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Sardinia Blues by Flavio Soriga
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4969354
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Jun 03, 14

bookshelves: made-in-italy
Read from August 26 to 27, 2011

Non tutti i nuraghi escono col buco.

Per le prime cento pagine pensavo si trattasse più che di un blues, di un “De profundis”.
Innanzitutto, la trovata di farci sentire la musica di sottofondo (gran brutta musica diciamocelo), interrompendo la narrazione ogni dieci righe, ammetto, mi stava un po’ snervando.

In secondo luogo, c’è un grosso sbaglio in questo libro, che è quello in cui il povero Soriga, che immagino fosse armato delle migliori intenzioni, è incappato, dandosi letteralmente la zappa sui piedi. Tutti i protagonisti della vicenda puntano il dito contro la Sardegna degli stereotipi, quella del precariato, dell’apatia invernale da suicidio, della Barbagia solo faide e sequestri, della Costa Smeralda per ricchi eccetera.

(E fin qua, noi Sardi siamo tutti là che annuiamo con grande partecipazione, mentre invitiamo Soriga a entrare in casa e a conoscere tutti i nostri parenti fino al quarto grado ).

Ma a questo punto, mi sarei aspettata, anzi.. ci saremmo aspettati che qualcuno, o che la storia ci svelasse qual è dunque la versione autentica e autoctona dell’isola.

Ebbene nisba, niet, nudda!! Per non parlare dei personaggi femminili della storia. Le donne sarde, uniche figure esenti da sempre, da qualsiasi stereotipazione se non in senso positivo, e di solito legata ai connotati mediterranei della loro fisionomia, qua escono in gran parte come donnine insulse, per lo più vuote, e sempre in bilico tra crisi esistenziali e ubriachezze moleste.

(E qua inutile dirlo..i Sardi trasecolano col bicchiere di fil’e ferru ancora intatto in mano, dando ordini di interrompere immediatamente la preparazione del porcetto sullo spiedo).

Senonché Soriga decide di passare ad altro. E fa bene, perché spogliandosi della veste del sardo che conosce i sardi, entra in una materia più intima e più sua, questa volta veramente cucita su di lui (non vi dico qual è per non rovinarvi il gusto del libro). E’giocoforza che si lasci finalmente andare a una narrazione più fluida, con pochi “intervalli musicalmente cacofonici”, dialoghi alla Palahniuk, e finalmente una storia che spicca il volo dal punto di vista emozionale.

(Qua i Sardi, dopo lo sconcerto iniziale, riprendono la preparazione del porcetto, e chiamano i Tenores a cantare in cortile per il nuovo ospite, perdonato dopo soli di cinque minuti di ramanzina da parte della nonna matriarca)

Mi rendo conto che la Sardegna, come tutte le regioni antiche, multisfaccettate e con forti tradizioni, non è facile da descrivere, ma Soriga potrebbe farcela. Questo è stato un tentativo. Apprezzabile, ma non riuscitissimo. Però, in fondo, si sa, non è detto che tutti i nuraghi riescano col buco al primo colpo. E allora aspettiamo fiduciosi il prossimo libro sulla Sardegna.

(Che tanto poi all’appello mancava qualche parente, e così ne approfittiamo per far conoscere il resto della famiglia alla prossima puntata, che poi se capita in Autunno, c’è la vendemmia, e allora il Cannonau non glielo leva nessuno all’ospite d’onore.)
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Comments (showing 1-5 of 5) (5 new)

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message 1: by Elisa (new)

Elisa Questo tuo nuraghe però è uscito col buco, eccome! :D


Noce Naaaa!! E' un nuraghe casereccio :D


message 3: by Elisa (new)

Elisa E' un nuraghe moddizzosu (la prima cosa che mi è venuta in mente nel sentire "casereccio", ahah).


message 4: by eleonora - (new)

eleonora - Io ho un suo libro nella libreria ancora da leggere, penso mi ci vorrà un po' prima di prenderlo in mano. E' che sono una di quelle persone alle quali non piace tanto sentir parlare di casa propria, anche se a farlo è un coinquilino ^^


Noce anche io tendo a privilegiare libri "esterofili", però ogni tanto rientrare in porto non fa male, ammesso che sia un buon rientro :)


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