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L'occhio dell'universo
by Arthut C. Clarke, Stephen Baxter, Stephen Baxter, Gianluigi Zuddas
by Arthut C. Clarke, Stephen Baxter, Stephen Baxter, Gianluigi Zuddas
E così la nuova Odissea nel Tempo giunge ad una conclusione. Forse.
Dopo il mediocre e banale secondo capitolo, questo terzo romanzo si presenta decisamente migliore, e non solo perché tutti i nodi finalmente vengono al pettine.
La trama si presenta ben dispiegata, equilibrata, e se anche può sembra un po' troppo priva di azione il ritmo rimane comunque incalzante.
Ciò che fa brillare comunque questo romanzo è la cura nei dettagli e la resa di tutto lo sfondo sociale-culturale-tecnologico del mondo, anzi, dei diversi mondi in cui si svolge la storia. Dalla Terra di fine XXI secolo, agli esuli terrestri su Marte, agli spaziali, che hanno scelto di vivere in piena libertà nelle stazioni spaziali, con le loro religioni pagane. Clarke, soprattutto, non manca di fornire sempre i dettagli delle sue "invenzioni", dall'ascensore spaziale all'esplorazione di Marte (tutti progetti scientifici in via di sperimentazione e ben documentati).
Un altro punto a favore è il ritorno al lontano mondo di Mir, la Terra-collage temporale del primo episodio, che qui viene recuperata, e che mostra uno sviluppo molto coerente. Ritroviamo quindi Alessandro il Macedone, ormai vecchio, ed il suo sogno di conquista mondiale.
Insomma, in questo terzo episodio della trilogia c'è davvero di tutto e di più.
Ciò che ho apprezzato particolarmente, nella narrazione, è la facilità con cui i due autori usano punti di vista particolarmente singolari: macchine intelligenti, sonde, navicelle, e persino forme di vita aliena.
Nemmeno la caratterizzazione dei personaggi è trascurata. Se alcuni appaiono appena abbozzati, per il ruolo loro richiesto, brilla invece la resa di certi personaggi e la volontà di affrontare certi temi, come quello del rapporto madre-figlia. Il che può suonare quasi rivoluzionario: siamo davanti ad un romanzo di hard sci-fi, ma c'è una fortissima componente femminile, moltissimi personaggi femminili ed una continua incursione nella psicologia femminile, in tutte le sue sfaccettature. E' un romanzo in cui ad agire sono quasi sempre donne, madri, figlie, mogli.
In definitiva, è un'ottima conclusione per una trilogia sci-fi molto originale e stimolante. Non un capolavoro, ma abbastanza degna di attenzione. Quanto al finale aperto (apertissimo!), è un classico finale alla Clarke, che persino poco prima della sua morte non ha voluto smentirsi.
Dopo il mediocre e banale secondo capitolo, questo terzo romanzo si presenta decisamente migliore, e non solo perché tutti i nodi finalmente vengono al pettine.
La trama si presenta ben dispiegata, equilibrata, e se anche può sembra un po' troppo priva di azione il ritmo rimane comunque incalzante.
Ciò che fa brillare comunque questo romanzo è la cura nei dettagli e la resa di tutto lo sfondo sociale-culturale-tecnologico del mondo, anzi, dei diversi mondi in cui si svolge la storia. Dalla Terra di fine XXI secolo, agli esuli terrestri su Marte, agli spaziali, che hanno scelto di vivere in piena libertà nelle stazioni spaziali, con le loro religioni pagane. Clarke, soprattutto, non manca di fornire sempre i dettagli delle sue "invenzioni", dall'ascensore spaziale all'esplorazione di Marte (tutti progetti scientifici in via di sperimentazione e ben documentati).
Un altro punto a favore è il ritorno al lontano mondo di Mir, la Terra-collage temporale del primo episodio, che qui viene recuperata, e che mostra uno sviluppo molto coerente. Ritroviamo quindi Alessandro il Macedone, ormai vecchio, ed il suo sogno di conquista mondiale.
Insomma, in questo terzo episodio della trilogia c'è davvero di tutto e di più.
Ciò che ho apprezzato particolarmente, nella narrazione, è la facilità con cui i due autori usano punti di vista particolarmente singolari: macchine intelligenti, sonde, navicelle, e persino forme di vita aliena.
Nemmeno la caratterizzazione dei personaggi è trascurata. Se alcuni appaiono appena abbozzati, per il ruolo loro richiesto, brilla invece la resa di certi personaggi e la volontà di affrontare certi temi, come quello del rapporto madre-figlia. Il che può suonare quasi rivoluzionario: siamo davanti ad un romanzo di hard sci-fi, ma c'è una fortissima componente femminile, moltissimi personaggi femminili ed una continua incursione nella psicologia femminile, in tutte le sue sfaccettature. E' un romanzo in cui ad agire sono quasi sempre donne, madri, figlie, mogli.
In definitiva, è un'ottima conclusione per una trilogia sci-fi molto originale e stimolante. Non un capolavoro, ma abbastanza degna di attenzione. Quanto al finale aperto (apertissimo!), è un classico finale alla Clarke, che persino poco prima della sua morte non ha voluto smentirsi.
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