Kelanth, numquam risit ubi dracones vivunt's Reviews > Invisible monsters
Invisible monsters
by Chuck Palahniuk, Manuel Rosini
by Chuck Palahniuk, Manuel Rosini
Kelanth, numquam risit ubi dracones vivunt's review
bookshelves: narrativa
Jun 07, 11
bookshelves: narrativa
Read from June 03 to 06, 2011
Anche i migliori amici, a volte, ci fanno incazzare.
Così anche i libri dei nostri autori preferiti a volte ci deludono, così com'è successo a me con l'ultimo libro che ho letto di Palahniuk; le aspettative erano alte perchè abituato al fatto che l'autore sa come sorprendermi sempre con le sue storie straordinarie e il suo stile di scrittura crudo, diretto, imprevedibile. Per la sua manifesta superiorità nel sorprendere.
Sebbene in questo romanzo tutto ciò che ho appena descritto è presente, forse gli argomenti cominciano ad essere troppo ridondanti tra un libro e l'altro e c'è qualcosa che rende il tutto troppo assurdo e il drammatico si trasforma in qualcosa di così grottesco che anche gli spunti per una maggiore riflessione, vanno a spegnersi e a cadere.
Devo dire che dopo tutti i libri che ho letto dell'autore, il migliore probabilmente è "Soffocare", dove esiste un equilibrio tra tutte le caratteristiche dello scrittore e nessuna riesce a superare l'altra, rendendo il tutto particolare, ma senza l'estremismo che ho trovato in questo romanzo.
La prima parte della storia è piuttosto confusa e di difficile lettura, mentre il finale a "rotto di collo" svilisce la profondità delle riflessioni a cui voleva portarci Palahniuk, che come sempre nei sui libri fanno da sfondo alle sue storie.
La caratteristica dell'autore è proprio la possibilità che regala al lettore di provare a rompere gli schemi e provare a pensare in maniera diversa.
Mi piace molto la sua originalità di scrittura e di inventiva, ma qui, vuoi anche per i protagonisti coì portati all'estremo e al grottesco, gioca troppo a sfavore del resto.
Peccato.
http://kelanthsblog.blogspot.com/
Così anche i libri dei nostri autori preferiti a volte ci deludono, così com'è successo a me con l'ultimo libro che ho letto di Palahniuk; le aspettative erano alte perchè abituato al fatto che l'autore sa come sorprendermi sempre con le sue storie straordinarie e il suo stile di scrittura crudo, diretto, imprevedibile. Per la sua manifesta superiorità nel sorprendere.
Sebbene in questo romanzo tutto ciò che ho appena descritto è presente, forse gli argomenti cominciano ad essere troppo ridondanti tra un libro e l'altro e c'è qualcosa che rende il tutto troppo assurdo e il drammatico si trasforma in qualcosa di così grottesco che anche gli spunti per una maggiore riflessione, vanno a spegnersi e a cadere.
Devo dire che dopo tutti i libri che ho letto dell'autore, il migliore probabilmente è "Soffocare", dove esiste un equilibrio tra tutte le caratteristiche dello scrittore e nessuna riesce a superare l'altra, rendendo il tutto particolare, ma senza l'estremismo che ho trovato in questo romanzo.
La prima parte della storia è piuttosto confusa e di difficile lettura, mentre il finale a "rotto di collo" svilisce la profondità delle riflessioni a cui voleva portarci Palahniuk, che come sempre nei sui libri fanno da sfondo alle sue storie.
La caratteristica dell'autore è proprio la possibilità che regala al lettore di provare a rompere gli schemi e provare a pensare in maniera diversa.
Mi piace molto la sua originalità di scrittura e di inventiva, ma qui, vuoi anche per i protagonisti coì portati all'estremo e al grottesco, gioca troppo a sfavore del resto.
Peccato.
http://kelanthsblog.blogspot.com/
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“All God does is watch us and kill us when we get boring. We must never, ever be boring.”
― Chuck Palahniuk, Invisible Monsters
― Chuck Palahniuk, Invisible Monsters
Reading Progress
| 06/05/2011 | page 58 |
|
26.0% | "Il primo Palahniuk che non mi sta prendendo." |
