Tanabrus's Reviews > La spada spezzata

La spada spezzata by Poul Anderson
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Mar 10, 15

bookshelves: fantasy, read_2008, release_1954
Read in August, 2008 — I own a copy, read count: 1

** spoiler alert ** Ci troviamo in Inghilterra, al tempo in cui i vichinghi attraversavano il mare per fare razzie e depredare le coste inglesi. Ma inglesi e vichinghi sono solo il punto di partenza della storia, e ben presto finiscono sullo sfondo.
La storia vera si svolge nel mondo fatato, che coesiste con il mondo comune ma che gli umani non riescono a vedere. Dove gli umani vedono una montagna impervia, in realtà c’è il castello del re degli Elfi, ad esempio.
Direttamente dalla mitologia nordica, rivivono in queste pagine elfi e nani, goblin e troll, leprecauni e folletti.
E su tutti loro incombono, possenti, gli Dèi. Gli Asi, le divinità Asgardiane dei vichinghi, ed i loro eterni nemici, i giganti del ghiaccio.

La storia

Tutto comincia con un condottiero vichingo, Orm, che si impadronisce di alcuni territori in Inghilterra e vi prende dimora. Una delle persone cacciate dalle proprie terre è una strega, che voterà il resto della propria esistenza alla vendetta contro quell’uomo e la sua discendenza.
Accade così che la strega riveli al conte degli elfi, Imric, che in quella casa era stato concepito un bambino non ancora battezzato.
L’elfo allora decide di rapirlo, come sovente fanno gli elfi, e di sostituirlo con un figlio generato per questo morivo sul momento con la figlia del re dei troll – sua prigioniera.
Così il figlio dell’elfo e del troll cresce in mezzo ai vichinghi, scontroso e violento, mentre Skafloc viene allevato alla corte degli elfi, divenendo forte e valoroso, capace di operare le magie degli elfi e di muoversi come loro.

Motivazione

Sulle prime può apparire strano che l’elfo, appena saputo del bambino, si dia tanto da fare per rapirlo. Ma col tempo viene data una spiegazione a questo.
Gli elfi, così come i troll, non possono toccare il ferro. Per le armi e le armature utilizzano altre leghe, che però non eguagliano certo la potenza del ferro. Fosse per loro, rapirebbero molti più infanti crescendoli come elfi -per quanto mortali- ma devono ormai muoversi con cautela, lasciando un figlio sostitutivo identico all’originale nell’aspetto.
Questo per evitare che gli umani scoprano l’accaduto ed invochino il Cristo Bianco, il nuovo Dio che era giunto in Inghilterra e che, al solo invocarlo, costringeva alla fuga le creature fatate.
Elfi

Comunque, per quanto il libro sia contemporaneo del Signore degli Anelli e abbia attinto alle stesse fonti, poichè rimane più attinente alla mitologia possiamo scordarci gli elfi buoni e gentili di Tolkien.
Qui gli elfi sono privi di anima, incuranti degli umani, incapaci di amare -o almeno, quasi sempre incapaci di amare-. Sono guerrieri formidabili, desiderosi di conquiste e razzie, pieni di schiavi e di prigionieri.
Elfi e troll, come abitudini di vita, sono molto simili tra loro, e praticamente identici ai vichinghi che periodicamente salpavano con le loro navi per fare razzie ed incursioni.
Rimangono comunque i movimenti leggiadri ed inumanamente eleganti degli elfi e le loro potentissime magie.

Skafloc, Valgard e Freda

Le macchinazioni della strega, e il volere delle Norne, porteranno alla contrapposizione tra i due ragazzi.
Skafloc, divenuto un condottiero degli elfi, armato col ferro e privo di alcunchè di umano; e Valgard, il figlio scambiato, mezzo elfo e mezzo troll, allevato dagli umani.
Valgard arriverà a uccidere il padre ed i fratelli, e nel tentativo di ottenere potere e vendetta nei confronti degli elfi porterà in dono al re dei troll -suo nonno- le proprie sorelle. Per uno scherzo del destino sarà Skafloc, alla testa di un gruppo di incursione elfico, a salvare la sorella Freda.
I due però ignoreranno di essere fratelli, e ben presto si innamoreranno perdutamente l’uno dell’altra. La cosa non sarà mai un problema per Skafloc, abituato alle usanze elfiche, ma per la cristiana Freda la rivelazione risulterà sconvolgente, spingendola ad allontanarsi dall’amato fratello.

Tyrfing

La spada cui il romanzo deve il titolo è Tyrfing, la spada che nella mitologia nordica avrebbe reciso le radici di Yggdrasil. Spada che Thor, per prevenire tale catastrofe, aveva spezzato e che Odino porta agli elfi come dono per la nascita di Skafloc.
Nel momento più buio, quando i troll avranno invaso le terre degli elfi e la speranza sembrerà ormai destinata a scomparire, Skafloc intraprenderà un lungo e pericoloso viaggio nelle terre dei Giganti per far riforgiare la spada spezzata. Una spada che trasuda malvagità, che una volta estratta esige del sangue. Una spada che quando viene impugnata rende invincibile il suo proprietario, dandogli forza, lucidità, desiderio di violenza.
Una spada che per molti versi si può vedere coma la progenitrice di Luttuosa e Tempestosa, le malvage spade magiche gemelle di Elric di Melnibonè.
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