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Quando il diavolo ti accarezza by Luca Tarenzi
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4247371
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May 20, 11

bookshelves: fisicamente_posseduto, preferiti, read_2011
Read in April, 2011

Bello, diverso, ironico e corposo, un romanzo che, una volta letto, lascia qualcosa e rimane fra le pieghe della mente. Luca Tarenzi è uno dei pochi autori italiani che, quando lo leggi, non percepisci ad ogni pagina quel pensiero fastidioso che dice "Sì sente che è un Italiano". E' un peccato ma, di fatto, quando leggiamo gli urban fantasy italiani è quello che ci capita, un vago sentore di inadeguatezza, di fastidio o di incompletezza che ci porta a rimugiare e a focalizzare la nostra attenzione su questo piccolo pensiero. Con Tarenzi questo non accade, mai.

E' un romanzo fantasy il suo, più paranormal che urban, ma di fatto questo autore si è cimentato in una di quelle chimere che da sempre affliggono gli autori italiani e che raramente li vede uscire vincitori dallo scontro. Non sempre è facile individuare "perchè" il lavoro urban fantasy italiano sia così inferiore eppure l'unica spiegazione che sembra possibile dare è che questa volta Tarenzi non si è limitato a raccontare una storia, magari nata come colpo d'ispirazione durante le numerose letture fatte. Luca Tarenzi ha "creato" un romanzo, si percepisce chiaramente che non sono solo "idee" buttate su carta ma che dietro ad ogni parola, ogni virgola e ogni fatto c'è uno studio, un perchè ed un motivo.

Il romanzo, anche se fosse unico e il primo di questo genere avrebbe un "perchè" e si reggerebbe da solo, sulle sue solide, per quanto insolite, fondamenta. Ecco cosa piace di Luca Tarenzi: la concretezza delle sue idee che, condivisibili o meno dal punto di vista etico religioso, hanno un fondamento inattaccabile, frutto di studi e conoscenze.

Siamo a Milano, all'autore non serve andare troppo lontano per trovare una "casa" al suo lavoro. Una Milano gotica, un po' inquietante ma realista fino all'ultimo viuzzolo. E qui, in questa mistica città, assistiamo alla nascita di Arioch, demone evocato per compiere un omicidio, evocazione che, però, verrà interrotta e che pregiudicherà tutto il resto del romanzo.

Demoni e Angeli in questo lavoro vengono analizzati sotto un profilo più profondo e complesso del semplistico "Bene contro Male". C'è qualcosa di insinuante e intrigante che spinge il lettore a riflettere, anche una volta finita l'ultima pagina. Perchè i Demoni risultano essere, paradossalmente, più "umani" e "positivi" degli stessi angeli? Libero arbitrio dell'autore? Non solo. In questo caso il demone non è considerato come un semplice fautore di dolore e morte ma come una creatura che ha scelto, che pensa e decide (anche se male) e ben diversa dalla figura rigida, lontana e passiva dell'angelo che si limita a rispettare ordini senza valutarne prima la fondatezza. L'Angelo come creatura imbrigliata dalla sua stessa natura di "servitore", umile esecutore di ordini e poco altro... Quale grandezza può esserci in una creatura che esegue semplicemente senza essere mai messa di fronte alla "scelta"? Come poter considerare la potività di queste figure se queste non sono mai chiamate a "provare" la loro bontà dato che si limitano ad eseguire come burattini dei semplici ordini?

E ancora, quanto "un bene superiore" può giustificare carneficine e morti che gli angeli sembrano compiere senza realmente comprendere la grandezza dell'atrocità commesse? A sostegno di questa teoria non viene portata semplicemente la penna dell'autore ma anche nuove interpretazione di fatti e testi esistenti e liberamente fruibili e consultabili da tutti. La stessa "decima piaga", conosciuta da tutti, può essere nuovamente rivalutata se si pensa con quanta facilità sono stati uccisi i primogeniti egiziani per punire il Faraone, dopotutto erano solamente anime pure, bambini.

Lena è una ragazza "reale", un po' svampita e fissata con i telefilm ma non per questo incline ad aprire braccia e cuore ad un demone solo perchè increidibilmente "figo"!

In definitiva un romanzo che vi consiglio molto caldamente, anche solo per avere il piacere di leggere qualcosa di squisitamente diverso, scritto con uno stile ironico, pulito e irriverente. Senza contare che stiamo parlando - Dio sia lodato! - di un romanzo autonclusivo, ambientato in Italia, scritto da un italiano e che non sembra un semplice copia incolla di altre decine di romanzi. Consigliatissimo!
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