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A Dance with Dragons by George R.R. Martin
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5361973
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Aug 02, 11

bookshelves: sakura87, valetta97

Introduzione: la seguente recensione non conterrà sostanziali spoiler, se non l'elenco dei personaggi di cui saranno presenti i punti di vista e una riga o due sul momento in cui li ritroviamo all'inizio del romanzo. La recensione si riferirà all'intero A Dance with Dragons, e verrà editata quando saranno pubblicate le tre parti in cui il libro sarà diviso nell'edizione italiana, la cui prima -ricordiamolo- uscirà il 25 ottobre con il titolo I guerrieri del ghiaccio.

A Dance with Dragons, finalmente pubblicato per la gioia dei fan di Martin dopo soli sei anni dall'uscita di A Feast for Crows, per la prima metà si colloca parallelamente alla storyline del suo predecessore: laddove infatti erano stati tessuti i fili conduttori di Arya, Sansa, Cersei, Jaime, Sam, Brienne, gli uomini di Ferro e quelli di Dorne, stavolta vengono riprese le storie dei temporaneamente tralasciati Tyrion, Daenerys, Bran, Jon e Davos, con l'aggiunta di nuovi personaggi che sposteranno il fulcro della narrazione su Meereen, città oltre il Mare Stretto sul cui trono siede, almeno formalmente, la Regina dei Draghi.

Questi nel dettaglio i punti di vista esplorati nel volume:
- Il solito Prologo, affidato a un punto di vista minore: si tratta di Varamyr, uno dei Bruti sopravvissuti alla violenta controffensiva sferrata dai Corvi durante l'attacco alla Barriera condotto da Mance Ryder. Un capitolo interessante per scoprire la vera natura dei mutaforma;
- Tyrion Lannister, sfuggito alla cattura e diretto a Pentos per incontrare Illyrio, il quale rivelerà alcuni importanti retroscena relativi alla storia di Daenerys;
- Daenerys Targaryen, bloccata a Meereen dalla sua decisione di combattere lo schiavismo per poter fare dei liberti il suo nuovo popolo; la giovanissima regina deve adesso scegliere tra la Baia degli Schiavisti, che non può abbandonare senza vanificare tutti i propri sforzi, e Westeros: come Jon Snow, comprenderà quanti e quali sacrifici comporta il potere;

*

Sarò sincera, il pensiero ricorrente che mi attraversava la mente mentre mi facevo strada fra queste densissime 960 pagine è il seguente: era davvero necessario farci aspettare sei anni per questo? Già durante la lettura del precedente romanzo, A feast for crows, mi era sorto il sospetto che Martin stesse perdendo il controllo della sua creatura e questo nuovo capitolo della saga ha confermato questa impressione. In A dance with dragond ancora una volta i personaggi si moltiplicano e la trama si ramifica ulteriormente, frammentandosi in un'infinità di filoni che più che convergere sembrano allontanarsi sempre più. Inoltre, per far spazio ai nuovi punti di vista Martin è costretto a rallentare la progressione dei personaggi principali a cui ci siamo affezionati; per cui ritroviamo finalmente Dany, Tyrion, Jon e (brevemente, grazie al cielo) Bran ma quasi tutti loro si trovano in una situazione di stallo, come se l'autore li avesse messi in attesa per fare in modo che le nuove prospettive si portassero al passo con loro. Questo è particolamente vero per Dany e Tyrion: se la prima è invischiata in una continua sequenza di ribellioni e tradimenti ai quali non è in grado di rimediare tanto che i capitoli che la riguardano ripropongono tutti lo stesso pedante schema, il secondo si trova invece nel bel mezzo di una vera e propria odissea che lo allontana sempre più da casa e lo priva anche di una certa dose di quell'arguzia e di quel sarcasmo che l'avevano reso uno dei personaggi migliori della saga.

Entrambe le recensioni continuano su
http://www.lastambergadeilettori.com/...
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