi.""
02/02/2012 page 343
72.0% "Le grandi società non sanno che la linea di demarcazione tra fame e furore è' sottile come un capello."
03/27/2016 marked as: read

Comments (showing 1-8 of 8) (8 new)

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Marco Tamborrino Se me l'avessi detto l'avrei letto anch'io! :D


Simona Bartolotta Lo inizio oggi, ho deciso all'ultimo perché ci giocano domenica prossima a Per un pugno di libri! :)


Marco Tamborrino Capito :)


message 4: by Carlotta* (new) - added it

Carlotta* Ciao Simona, grazie per l'amicizia! Cavoli, ora che mi hai detto che è il prox libro a PuPdL, ho ancora più voglia di leggerlo... purtroppo già sto leggendo troppi libri alla volta! XD


Simona Bartolotta Grazie a te per aver accettato! Purtroppo la domenica a cui mi riferivo nel commento precedente è questa appena passata... quella ventura si gioca con 'Bel-ami' :)


message 6: by Carlotta* (last edited Feb 02, 2012 08:16AM) (new) - added it

Carlotta* Andiamo bene, neanche mi ero accorta della data del commento! Beh, per fortuna le puntate vecchie sono disponibili in streaming sul sito della RAI, quindi farò sempre in tempo... Buone letture!


Simona Bartolotta Anche a te, e buona visione :D


Rita Libro stupendo, il film molto meno


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