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Giorni memorabili
by Michael Cunningham, Ivan Cotroneo
by Michael Cunningham, Ivan Cotroneo
"Siamo questo adesso. Eravamo stanchi e sfruttati, vivevamo in stanze minuscole, mangiavamo dolci di nascosto, ma adesso siamo raggianti e pieni di gloria. Non siamo più qualcuno. Siamo parte di qualcosa di più grande e meraviglioso di quanto i vivi possano immaginare."
Grande, grandissima letteratura. L'ultima fatica letteraria di M. Cunningham lo conferma come un brillante genio letterario. Ha una struttura che riprende quella di "Le ore": tre racconti, tre epoche diverse, tre voci diverse. Tre epoche distanti, soprattutto, che gli permettono di dare fondo a tutta la sua bravura. E così nel primo racconto va indietro nel tempo, dipingendo un ritratto ricco e verosimile della NY della seconda metà del diciannovesimo secolo; nel secondo si dedica al nostro presente, scavando nel profondo e mettendone in risalto l'angoscia, le violenze - è forse un caso che uno dei personaggi è un bambino kamikaze? -, per poi volger lo sguardo lontano, al futuro, mostrando una certa agilità nel muoversi anche nella fantascienza. Come ne "Le Ore" ricorre un filo conduttore: dopo Virgina Woolf, tocca al poeta W. Whitman. A rendere ancora più ricco e originale l'impiato, il gioco narrativo incentrato sui tre personaggi (un uomo, un ragazzino ed una donna), che cambiano funzioni e identità nei tre racconti, mantenendo sempre il nome ed il carattere.
Meno poetico de "Le Ore", forse, ma sempre all'altezza, sempre brillante per la ricchezza lessicale, è un romanzo maturo che lascia il segno, per la sua rinnovata e riconfermata capacità di scavare nel profondo dell'animo umano.
Grande, grandissima letteratura. L'ultima fatica letteraria di M. Cunningham lo conferma come un brillante genio letterario. Ha una struttura che riprende quella di "Le ore": tre racconti, tre epoche diverse, tre voci diverse. Tre epoche distanti, soprattutto, che gli permettono di dare fondo a tutta la sua bravura. E così nel primo racconto va indietro nel tempo, dipingendo un ritratto ricco e verosimile della NY della seconda metà del diciannovesimo secolo; nel secondo si dedica al nostro presente, scavando nel profondo e mettendone in risalto l'angoscia, le violenze - è forse un caso che uno dei personaggi è un bambino kamikaze? -, per poi volger lo sguardo lontano, al futuro, mostrando una certa agilità nel muoversi anche nella fantascienza. Come ne "Le Ore" ricorre un filo conduttore: dopo Virgina Woolf, tocca al poeta W. Whitman. A rendere ancora più ricco e originale l'impiato, il gioco narrativo incentrato sui tre personaggi (un uomo, un ragazzino ed una donna), che cambiano funzioni e identità nei tre racconti, mantenendo sempre il nome ed il carattere.
Meno poetico de "Le Ore", forse, ma sempre all'altezza, sempre brillante per la ricchezza lessicale, è un romanzo maturo che lascia il segno, per la sua rinnovata e riconfermata capacità di scavare nel profondo dell'animo umano.
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Comments (showing 1-1 of 1) (1 new)
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message 1:
by
Shawn
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Oct 14, 2012 03:43pm
Can you please tell me 3 ways that any two sections of this book both relate to a theme of Whitman from Song of Myself?3 ways that both the sections have in common, that relates to a theme of Whitman. Just having a little debate with a friend here. Any help?
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