Elisa's Reviews > Norwegian Wood. Tokyo Blues

Norwegian Wood. Tokyo Blues by Haruki Murakami
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5113047
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May 13, 11

bookshelves: letteratura-giapponese, preferiti
Read from May 08 to 12, 2011

Chissà cosa poteva spingere un cane ad annusare fiori sotto la pioggia?

Sono di ritorno dal Giappone. Ci sono stata dalla fine degli anni '60 all'alba dei '70. Ho guardato le stagioni rincorrersi inesorabili e le notti succedersi ai giorni allungando le ombre sul selciato.
All'inizio ero titubante e poco attratta da questo libro. Sapevo che affrontava il tema del suicidio giovanile e questo mi scoraggiava un po'. Pensavo che sarebbe stata una lettura molto pesante e che, forse, non sarebbe stata una buona idea leggerlo quando la primavera si stiracchia fuori dalla finestra. Per fortuna i pregiudizi si possono superare.

La voce che ci guida tra le pagine è quella del trentenne Watanabe Toru, che racconta la sua vita dai diciassette ai ventun'anni. I suoi passi si incrociano con quelli di alcuni coetanei, la maggior parte dei quali nel giro di qualche anno si toglie la vita.

Ho provato a scrivere qualche riga sulla trama, ma il risultato che ottengo è solo una sequela di frasi che banalizzano il racconto. La realtà è che sulla schermata esteriore accade ben poco. I movimenti dei personaggi sono il più delle volte intimi, interiori. Solo la lettura dell'intero testo porta ad avere una visione globale delle loro ansie, delle loro paure, delle motivazioni che li spingono a compiere determinate scelte. Per un lettore di romanzi classici questo approccio potrebbe sembrare superficiale. Toru in effetti non scava profondamente nella psiche delle persone che lo circondano, il più delle volte si limita a porsi domande, ad avanzare ipotesi, a cullarsi nelle speranze. L'altro da sé è visibile solo tramite il suo viso, il corpo con le sue gestualità, le sue parole. Ma non accade così nella vita reale? Un uomo ha gli strumenti per decodificare la realtà in tutte le sue sfaccettature? Ha modo di sapere cosa sconvolge la psiche dei suoi cari, quando questi si chiudono in loro stessi senza riuscire più a comunicare con il mondo esterno? Il narratore prima di essere tale è uomo. Solo nei romanzi costruiti ad hoc accade di trovarlo onnisciente. Provate a chiedere a qualcuno di raccontare le sofferenze degli altri e ne ricaverete sempre e solo una manciata di forse, io credo, spero che . La realtà ci sfugge dalle mani, e tutto ciò che possiamo fare è raccoglierla in piccole manciate e cercare di ricostruire così l'insieme.

La parola che si trova più spesso durante la narrazione è "inspiegabilmente". Non appena un personaggio si dà la morte, parte la fanfara funebre del mondo esterno che canta il suo "inspiegabilmente". Alla base della tragicità della vita sta proprio questa parola. Nessuno si spiega come sia possibile che un ragazzo solare da un giorno all'altro si soffochi in un'atmosfera satura di gas di scarico. Invece nessuno si meraviglia se una giovane ricoverata con problemi di depressione si impicca in un bosco. La differenza è sottilissima, eppure viene vissuta come un abisso. Tutto dipende dalla faccia, intesa come l'esteriorità che decidiamo di mostrare al mondo. Ma non tutto accade a livello superficiale. La vita che emerge sui tratti del viso può non manifestare le correnti interne, e allora solo gli occhi lasciano presagire che interiormente si è imprigionati sul fondo di un lago. Non comprendersi diventa allora una tappa quasi sicura del percorso.

Il libro non parla solo del suicidio. Delinea i tratti della struttura che fa ai personaggi da sgabello per impiccarsi. Alcuni riescono a usare il trampolino per saltare e librarsi in aria, altri per trovare la morte. Per gli uni e per gli altri, l'impalcatura è l'individualismo occidentale. Il Giappone che abita nelle pagine di Murakami è oramai zuppo di cultura occidentale: musica, letteratura e una buona parte degli alimenti sono estranei alla realtà nipponica tradizionale. Sono gli anni '60, gli anni della rivoluzione sessuale, delle agitazioni studentesche. I giovani protagonisti sono i portabandiera del cambiamento. Alcuni di loro rimangono indietro, legati ai valori tradizionali che alcuni dei più intransigenti modernisti reputano "antichi". Si pensi al personaggio di Nagasawa. Vive solo la parte esteriore della vita, spostandosi di donna in donna senza nemmeno capacitarsi dei loro nomi. Non si costruisce un nido, un rifugio. Ad ogni sofferenza si circonda di un guscio di cemento armato, e sorride della sua solitudine. Guarda il mondo passare e gioisce del suo potere di governarlo senza lasciarsi coinvolgere. Toru lo definisce uno stoico, ma il suo non è stoicismo. E' quello che gli spagnoli chiamano un pasota . Come un surfista spericolato che si lancia sull'onda nei pressi di una scogliera, e che non ha paura di andarci a sbattere contro. Puoi amarlo, odiarlo, ferirlo. Lui può ferirti, ma non si spingerà ad amarti o odiarti. Si nasconde costantemente dietro il suo: "me da igual", "è lo stesso". In realtà la sua è solo cecità di fronte a un modo alternativo di chiamare la solitudine.

Perché le persone decidono di suicidarsi? Perché l'individualismo li rende paradossalmente soli. Da un lato li attira con la luce dell'autorealizzazione: Reiko ha la sua carriera da musicista, Nagasawa quella diplomatica. Dall'altro li getta in un buio pesto, in cui passano il tempo ad appoggiarsi a qualcun'altro. L'individualismo non riempie la vita, c'è bisogno di fondersi con un nuovo io, di comprendersi. Solo i personaggi che sono in pace con loro stessi e hanno calibrato le loro ombre riescono a farlo, attraverso il rapporto sessuale. Midori è il personaggio più positivo del racconto, non a caso sarà lei a trascinare Toru lontano da "quel luogo che non sta da nessuna parte". Quando il corpo non risponde più agli stimoli esterni, è segno che il lago interiore acquista maggiore profondità fino a cacciare fuori il mondo reale. La comunicazione singhiozza, poi sparisce. Il corpo perde tono, non è più controllabile. Si muore. Se non si vuole cadere, il mondo interno e quello esterno devono vivere in noi e avvinghiarsi fino a creare la luce.

Norwegian Wood è come una piuma di piombo che sfida la forza di gravità. Non si sa come, ma riesce a librarsi nell'aria e a farsi portare dal vento. La poesia del racconto sta nel simbolismo che copre ogni cosa. Anche un dialogo apparentemente futile si carica di simbolismi, coglie il senso fugace delle cose per un attimo e poi lo lascia scappare.

Lascia una ferita aperta ma profumata come i fiori di ciliegio a primavera, e ogni tanto ti sorprendi a rimuginarci ancora sopra.
Amitrano nell'introduzione spiega che è un libro che si ama o si odia, senza mezze misure.
Be', io l'ho amato.

E muto il canto, ch'è molti e pare uno,
canta: "Sii solo, e non sarai nessuno".
(Shakespeare, Sonnet n. 8)
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Reading Progress

05/09/2011 page 14
4.0% "Il tempo si è allungato pian piano, come le ombre al tramonto. E mi chiedo se di questo passo alla fine il suo viso non sarà inghiottito dall'oscurità."
05/09/2011 page 48
13.0% "Che cavolo stavo cercando? E che cosa cercavano gli altri in me? Ma non riuscivo a trovare niente che assomigliasse a una risposta. A volte allungavo la mano verso le particelle di luce sospese nello spazio, ma le mie dita non toccavano niente."
05/10/2011 page 108
29.0% "Cercai di capire che significato aveva avuto per me l'esistenza di Kizuki, ma non riuscii a darmi una risposta. Quello che capivo era che con la sua morte una funzione del mio essere, che forse si potrebbe chiamare adolescenza, era stata danneggiata in modo irreparabile (p.106-107)- L'adolescenza come funzione dell'essere, non come fase. In fondo è così, è una fase perpetua che riaffiora a tratti in tutti."
05/10/2011 page 133
35.0% "Ogni tanto giungeva da qualche parte tra gli alberi un battito d'ali, stranamente vivido, come amplificato. - Come cambia il paesaggio dalla città alla campagna. Sembra raccogliersi in se stesso."
05/11/2011 page 219
58.0% "Sotto quella sua pelle levigata è completamente marcia."
05/11/2011 page 258
69.0% "Che cosa avrebbe lasciato dietro di sé? Solo una libreria senza pretese in un quartiere senza pretese e, naturalmente, due figlie, una delle quali se non altro era una ragazza piuttosto fuori dal comune. Che vita era stata la sua? Chissà quali pensieri avranno attraversato la sua testa ricucita e confusa in quel letto d'ospedale mentre mi guardava?"
05/12/2011 page 346
92.0% "- Ma cosa faranno mai le formiche nei giorni di pioggia? - Chissà. Faranno le pulizie della tana o metteranno in ordine le provviste. Sai quanto lavorano le formiche. - Ma come mai anche se lavorano tanto non fanno mai nessun progresso? Migliaia di anni e son sempre formiche! *** Il bello di Murakami è che sembra che stia parlando di niente, e invece ti consegna nelle mani un microcosmo. Toru è come una formica."
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Comments (showing 1-16 of 16) (16 new)

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message 1: by Simona (new)

Simona Bartolotta Grazie a questa recensione ti ho trovata anche su aNobii... sei "Lilie" giusto? :)
Comunque, bellissima recensione, altro libro da leggere!


Elisa Sì, sono io! :) Leggilo, è veramente bello.


Marco Tamborrino Ho messo mi piace per la citazione di Shakespeare alla fine :P


Elisa Ahah, infatti mi sembrava strano.
Be', dai, però converrai sul fatto che non è proprio vero che il libro non parla di nulla. Al di là del lato poetico che è soggettivamente relativo, nella sostanza le pagine parlano di qualcosa di concreto.


Marco Tamborrino Sì, sesso e suicidi.


Elisa Non è così superficiale, il libro ha una struttura. Il sesso non si presenta sempre nella stessa forma per una ragione precisa, e poi devi considerare il target dei personaggi. Hanno vent'anni, a vent'anni si fa parecchio sesso. E in Giappone evidentemente il tasso di suicidi tra i giovani è molto alto.


Elisa Ovviamente non voglio convincerti del mio! Ognuno ha i suoi gusti.


Luana Norwegian Wood è come una piuma di piombo che sfida la forza di gravità. Non si sa come, ma riesce a librarsi nell'aria e a farsi portare dal vento. La poesia del racconto sta nel simbolismo che copre ogni cosa. Anche un dialogo apparentemente futile si carica di simbolismi, coglie il senso fugace delle cose per un attimo e poi lo lascia scappare.

Magistrale. Tu e Murakami.


Elisa Ho chi mi consiglia i libri migliori e mi ha contagiato l'entusiasmo per la recensione post-lettura. :)


Luana La brama della recensione post-lettura è iniziata a tutte e due insieme! E poi, un giorno, quando potrò riacquistare libri (sono momentaneamente ferrea nel mio proposito)andiamo in libreria e compro cinque libri consigliati da te.


message 11: by K.D. (new) - rated it 2 stars

K.D. Absolutely This is Italian, right? Because I can understand some words.


Elisa Yes, it is! Sorry, I'm not very good at writing in English. :(


message 13: by K.D. (new) - rated it 2 stars

K.D. Absolutely It's okay. I get to practice my Italian.
I took up Basic Italian several years ago. Keep on writing so I will try to read and refresh myself. Ha ha.


Elisa Good! :) And maybe one day I'll write in English and you will correct my mistakes. Loooots of mistakes.


Marco Tamborrino Hey K.D., I may translate you some words if you can't understand them :)


message 16: by K.D. (new) - rated it 2 stars

K.D. Absolutely MARCO: Don't worry. I will bring my dictionary with me next time. At this point, I just agree with Elisa's rating.
Grazie!

ELISA: Yes, that will be nice. You writing in English and maybe someday I will also write in Italian. I have a book that contains Italian short stories that I've been dreaming of reading someday. Maybe you are the answer to my prayers that there'll be somebody who will inspire me to read that book! :)


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