Patrizia O's Reviews > Il buio oltre la siepe
Il buio oltre la siepe
by Harper Lee, Amalia D'Agostino Schanzer
Questa frase, a mio parere, racchiude l’intero spirito del libro. E che ci vuole, direte voi?! E no, caro lettore: ci vuole!
Per riuscire a mettersi nei panni degli altri (o fuor di metafora, cercare di comprendere la visione del mondo altrui), è necessario spogliarsi momentaneamente dei propri e indossarne altri, anche se questi panni ci sembrano sporchi (fisicamente e/o metaforicamente), estranei e sentirseli addosso ci crea molto disagio. In una parola, significa essere “empatici”, rimanendo consapevoli che non sempre comprendere significa anche condividere le ragioni altrui.
“Il buio oltre la siepe” (ma perché non hanno lasciato il titolo originale?), ci racconta, attraverso gli occhi di Scout (una bambina di 6 anni), dei pregiudizi attorno a cui è organizzata la vita di Maycomb, una cittadina dell’Alabama: i negri sono tutti violenti, i bianchi hanno sempre ragione, le persone si valutano in base alla storia delle loro famiglie, il coraggio è saper usare le armi, chi non si adegua alle convenzioni sociali o è matto o è un sociopatico.
Con l’aiuto del padre Atticus, Scout scopre che chi ha il coraggio e la determinazione di andare oltre le apparenze scopre gli altri come sono e non come sembrano. “Quasi tutti sono simpatici, Scout, quando finalmente si riesce a capirli”, dirà Atticus alla figlia di fronte alla strabiliante scoperta di questa che le persone possono essere diverse da come le avevamo giudicate sulla base della nostra univoca (e a volte ristretta) visione del mondo.
Ho apprezzato molto che tutta la vicenda narrata sia filtrata dagli occhi di una ragazzina, le cui osservazioni diventano più “mature” man mano che si trova immersa, suo malgrado, nel mondo complicato e ipocrita degli adulti. Alla fine del romanzo Scout ha quasi nove anni ed è molto diversa dalla bambina di sei anni che all’inizio del libro si preoccupava solamente di come trascorrere le vacanze estive senza annoiarsi . Tutti i personaggi sono ben tracciati e Lee Harper è molto brava nel delineare la vita di una cittadina di provincia, dove si riflettono tutti i problemi che travagliano il sud degli Stati Uniti, problemi che di lì a qualche anno esploderanno in conflitti e lotte contro la discriminazione e il razzismo.
by Harper Lee, Amalia D'Agostino Schanzer
Patrizia O's review
bookshelves: contemporanei, autori-autrici-usa
Sep 20, 11
bookshelves: contemporanei, autori-autrici-usa
Read from September 09 to 14, 2011 — I own a copy
“Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco.”
Questa frase, a mio parere, racchiude l’intero spirito del libro. E che ci vuole, direte voi?! E no, caro lettore: ci vuole!
Per riuscire a mettersi nei panni degli altri (o fuor di metafora, cercare di comprendere la visione del mondo altrui), è necessario spogliarsi momentaneamente dei propri e indossarne altri, anche se questi panni ci sembrano sporchi (fisicamente e/o metaforicamente), estranei e sentirseli addosso ci crea molto disagio. In una parola, significa essere “empatici”, rimanendo consapevoli che non sempre comprendere significa anche condividere le ragioni altrui.
“Il buio oltre la siepe” (ma perché non hanno lasciato il titolo originale?), ci racconta, attraverso gli occhi di Scout (una bambina di 6 anni), dei pregiudizi attorno a cui è organizzata la vita di Maycomb, una cittadina dell’Alabama: i negri sono tutti violenti, i bianchi hanno sempre ragione, le persone si valutano in base alla storia delle loro famiglie, il coraggio è saper usare le armi, chi non si adegua alle convenzioni sociali o è matto o è un sociopatico.
Con l’aiuto del padre Atticus, Scout scopre che chi ha il coraggio e la determinazione di andare oltre le apparenze scopre gli altri come sono e non come sembrano. “Quasi tutti sono simpatici, Scout, quando finalmente si riesce a capirli”, dirà Atticus alla figlia di fronte alla strabiliante scoperta di questa che le persone possono essere diverse da come le avevamo giudicate sulla base della nostra univoca (e a volte ristretta) visione del mondo.
Ho apprezzato molto che tutta la vicenda narrata sia filtrata dagli occhi di una ragazzina, le cui osservazioni diventano più “mature” man mano che si trova immersa, suo malgrado, nel mondo complicato e ipocrita degli adulti. Alla fine del romanzo Scout ha quasi nove anni ed è molto diversa dalla bambina di sei anni che all’inizio del libro si preoccupava solamente di come trascorrere le vacanze estive senza annoiarsi . Tutti i personaggi sono ben tracciati e Lee Harper è molto brava nel delineare la vita di una cittadina di provincia, dove si riflettono tutti i problemi che travagliano il sud degli Stati Uniti, problemi che di lì a qualche anno esploderanno in conflitti e lotte contro la discriminazione e il razzismo.
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“You never really understand a person until you consider things from his point of view... Until you climb inside of his skin and walk around in it.”
― Harper Lee, To Kill a Mockingbird
― Harper Lee, To Kill a Mockingbird
Reading Progress
| 09/09/2011 | "La giornata era, si, di ventiquattr’ore, ma pareva più lunga. La fretta era ignorata perché non c’era dove andare, nulla da comprare [...], e nulla da vedere fuori i confini della contea di Maycomb. Eppure era un’epoca di confuso ottimismo per una parte della popolazione: qualcuno aveva detto, di recente alla gente di Maycomb, che non doveva temere nulla, tranne il timore." | |||
| 09/09/2011 | page 37 |
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13.0% | "Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco." |
| 09/10/2011 | page 53 |
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18.0% | "Ci sono degli uomini… che si preoccupano tanto dell’altro mondo da non imparare mai a vivere in questo." |
| 09/10/2011 | page 83 |
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28.0% | "Non è una buona ragione non cercare di vincere per il semplice fatto che si è battuti in partenza" |
| 09/10/2011 | page 88 |
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30.0% | "Zia Alexandra era una fanatica riguardo al mio abbigliamento. Come potevo sperare di diventare una signora se portavo i calzoni? Quando risposi che con un vestito addosso non riuscivo a fare niente, ribattè che non era previsto che facessi alcunché che richiedesse i pantaloni." |
| 09/11/2011 | page 116 |
|
40.0% | "“Negrofilo è una di quelle espressioni che non significano niente[...] È difficile da spiegare: la gente ignorante, i bianchi poveri usano questo termine quando credono che una persona consideri i neri più di quanto consideri loro. È entrato pian piano nell’uso corrente per il bisogno di una parola volgare, brutta, da appiccicare a gente come noi come un’etichetta per offenderla"" |
| 09/11/2011 | page 119 |
|
41.0% | "Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo con il fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succede. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede." |
| 09/12/2011 | page 164 |
|
56.0% | "Forse avremmo bisogno di una polizia composta di bambini… Voi ragazzi stanotte siete riusciti a far si che Walter Cunningham si mettesse nei miei panni per un attimo, e ciò è bastato." |
| 09/12/2011 | page 168 |
|
58.0% | "…ospitava un vecchio orologio arrugginito e inattendibile, la cui presenza era indice di un paese deciso a conservare ogni frammento materiale del suo passato." |
| 09/13/2011 | page 170 |
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58.0% | "La corte aveva nominato Atticus per difendere il negro, e Atticus ci teneva a difenderlo: ecco quello che non piaceva alla gente. Quante complicazioni." |
| 09/13/2011 | page 203 |
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70.0% | "“Le faceva pena? La ragazza faceva pena a lei?...” Il Sig. Gilmer si controllava a stento. Il teste capì di aver commesso uno sbaglio e si mosse sulla sedia, ma il danno ormai era fatto." |
| 09/13/2011 | page 218 |
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75.0% | "“Questo è il loro paese, Alexandra,” disse Atticus, “siamo noi che lo abbiamo fatto così e ora ci devono vivere: tanto vale che imparino subito ad affrontarlo com’è”" |
| 09/13/2011 | page 234 |
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80.0% | "“No, Jem, io credo che la gente sia di un tipo solo: gente, e basta!”" |
| 09/13/2011 | page 248 |
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85.0% | "Atticus si era servito di tutti i mezzi a disposizione degli uomini liberi per salvare Tom Robinson, ma nei tribunali segreti dei cuori degli uomini non aveva alcuna probabilità di vincere." |
| 09/14/2011 | page 290 |
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99.0% | "“Quasi tutti sono simpatici, Scout, quando finalmente si riesce a capirli”" |
