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Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo by Aldous Huxley
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Jan 21, 11


Il romanzo, una fantasia avveniristica con un intreccio rudimentale, tenta di capire il trauma partendo dal principio del disincantamento del mondo, esasperandolo fino all'assurdo, ricavando l'idea della dignità umana dal riconoscimento della disumanità. Il motivo di partenza sembra essere la percezione della somiglianza di tutti i prodotti in serie, uomini o cose che siano. La metafora schopenahauriana dei prodotti di fabbrica della natura viene presa alla lettera. Greggi brulicanti di gemelli vengono prepararati nella storta, un incubo di infiniti sosia come quello che invade la vita di veglia dell'ultima fase del capitalismo, dal sorriso standardizzato e dal garbo sfornato dello charme industry. L'esperienza della singolarità, dell'hic et nunc della esperienza spontanea, già insidiata da un pezzo, viene esautorata del tutto: gli uomini non sono più soltanto consumatori dei prodotti di serie sfornati dai trast, ma paiono essi stessi prodotti dalla strapotere di questi e privi di individuazione. Lo sguardo preso dal panico, di fronte al quale le osservazioni inassimilabili vengono a pietrificarsi in allegorie della catastrofe, spezza l'illusione dell'innocua quotidianeità. Di fronte ad esso il sorriso commerciale della modella diventa ciò che in effetti è: la smorfia della vittima. Il mondo nuovo è un campo di concentramento che si crede un paradiso non essendoci nulla da contrapporgli. Se, a seguire una teoria della psicologia delle masse di Freud, il panico è quella condizione nella quale crollano delle potenti identificazioni collettive e le energie instintuali liberate si convertono in subitanea angoscia, allora l'individuo colto dal panico sarà in grado di innervare ciò che di oscuro sta alla base dell'identificazione collettiva: la falsa coscienza dei singoli i quali, privi di una perspicua solidarietà, legati ciecamente a immagini del potere, si credono d'accordo con una Totalità che li soffoca con la sua ubiquità.
Come lo stato universale del mondo nuovo non conosce differenze che non siano artificiosamente preservate fra i campi di golf e i laboratori di ricerche biologiche di Mombasa, di Londra, così l'americanismo che viene parodiato è il mondo stesso. Questo dovrebbe, secondo il motto di Berdiaev, assomogliare all'utopia che è divenuto possibile intravedere a partire dalla stadio attuale della tecnica. Se si completano i suoi tratti, esso diventa un inferno: le osservazioni sullo stadio attuale della civiltà vengono spinte dalla teleologia ad essa immanente fino all'evidenza diretta della sua atrocità.
Invece delle tre parole d'ordine della rivoluzione francese si proclama: Community, Identity e Stability. Community definisce una condizione della società in cui ogni singolo è sottoposto incondizionatamente al funzionamento del tutto, sul senso del quale nel mondo nuovo non dovrebbe essere più lecito, e nemmeno possibile, porsi interrogativi. Identity significa la cancellazione delle differenze individuali, la standardizzazione spinta fino ai fondamenti biologici. Stability la fine di ogni dinamica sociale. La situazione astutamente equilibrata si ricava per estrapolazione da certi sintomi di un'eliminazione del gioco delle forze economiche nel tardo capitalismo: una perversione del Millennio. La panacea garantita della statistica sociale è il conditioning (dalla psicologia behavoristica: dove significa la provocazione di certi riflessi o comportamenti mediante modificazioni deliberate del mondo cirocstante, attraverso il controllo di condizioni), la quale è entrata nella lingua corrente americana per indicare ogni specie di controllo scientifico delle condizioni di vita: così air conditioning è il livellamento meccanico della temperatura in spazi chiusi. In Huxley conditioning significa la completa preformazione dell'uomo a opera dell'intervento sociale che va dalla riproduzione artificiale e dalla determinazione tecnica del conscio e dell'inconscio nello stadio infantile fino al death conditioning, un allenamento che scaccia dal fanciullo la paura della morte, mostrando al fanciullo dei morti e contemporaneamente nutrendolo di dolciumi sicché associ in avvenire le due cose. L'effetto finale del conditioning, cioè dell'integrazione e della pressione e della coercizione sociali in misura assai superiori a quella conosciuta con il protestantesimo: gli uomini si rassegnano ad amare ciò che debbono fare, senza neanche più sapere rassegnarsi. Così la loro felicità viene rafforzata soggettivamente e viene mantenuto l'ordine. Tutte le rappresentazioni di un'influenza puramente esteriore della società sul singolo, per il tramite di genti come la famiglia o la psicologia appaiono superate. Ciò che alla famiglia è accaduto già oggi, viene perpetrato ai suoi danni ancora una volta, dall'altro nel mondo nuovo. Come figli della società nel senso più letterale del termine gli uomini non si trovano in un rapporto dialettico ma coincidono con essa secondo sostanza. Esponenti volontari della Totalità collettiva nella quale è stata assorbita ogni antitesi, essi sono in senso non metaforico socialmente condizionati e non già adattati al sistema dominante solo in un secondo tempo, attraverso un loro sviluppo (continua)

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