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Dal big bang ai buchi neri: Breve storia del tempo
by Stephen Hawking, Ron Miller , Libero Sosio , Carl Sagan
by Stephen Hawking, Ron Miller , Libero Sosio , Carl Sagan
Usando spazi-tempi euclidei, in cui la direzione del tempo è sullo stesso piano delle direzioni dello spazio, c'è la possibilità che lo spazio-tempo sia finito e che nondimeno non abbia alcuna singolarità che ne formi un confine o un bordo. Lo spazio-tempo sarebbe allora come la superficie della Terra, con l'unica differenza di avere quattro dimensioni anzichè due.
[...]ci troviamo di fronte allo stesso problema [...]: può darsi che Dio sappia come ha avuto inizio l'universo, ma noi non possiamo fornire alcuna particolare ragione per pensare che esso abbia avuto inizio in un modo piuttosto che in un altro. D'altra parte, la meccanica quantistica ci ha dischiuso una possibilità nuova, in cui non ci sarebbe alcun confine allo spazio-tempo, e quindi non ci sarebbe bisogno di specificare il comportamento a tale confine. Non ci sarebbe alcuna singolarità sottratta all'applicazione delle leggi della scienza e nessun margine estremo dello spazio-tempo in corrispondenza del quale ci si debba appellare a Dio o a qualche nuova legge [...].
L'universo sarebbe quindi completamente autonomo e non risentirebbe di alcuna influenza dall'esterno. Esso non sarebbe mai stato creato e non verrebbe mai distrutto. Di esso si potrebbe dire solo che E'.
[...]ci troviamo di fronte allo stesso problema [...]: può darsi che Dio sappia come ha avuto inizio l'universo, ma noi non possiamo fornire alcuna particolare ragione per pensare che esso abbia avuto inizio in un modo piuttosto che in un altro. D'altra parte, la meccanica quantistica ci ha dischiuso una possibilità nuova, in cui non ci sarebbe alcun confine allo spazio-tempo, e quindi non ci sarebbe bisogno di specificare il comportamento a tale confine. Non ci sarebbe alcuna singolarità sottratta all'applicazione delle leggi della scienza e nessun margine estremo dello spazio-tempo in corrispondenza del quale ci si debba appellare a Dio o a qualche nuova legge [...].
L'universo sarebbe quindi completamente autonomo e non risentirebbe di alcuna influenza dall'esterno. Esso non sarebbe mai stato creato e non verrebbe mai distrutto. Di esso si potrebbe dire solo che E'.
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