Anastasia's Reviews > I Malavoglia

I Malavoglia by Giovanni Verga
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5040946
's review
Jul 11, 2011

bookshelves: abandoned
Read from February 20 to 24, 2012

Niente, non è il momento.

Questa non è una recensione, e la mia non è stata un'effettiva lettura, sono state cento pagine lette assolutamente alla cazzo.
Cosa che mi disturba parecchio.
Non è che fossi partita con l'assoluta convinzione che Verga non meritasse una lettura seria (ma che razza di persona sarei, wtf), o magari già sconfitta in partenza a pensare che sicuramente avrei dovuto sorbirmi la noiosaggine delle noiosaggini. Io ero partita assolutamente fiduciosa, con quella classica trepidazione da lettore che non sa cosa gli riserverà la lettura e vuole davvero saperlo.

Potrei dare un sacco di giustificazioni sul perché alla fine io e Verga abbiamo deciso di separarci, senza concludere nemmeno quello che ci stavamo dicendo.
Cercherò di non parlare a vanvera e andrò dritto al primo motivo, quello più evidente e vero: non ho la testa. Questa settimana è stata massacrante, non ho praticamente fatto altro che studiare e le poche pagine che ho dedicato a Verga sono state frutto di una lettura completamente spezzettata, poco partecipe e assolutamente distratta.
E potrei dare ulteriori giustificazioni al perché io abbia letto così.
Le sbrigherò in modo insolitamente veloce e sloggerò da qui.

1 - Lo scarso feeling tra me e la letteratura italiana, specie se si tratta di classici. A parte alcuni autori, niente, non andiamo d'accordo. Non ci troviamo a livello di sensibilità, modi di pensare, usi etc. Tutto ciò ha qualcosa di buffo, dato che io in fondo non mi sono mai mossa da questo paese, se non per qualche gita turistica. Eppure io non mi sono mai sentita italiana, nemmeno nella vita di tutti i giorni. Io fondamentalmente in queste cose non mi sento proprio. Cosmopolita in modo inconsapevole, dai.
Sono completamente ignorante in materia di dialetti, non conosco né quello piemontese.. né nello specifico quello del mio paese. Capisco solo qualcosina di calabrese quando mio padre parla con la sua famiglia. E sinceramente non ho mai nutrito un sincero interesse verso questa nostra peculiarità linguistica (adesso vado a prendere il giubbotto antiproiettili).
Non sono attaccata a nessun tipo di tradizione, se non ad abitudini abbastanza radicate in famiglia (se le volete chiamare "tradizioni"). E in generale le tradizioni delle varie regioni italiane mi interessano fino ad un certo punto, neanche qui sincere passioni.
Verga è profondamente italiano, e io nel momento in cui devo leggere con il contagocce, non riesco proprio a lasciarmi trasportare da lui. Il tempo diventa prezioso e all'improvviso Verga non è il compagno migliore, per quanto cerchiamo di venirci incontro.

2 - Sinceramente io e Verga non siamo MAI stati pappa e ciccia. Riconosco il suo valore, ma il suo modo di scrivere non mi ha mai coinvolto, a volte crea immagini che per un attimo mi staccano da terra, ma non c'è mai un contatto saldo fra me e lui. Anche ne I Malavoglia, specialmente quando descrive il mare. In quei momenti mi piaceva davvero un sacco, e in generale non ho trovato la lettura particolarmente tediosa o altro, come invece pensavo. Solo che davvero, fra la miriade di personaggi presentati nel giro di due o tre capitoli ho cominciato a non capirci più niente, e fra la mia scarsa concentrazione e l'incompatibilità istintiva è diventato inutile andare avanti, una completa perdita di tempo.
So perfettamente cosa rappresenta per la letteratura italiana, mi hanno tartassato per un intero anno scolastico sulle sue novelle e sul suo pensiero. Due anni fa dissi che non mi piaceva perché era fin troppo attaccato alla realtà a livello stilistico e di temi per me, dissi precisamente che era troppo "rude". Ora se ci ripenso mi viene un po' il senso di colpa, ma ai quei tempi (per me sono anni luce) ero decisamente meno matura di adesso. Probabilmente adesso lo leggerei e, nelle circostanze adeguate, lo apprezzerei invece. Chissà, però ormai s'è capito che ho scelto il momento sbagliato. Sono entrata nella fase emergency, e mi ritrovo costretta a liquidare Verga con un "riprovi la prossima volta, magari le va meglio". Solo mea culpa, ho bisogno di qualcosa di diverso al momento.

Piuttosto che fare una lettura svogliata e disattenta, quindi inutile, preferisco rimandare. Anche perché di tempo veramente libero non ne avrò per almeno un mesetto.
Fa strano, in realtà, io che mi ostino a finire i libri anche se non mi stanno piacendo per niente. Però, come dire, in certe situazioni è stupido fare il contrario, mi pare proprio una questione di rispetto nei confronti dell'autore (ormai morto, ma per me esiste sempre).

PS: AVEVO DETTO CHE SAREI STATA VELOCE, PERCHE' NON L'HO FATTO?
Sempre la solita.
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Reading Progress

02/23/2012 page 63
25.0% ""BIBLIOTECA ECONOMICA NEWTON - I grandi autori e le opere più celebri della letteratura di ogni tempo e paese in nuova nuova collana supereconomica: tre sezioni - classici, contemporanei, ragazzi - per raggiungere il pubblico più vasto con l'ausilio di specialisti del settore e godibilissime traduzioni." Facciamo lo zoom, per piacere. "..e godibilissime traduzioni". ..ma cos'è? Autoironia a scopi propagandistici?" 1 comment
02/24/2012 page 94
37.0% "Padron 'Ntoni diceva sempre che un pesce fuori dall'acqua non sa starci, e chi è nato pesce il mare l'aspetta."
05/24/2016 marked as: abandoned

Comments (showing 1-11 of 11) (11 new)

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message 1: by Anastasia (new) - added it

Anastasia Ma che ca..come hai fatto a leggere così in fretta?! D:


message 2: by Anastasia (last edited Feb 24, 2012 01:09PM) (new) - added it

Anastasia Io ho un culo impressionante: sei o sette anni di computeraggio assolutamente irresponsabile e un anno e mezzo di lettura compulsiva, e la mia vista è ancora ottima, mai messi un paio di occhiali.
Oh, ma non mi andrà così bene ancora per molto. Dovrei fare la personcina brava e intelligente, e approfittarne per un uso consapevole e moderato.

Comunque sì, meh. Più malavoglia di così.


Simona Bartolotta Io non l'ho mai iniziato perché sapevo che l'avrei abbandonato dopo trenta pagine. Se mi sento una brutta persona? No, mi sento una persona orribile. Però, come hai detto tu, meglio non leggere che leggere svogliatamente.

In quanto al fatto della vista perfetta, la fortuna arride ad entrambe, evidentemente! Tanto più che a mio padre mancano un ventimila gradi di vista e quindi si pensava che questo problema l'avrei ereditato anch'io. E io ho stupito tutti con i miei dieci decimi :D

(Qui ci vorrebbe un batti-cinque, ma dobbiamo accontentarci del virtuale.)


Éponine Condivido totalmente quello che hai detto sulla letteratura italiana...io non la amo per niente, pur essendo italiana!

Ho letto questo libro. Francamente, penso sia difficile leggerlo con piacere, almeno se è la scuola ad obbligarti. E se non è la scuola che ti obbliga, è abbastanza difficile che qualcosa ti spinga a comprartelo e a leggertelo di gusto la sera prima di addormentarti!

Per quanto rigurda la vista, la mia è andata...sono miope e devo assolutamente mettermi gli occhiali quando leggo :(


message 5: by Anastasia (new) - added it

Anastasia Éponine wrote: "Condivido totalmente quello che hai detto sulla letteratura italiana...io non la amo per niente, pur essendo italiana!

Ho letto questo libro. Francamente, penso sia difficile leggerlo con piacere..."


Io preferisco di gran lunga la letteratura americana, degli anni passati e non. Sono di parte, però. La letteratura italiana..non so, forse non ho ancora incontrato gli autori giusti per me.

Simona, ma sì, prima o poi riusciremo a superare questo scoglio. Éponine ce l'ha fatta, anche se non capisco se ne sia uscita soddisfatta o no.
E intanto..GIMME FIVE! :D


message 6: by Donatella (last edited Mar 28, 2012 08:10AM) (new) - rated it 3 stars

Donatella In linea di massima penso che gli italiani non eccellano come narratori. Anche a me Verga appare iperrealista e questo non mi "cattura" tanto. Lo stesso Pirandello, che adoro, però diventa piuttosto stentato quando si cimenta su scritti di ampio respiro.
Degli scrittori della mia terra, la Deledda è un po' come Verga, rude e fondamentalmente pessimista (ora devo indossarlo io il giubbotto antiproiettile), mi piace Dessì e ho amato molto "Paese d'ombre", ho trovato piacevolmente insolito "Gap" di Marcello Fois (tanto per parlare dei contemporanei), ma a dire il vero l'ho amato proprio perché non tira in ballo la sardità. Michela Murgia in fondo mi è piaciuta nonostante parli di sardità. In "Accabadora" mi sono trovata sotto forma romanzata storie che conosco per vie molto sotterranee, quelle storie di cui non si dovrebbe mai parlare, perciò il mio gradimento è fortemente condizionato.
Non ho mai letto Camilleri e non so se la sua fama corrisponda ai miei interessi, ma lui fa un genere che non mi "prende".
Anche il libro di Giordano "La solitudine dei numeri primi" mi è piaciuto. Ha un modo originale di parlare di persone con problemi psicologici.

Certo però che tra i classici non trovo neppure io tanta ricchezza e non so se, dovendo salvare 10 libri dal diluvio universale, metterei un classico italiano


Éponine No, non sono stata soddisfatta dai Malavoglia. Ma niente di nuovo, vista la gamma di letture che mi è stata imposta al liceo non saprei quale romanzo sia il meno peggio...

Il fatto è che non mi sento nemmeno di criticare Verga. Voglio dire, capisco benissimo dove volesse arrivare con la sue opere. Semplicemente non era una lettura piacevole per me, non trovavo nessuna ragione per andare avanti.

Io non metterei di certo un classico italiano a salvarsi dal diluvio universale!

Tutti mi dicono che sbaglio, che non so apprezzare la letteratura italiana, eccetera eccetera. Cosa posso farci. Se dopo aver letto libri di Pirandello, Verga, Calvino, Manzoni, D'Annunzio e compagnia continuo a ritenere che gli autori italiani siano sopravvalutati una ragione ci sarà!
Gli unici libri che posso dire mi siano piaciuti sono Pinocchio, Se questo è un uomo e La coscienza di Zeno (contro ogni aspettativa).

Sono invece totalmente innamorata della letteratura inglese. Di quella salverei tutto.


Donatella Éponine wrote: "Gli unici libri che posso dire mi siano piaciuti sono Pinocchio, Se questo è un uomo e La coscienza di Zeno"

è vero, Primo Levi è straordinario. Curiosamente, senza il campo di sterminio non sarebbe stato uno scrittore.


Éponine Sono d'accordo! Sono quegli scherzi del destino...un po' come Polanski, che è vissuto nel ghetto di Cracovia. Senza quell'esperienza straziante, probabilmente i suoi film avrebbero un tono e un immaginario totalmente diversi.


message 10: by Anastasia (new) - added it

Anastasia Gli italiani, a mio parere, sono molto impegnati nel sociale. Almeno, oggi brulica la narrativa o la saggistica sulla mafia etc, oltre che al giallo e il thriller. Tutti i grandi nomi italiani, almeno per la maggior parte, hanno scritto opere chiaramente dedite ad uno scopo di denuncia o illustrazione della realtà sociale. Per dire, Dumas è passato alla storia come autore francese, ma i suoi libri non avevano di certo lo scopo della denuncia.
Non voglio dire che questo sia un punto negativo, assolutamente. Diciamo che sono seriosi. Almeno, i veri scrittori.


message 11: by Fede (new) - rated it 3 stars

Fede Io invece sono innamorata della letteratura francese, in particolar modo per quanto riguarda la poesia. Baudelaire, verlaine e rimbaud ( in particolar modo i primi due) mi mandano in un brodo di giuggiole :)


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