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Preghiera per un amico by John Irving
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4969354
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Aug 31, 11

Read in June, 2011

Come un disegno di Escher


Avvertenze.

Prima di iniziare questo romanzo, siete pregati di munirvi del seguente Book-kit:

-Un vasto, quanto variegato campionario di espressioni facciali, da sfoggiare di pari passo con le molteplici emozioni di queste quasi 600 pagine. C'è di tutto, ma proprio tutto; dalla faccia angosciata a quella incredula, da quella divertita a quella intimamente commossa, da quella riflessiva a quella estasiata, e così via.

- Google o Wikipedia a portata di mano.
Il contesto politico e religioso di questa storia, se banalmente interpretato, produce una superficiale comprensione del testo, che può scaturire sì, in recensioni negative, ma avallate da tiepide argomentazioni legate all'anti-americanismo dell'autore, o all'effetto catechesi del libro. Viceversa, se letto con una sensibilità appena sufficiente,(che mi rendo conto non è cosa da tutti avere), fa l'effetto di voler andare oltre ciò che c'è scritto, e se si ha un computer vicino, fa venir voglia di documentarsi.

-Ultima cosa, fondamentale, portatevi a casa un amico di vecchia data che al momento in cui chiudete il libro, vi prenda a schiaffi ripetutamente e vi dica con voce ferma e decisa: "RASSEGNATI!!-I-PERSONAGGI-DI-QUESTA-STORIA-NON-ESISTONO.-I-PERSONAGGI-DI-QUESTO-LIBRO-SONO-IRREALI.-I-PERSONAGGI-DI-QUESTO-ROMANZO-NON-SONO-VERI-E-NON-SONO-NEPPURE-I-TUOI-VICINI-DI-CASA.
Per un effetto più convincente, badate a che il vostro amico sia dotato di abbondante dialettica, in modo da potervi consolare e allo stesso tempo riportarvi alla realtà della vostra banale e misera vita.

Detto questo, dichiaro aperta la lettura.
Nel mio caso, trattasi di una rilettura, fatta a distanza di nove anni dalla prima (implicito ringraziamento + applauso in onore della mia migliore amica, che oltre alla dedica stra-personalizzata ha pensato bene di scrivere bello in grande anche la data).

All'epoca avevo trovato questo romanzo magnifico.
Attualmente lo trovo oltre che splendido, corposo, struggente e profondo, e siccome non ho voglia di aprire il dizionario dei sinonimi e contrari, mi fermo qui, tanto avete capito. :)

Il mio debito con Irving è lampante.
E' come se nel 2002 mi fossi sfilata di dosso la mia sciarpa preferita, e gliel'avessi data in pegno. Ed è come se l'altro giorno ci fossimo incrociati per caso al bar e me l'avesse restituita. In un baleno riconosco la sciarpa, la trama larga e confortevole della lana, ricordo con precisione perché era la mia preferita. L'odore è sempre quello, il contatto della lana sulla pelle è il medesimo di allora, pungente quanto basta per ricordarmi che ce l'ho addosso.

Se dovessi dare, in occasione di questa mia seconda rilettura, un altro pegno a Irving, gli darei un forte senso di arricchimento unito a una gloriosa soddisfazione, assolutamente certa che a una terza rilettura, le sensazioni mi verrebbero restituite intatte come adesso.

Chi ha letto le mie recensioni nel tempo, saprà per esempio che ho una smodata passione per Haruki Murakami.
Il tentativo di cercare di capire quale sia l'elemento comune che mi rende piacevole allo stesso modo il classicismo romanzesco di Irving, e la delicatezza orientaleggiante di Murakami, mi ha portato a fare una considerazione generale sugli scrittori.

Esistono penne fortunate (veramente poche), che ti fanno innamorare.
Ma è l'oggetto amato che fa la differenza.
Murakami ad esempio , ti fa innamorare di sé.
Ogni sua frase, è intrisa del suo modo di vedere le cose, della sua costanza e della sua logica fluida. Alla fine di ogni suo libro, vorresti sposarlo. Lui, non i suoi personaggi.
Irving ti fa innamorare dei protagonisti dei suoi romanzi.
A suo modo, è un piccolo Tolkien; manca solo che metta una cartina geografica all'inizio del libro e hai l'impressione che le storie che racconta, siano popolate da personaggi fisici, reali, che puoi andare a trovare seguendo, neanche tanto pedissequamente la cartina.

In questo libro tutto torna.
Per 590 pagine, si assiste al movimento perpetuo di miniature che sono causa ed effetto di altrettanti tasselli finemente cesellati.

E' Irving stesso che svela a chi lo sa cogliere, il segreto della sua bravura:

"Un buon libro è sempre in moto: dal generale al particolare, dalle parti al tutto e viceversa, avanti e indietro." (Pag. 316)

Esattamente come con le scale di Escher. Un fluire continuo e circolare, ipnotizzante quanto basta per riuscire a crederci. Irving non lascia niente al caso.
E se tutti, con un pizzico di fantasia, siamo bravi a inventare una trama complessa, ciò che eleva Irving e ne fa uno scrittore con gli attributi, è la sua capacità di contestualizzare la storia, proprio attraverso quelle farciture ecclesiastiche e politiche, che per i pressapochisti rallentano invece la lettura.

Sono proprio i "paesaggi di sfondo" che impreziosiscono la storia.

Sarebbe decisamente banale descrivere e raccontare Owen, un piccolo grande uomo che corre dietro il suo destino, "scontornato" dagli eventi del suo Paese. Sarebbe banale ma non lo è.
Perché Irving gli ha donato l'arguzia e la sagacia di criticare la società in cui vive, con riflessioni che hanno la stessa profondità delle venature del granito a cui Owen è tanto legato.

Senza pretendere di essere informati sui fatti passati o presenti, basterebbe ad esempio, saper cogliere la genialità dietro il paragone tra l'America e una diva come Marilyn Monroe.

"Lei era come il nostro Pese: non più tanto giovane, ma neanche vecchia; un po' avventata. Molto bella, forse un tantino stupida, forse più intelligente di quanto non sembrasse. Ed era in cerca di qualcosa, credo che volesse essere buona. Guarda gli uomini della sua vita: Joe Di Maggio, Arthur Miller, forse i Kennedy. Guarda quanto desiderabile era lei! Ecco cos'era: era desiderabile. Era spiritosa e sexy, ed era anche vulnerabile. Non era mai del tutto felice, era sempre un tantino sopra peso. Era proprio come il nostro Paese."

Basterebbe saperne "vedere" la sempreverde attualità.
Se io non vi dicessi che stiamo parlando di Marilyn e dell'America anni '60, poteste tranquillamente pensare che parlo dell'Italia, come di qualsiasi altro Paese sufficientemente in crisi tra storia e politica.
Mentalmente ho persino provato ad applicare il parallelismo. Peccato che la prima faccia che mi sia venuta in mente pensando all'Italia, sia stata quella di Maurisa Laurito, sforzandomi quella della Ferilli.

Ma ritornando a noi, lettori attenti, e a Irving, sarebbe stato ugualmente banale raccontare della fede assoluta di un ragazzino stravagantemente intelligente, se lo scrittore non ci avesse fatto capire altrettanto bene, attraverso le parole di Owen, che a prescindere dal nostro essere credenti, atei, agnostici, o semplicemente distratti, l'insegnamento universale( come se non fosse già abbastanza schiacciante l'evidenza che il credere o il non credere in qualcosa, è una scelta che facciamo tutti i giorni, a seconda della convenienza), è molto più semplice.

Cioè che "se ci tieni a qualcosa lo devi proteggere. Se sei tanto fortunato da trovare un modo di vita che ami, devi anche trovare il coraggio di viverlo."

E quindi, alla fine, quante stelline si possono dare a un libro del genere? Ovviamente, il massimo, qualunque esso sia; il massimo più una. Che idealmente con l'anima in ginocchio dedichiamo al piccolo grande Owen.

Owen e il suo senso dell'amicizia.
Owen e l'amore dietro le parole.
Owen e la memoria dei sentimenti altrui.

[Noce Moscata e l'overdose da Owen]

Owen e i dubbi che lo rendono umano e più vicino a Dio.
Owen e la sua fede.
Owen dopo la fine di tutto.
Owen dopo la fine del libro.
Owen che manca come l'aria.

[Noce Moscata e l'astinenza da Owen]

Non posso che augurarvi Buon Owen a tutti.
Non vi preoccupate se non sono rose e fiori.
Probabilmente sarà granito, e quindi, fortunatamente, "ad imperitura memoria".
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message 1: by Alessandro (new)

Alessandro Facevan bene ad 'infamarti'. Aggiungerò il libro alla wishlist, e cercherò di capire se è meglio il libro o la tua recensione. :) Mi hai incuriosito parecchio, e oltretutto questo autore già viaggiava nei miei pensieri.


Marco Tamborrino Alessandro, ne ho scritta una anch'io su questo libro, se ti va di guardarla ^^ Confermo ogni singola parola qui sopra di Noce Moscata.


Noce io per questo libro ho fatto pure baruffa XD


Zeusthedog Questo libro mi incuriosiva da tempo... Poi ho letto la tua recensione e mi ha talmente colpito che l'ho letto!!! Stupendo! Uno dei libri più belli che io abbia ma letto.


Noce Ne sono lietissima!!! :)


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