Patrizia O's Reviews > I ragazzi del coro

I ragazzi del coro by Joseph Wambaugh
Rate this book
Clear rating

by
5121397
's review
Jul 25, 11

bookshelves: contemporanei
Read from July 10 to 19, 2011

I ragazzi del coro mi ha fatto l'occhiolino sin da quando l'ho tirato fuori da una scatola dopo il trasloco. Non sapevo neanche della sua esistenza: era uno dei libri che del mio compagno e, prima di allora, era stato circa tre anni chiuso in garage in attesa del suo momento.
Ogni volta che mi avvicinavo alla libreria, il mio sguardo cadeva su quel libro ed era come se mi chiamasse, ma pensavo a quello che avevo letto sulla quarta di copertine e mi dicevo: “No, non è proprio il mio genere... Non funzionerebbe!” Il titolo suggestivo e la copertina accattivante (una ragazza discinta che balla sotto le luci dei riflettori osservata da due poliziotti in divisa) alla fine mi hanno definitivamente sedotta e ho ceduto al richiamo diventando anche io parte della stazione di polizia di Wilshire, una zona di Los Angeles.
Già nel primo capitolo vengono descritti i fatti salienti: una decina di poliziotti (i ragazzi del coro appunto) si riuniscono abitualmente alla fine del turno di notte vicino lo stagno del parco MacArthur per stare insieme, ma soprattutto, per ubriacarsi. Durante una di queste riunioni un incidente fatale costa la vita ad un giovane omosessuale che si trovava nel parco. I capitoli successivi riavvolgono il nastro all'indietro e ci fanno conoscere i dieci protagonisti raccontando i fatti antecedenti alla fatidica riunione che cambia la vita di tutti loro.
L'aspetto di questo romanzo che mi è piaciuto è l'andamento “a spirale” del racconto: dalla superficie dei fatti, capitolo dopo capitolo, l'autore scava dentro l'animo tormentato dei poliziotti che si trovano di fronte a tutte le miserie umane senza nessuno con cui poter condividere il carico emotivo che il loro lavoro comporta. I loro casi non sono eclatanti, non c'è la risoluzione brillante dell'enigma, a cui ci hanno abituato i poliziotti televisivi. Non c'è il plauso dei colleghi per la bravura dimostrata e non c'è neanche la soddisfazione personale per aver tolto un pericoloso assassino dalla circolazione. No, essi si trovano ad arrestare poveri senza tetto ubriachi che cercano disperatamente di finire all'ospedale psichiatrico per non tornare sulla strada, a tenere la mano a un suicida che affronta una morte lenta e dolorosa, a osservare impotenti bambini maltrattati che passano di famiglia in famiglia per poi terminare il loro giro su un tavolo dell'obitorio. Tutti, i veterani come i giovani alle prime armi, condividono la sensazione che il loro lavoro è inutile, che non migliorerà la società, anzi molto probabilmente renderà peggiore la vita dei poveri disgraziati che si trovano ad arrestare.
I capi non sono interessati alle problematiche psicologiche (o francamente psichiatriche) dei loro sottoposti: l'importante è fare bella figura con i giornalisti e con le vecchiette (che poi scrivono ai giornali). Nascondono l'evidenza e rifiutano di mettere in relazione il suicidio, così frequente tra i poliziotti, con il tipo di lavoro che questi svolgono. Gli stessi poliziotti, ovviamente diversi per storie personali e carattere, non sanno come affrontare quello che oggi chiamiamo “burn out”, se non ubriacandosi in gruppo e raccontandosi i fatti tragici, ridicoli, commoventi della giornata. Questi incontri funzionano come valvola di sfogo a breve termine ma non hanno alcun effetto terapeutico, anzi innescano un meccanismo perverso che porta all'autodistruzione personale e professionale.
Wambaugh (poliziotto a Los Angeles per dieci anni egli stesso) conduce il lettore nell'inferno quotidiano dei dieci protagonisti e alla fine, a dispetto dell'opinione affrettata basata sui fatti descritti all'inizio, si finisce per parteggiare per coloro che affrettatamente abbiamo etichettato come “cattivi”. Nessuno di loro è un campione di bontà o un modello di onestà, ma la loro umanità conquista. Sono tutti vittime di un sistema che finisce per schiacciare i più deboli, soprattutto perché in questo sistema non è ammessa alcuna debolezza, sia essa la compassione per i più sfortunati o il ricordo bruciante della propria paura o ancora l'impossibilità di chiedere aiuto oppure di fare i conti con i propri fallimenti.
Il linguaggio è crudo e il turpiloquio è la regola, ma non è assolutamente fuori luogo o eccessivo in quanto assolutamente coerente con il carattere dei personaggi e con i fatti narrati.
La valutazione di 5/5 è una media tra il due che sicuramente darei per l'eccessiva ripetitività dei capitoli che raccontano gli incontri dei ragazzi del coro, le sbornie, gli scherzi di cattivo gusto e l'otto delle parti in cui vengono descritti i personaggi, anche quelli minori (che poi minori non sono.)
5 likes · likeflag

Sign into Goodreads to see if any of your friends have read I ragazzi del coro.
sign in »

Reading Progress

07/11/2011 page 50
12.0%
07/12/2011 page 50
12.0% "Le loro "canzoni" erano di genere diverso ma servivano più o meno allo stesso scopo di uno stimolante lavoro corale. Si trattava semplicemente di una riunione fuori servizio, di solito in luogo nascosto, per poliziotti che, erano troppo tesi o stimolati o elettrizzati per potersene andare in una casa silenziosa e mettersi a letto come gente qualunque mentre i loro nervi sprizzavano scintille."
07/12/2011 page 89
21.0% "C'erano due agenti Hadley, non imparentati, alla stazione Wilshire: Philip Hadley, un poliziotto del turno di giorno, e Reba Hadley, la donna poliziotto del turno di notte. Così, per sapere di quale Hadley si stava parlando, gli altri agenti dicevano Palle Hadley e Senzapalle Hadley."
07/13/2011 page 142
34.0% "Baxter Slate, forse il più colto dei chierichetti, disse acidamente che quel fantoccio di democrazia era in realtà un gioco d'azzardo in cui dodici telefonisti, postini, impiegati, pensionati e casalinghe di mezza età senza alcuna conoscenza della legge e ancor meno della sociologia, prendevano irrevocabili decisioni basate sulla suggestione dei film che avevano visto e delle trasmissioni televisive tipo Perry Mason"
07/14/2011 page 179
43.0% "La donna urlò verso due uomini che stavano passando ma che continuarono per la loro strada, ricordando la regola d'oro degli abitanti della città: occupati degli altri se vuoi avere delle buone possibilità di farti sparare in testa."
07/14/2011 page 236
57.0% ""Quanti vice capi e comandanti si sono mai suicidati?" chiese improvvisamente Baxter Salte e per un attimo la stanza piombò nel silenzio perchè i poliziotti si misero a pensare alla più pericolosa delle loro malattie professionali."
07/15/2011 page 311
75.0% ""Sam, lo so che hai ragione quando dici che gli uomini non sono nessuno. Tutta la mia vita, tutta la mia formazione religiosa è stata costruita su un'esplicita credenza del male: Ma non esiste. L'uomo non ha abbastanza dignità per il male. E se non c'è il male, molto probabilmente non c'è neanche il bene! Ci sono solo incidenti!""
07/19/2011 page 429
100.0% "Erano semplicemente dei poliziotti. Dei ragazzi piuttosto comuni. Magari un pò più soli degli altri. Forse si riunivano in branco quando si sentivano più soli del solito. O avevano paura"
show 3 hidden updates…

No comments have been added yet.