Simona Bartolotta's Reviews > I fratelli Karamazov

I fratelli Karamazov by Fyodor Dostoyevsky
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5312173
's review
Sep 14, 2011

it was amazing
bookshelves: favorites, 1800
Read from June 19 to October 24, 2012

Attenzione, la seguente recensione contiene sproloqui. Ci scusiamo in anticipo ma non possiamo farci niente. Buona continuazione.

In genere mi considero una bibliofila accanita, un’amante del libro come oggetto, oltre che, ovviamente, come strumento di conoscenza.
Il fatto è che io amo stare a guardare minuti interi la copertina prima di sollevarla e, finalmente, leggere. Quando entro in una libreria, non è detto che voglia comprare qualcosa –o meglio, voglio sempre farlo, ma non sempre lo faccio-, anzi, il più delle volte ci entro semplicemente per inspirare a fondo, calmarmi, girare per gli scaffali, scegliere un volume, aprirlo esattamente al centro e sentire l’odore della carta che penetra nelle narici. Mi piace tenere la pagina tra le mani mentre leggo, poi riabbassarla, tenere il dito sotto la riga a cui sono arrivata per toglierlo tre secondi dopo e giocherellare facendo passare i margini dei fogli tra pollice e indice producendo quel rumorino così rilassante. Le pagine dei miei libri hanno gli angoli superiori tutti anneriti per questa mia mania di accarezzarli mentre leggo. E poi mi piace sottolineare, prendere appunti, tenere mille segnalibri diversi e non essere capace di usarne neppure uno. Sono necessità, rituali a cui non potrei rinunciare.
Ad ogni mio volume, poi, sono legata da un ricordo, un’esperienza, qualcosa. Voglio far sì che ciascuno di essi sia più di un oggetto, voglio che sia il mio oggetto, e per essere mio deve avere per me un significato particolare.

I fratelli Karamàzov non fa eccezione. E’ un regalo di compleanno. Di solito quando mi devono regalare qualcosa mi dicono 'Dammi la lista che scelgo un libro e ti regalo quello, così andiamo sul sicuro'. All'epoca questo sistema era ancora da sperimentare, ragion per cui il mio compagno di banco ed il mio amico-da-una-vita si armarono di buona volontà e andarono in libreria. Così, allo sbaraglio. E nel caos videro la luce.
(mi piace romanzare, fate pazienza)
Fu così che ricevetti un Dosto per i miei quindici anni. Ragazzi, sappiate che quel giorno avete fatto una cosa meravigliosa, e che se l’ho terminato solo ora, dopo quasi un anno, non è perché non lo volessi leggere, come non avete mancato di farmi presente ogni singolo giorno fino a quando non l’ho iniziato, o perché non mi piacesse, come altrettanto alacremente avete fatto attenzione a rinfacciarmi ogni singolo giorno fino a quando, oggi, non l’ho finito. E’ semplicemente perché se accetto una sfida devo vincerla e perché non faccio mai le cose tanto così, per farle. E leggere I fratelli Karamàzov è stata per me una sfida a tratti difficile, sempre intensa, mai abbandonata e infine vinta, con mio enorme vantaggio.

Come mi era già successo per Delitto e castigo sono rimasta sbalordita per l’introspezione e la caratterizzazione dei personaggi, reali quanto basta e romanzati, ma non troppo. Se anche la trama non spicca per originalità o complessità, sono i particolari quelli che colpiscono. O meglio ancora, sono i rapporti tra i personaggi, le sfumature di significato, le “storie nella storia”, come mi piace chiamarle –in questo momento mi vengono in mente Kòlja e Iljusa. E’ un romanzo impegnativo, oltre che per la lunghezza, per le domande che suscita, per le idee che instilla. Credo che siano almeno qualche decina i passi che potrei riportare che mi hanno tenuto la mente occupata per giorni.
Specie mentre leggevo il primo tomo, quando ancora non avevo preso il ritmo, procedevo a tre capitoli a settimana, semplicemente perché già quei tre capitoli bastavano ingombrarmi il cervello in maniera incredibile. Ho impiegato qualcosa come tre mesi solo per terminare il primo volume, che è pure più breve del seguito. Se continuo così, mi dicevo, non lo finirò mai. Ma poi ho iniziato il secondo, e le cose sono cambiate. Vuoi che la vicenda si è fatta più coinvolgente, vuoi che in questo periodo pieno di impegni dovevo necessariamente trovare una scappatoia, eccomi irrimediabilmente risucchiata da queste nature karamàzoviane.
Tra tutti i brani che più ho amato, però, il mio preferito (parolona, saranno almeno dieci i miei brani preferiti in questo libro) si trova nel primo volume, nel capitolo prima del celeberrimo Grande Inquisitore.
E’ qualcosa di inconcepibilmente meraviglioso e straziante, su Dio, sulla giustizia divina, sull’amore e sulla sofferenza, e su un sacco di altre cose. Ma sarebbe troppo lungo da riportare, e non vorrei rovinare il gusto di leggerlo per la prima volta nel suo contesto a chi ancora si deve cimentare nell’impresa. Ne scriverò solo un pezzetto, concedetemelo. Vi prometto addirittura che dopo questa citazione tacerò. Tacerò perché trovo che le cose belle si sciupino un po’ se ci si spendono troppe parole, e trovo anche che non trovo altro da dire.
Perciò, questa è la fine.
”Non voglio l’armonia, è per amore dell’umanità che non la voglio. Preferisco che le sofferenze rimangano invendicate. E poi l’hanno sovrastimata quell’armonia e l’ingresso non è certo per le nostre tasche. Perciò m’affretto a restituire il mio biglietto d’ingresso. E farò così. Non è che non accetti Dio, Alëša: gli rendo rispettosamente il biglietto.”
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Reading Progress

08/25/2012 page 131
12.0% "Faccia di bronzo e coscienza da Karamàzov!"
09/07/2012 page 457
42.0% "Finito il primo volume, ma qualcosa mi dice che la parte difficile deve ancora arrivare." 5 comments
10/13/2012 page 618
57.0% "Dormivo e ho fatto un sogno: viaggiavo sulla neve... un sonaglio tintinnava e io dormicchiavo. Viaggiavo con una persona cara, con te. E lontanissimo... To abbracciavo, ti baciavo, mi stringevo a te; avevo freddo, e la neve splendeva... Sai? quando la neve splende di notte e c'è la luna piena: proprio come se non fossi sulla Terra... mi sono svegliata e ti caro sei qui accanto: che bello..."
10/20/2012 page 810
75.0% "«Ci sono momenti nei quali le persone amano il delitto» disse Alesa, pensosamente.
«Sì, sì! Avete espresso il mio pensiero: lo amano, tutti lo amano sempre e non solo a "momenti". Sapete, è come se tutti si fossero messi d'accordo per mentire su questo, e da quel momento tutti mentono. Tutti dicono di odiare il male ma dentro di sé lo amano.»"
10/21/2012 page 908
84.0% ""Ivàn si risolleverà nella luce della verità, o... morirà nell'odio, vendicandosi di se stesso e di tutti per aver servito ciò in cui non credeva!"."
10/23/2012 page 1004
93.0% "Solo settanta pagine. Come farò senza i Karamàzov?" 3 comments
05/24/2016 marked as: read

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