Tanabrus's Reviews > La corona di spade

La corona di spade by Robert Jordan
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4582860
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Mar 09, 15

bookshelves: fantasy, read_2009, release_1996, la-ruota-del-tempo
Read in July, 2009 — I own a copy, read count: 1

** spoiler alert ** La ruota del tempo è senza dubbio una delle mie serie preferite.
Pubblicata da Fanucci assieme alla serie di Goodkind La spada della verità, le avevo cominciate praticamente insieme prendendo il primo libro delle due serie. Poi queste serie ho preso a seguirla finendo rapidamente gli arretrati disponibili in economica e attendendo un anno per ogni nuova uscita, mentre la saga di Goodkind era già quasi tutta disponibile e purtroppo me la sono letta tutta a cavallo della fine dello scorso anno.

Perchè nominare Goodkind?
Perchè a parte qualche vaga somiglianza -Aes Sedai e Depositarie, Fanciulle e Mord-Sith, dimensioni dei libri- volevo sottolineare un aspetto fondamentale di questi libri di Jordan.
E cioè che malgrado le dimensioni non sono mai un allungare il brodo.
La vicenda -le vicende, anzi- continuano a dipanarsi linearmente, senza intralci e senza contraddizioni. La scrittura di Jordan poi non faceva certo annoiare, e quasi non si sentono le centinaia di pagine.

Certo, in questo libro non accade granchè e la maggior parte degli avvenimenti grossi li troviano verso la fine.
Ma non vuol dire che il resto del libro sia divagazioni e perdite di tempo. Il resto del libro è la storia, segue il fluire degli eventi.
Ed è così corposo perchè non c’è una sola storia da seguire… c’è Rand, certo, ma ci sono anche le vicende degli altri ta’veren da seguire. Le vicende dei Reietti. Le vicende di Egwenw, quelle di Elayne e Nynaeve, quelle di Elaida alla Torre, quelle degli Aiel Shaido… e nessuno viene trattato frettolosamente, nessuno viene solo abbozzato. Tutti sono personaggi veri, con storie vere. Tutti sono egualmente importanti nel disegno complessivo, nella Trama, e Jordan dà a tutti il giusto peso.

L’unico appunto che posso fare è l’assenza di un riassunto all’inizio del libro.
Perchè il volume precedente l’avevo letto a febbraio 2008, questo l’ho letto a qualche mese dall’uscita in libreria… e ricordavo ben poco, diciamocelo chiaramente.
E il fatto che questo libro cominci prima della fine del precedente non aiuta di certo…

Il volume precedente era finito con la liberazione di Rand dalle Aes Sedai della Torre, con molte fazioni che si erano riunite nel luogo dello scontro.
Questo comincia con gli Aiel Shaido di Sevanna che progettano l’assalto alle Aes Sedai per sottrargli Rand. E ovviamente la mia confusione è salita a livelli assurdi, visto che mi sembrava di ricordare che Rand fosse ormai libero.
Ho anche dato una lettura veloce alle ultime pagine de Il signore del caos per averne conferma.

E la stessa confusione si ripresentava, comunque, ogni qual volta si passava a una diversa locazione, o comparivano personaggi che magari non ricordavo benissimo. Passava presto, mentre leggevo ricordavo, comunque era vagamente fastidiosa questa sensazione.

Ma in questo libro, allora, cosa succede?

Rand è libero dalle Aes Sedai della Torre, e i suoi uomini ne hanno catturato un buon numero assieme a moltissimi Aiel Shaido. Principalmente ora Rand deve trovare il modo di mantenere il controllo su Cairhien in attesa che Mat gli porti Elayne. E nel frattempo prepara la guerra contro Sammael in Illian. Inoltre diventa sempre più arrogante e sicuro di sè, ma al contempo è anche terrorizzato dai ricordi di Lewis, che teme essere solo una sua fantasia dovuta alla pazzia.

Perrin mantiene tutto sommato un basso profilo, mentre al contrario Mat a Ebou Dar ha il suo bel daffare nel tenere d’occhio Nynaeve e sopratutto Elayne, che prima o poi dovrà trovare il modo di portare da Rand perchè possa metterla sul trono. Le due Aes Sedai infatti sono ancora impegnate nella ricerca della Scodella dei venti per porre fine alla siccità scatenata dal Tenebroso, ma i problemi non mancano.
A partire dagli Amici delle Tenebre arrivati in città e a caccia anche loro del potente artefatto, passando per le altre Aes Sedai che vorrebbero mettere le mani su Mat e ignorano le sue due amiche, fino ad arrivare alla regina Tylin e ai suoi progetti sul ta’veren.
Tutti comunque ottengono delle importanti, piccole conquiste: il totale rispetto delle altre Aes Sedai, l’accordo con il Popolo del Mare, il ricongiungimento con Lan, più considerazione da parte di Elayne e Nynaeve per Mat e i suoi uomini.

Sul fronte Aes Sedai, invece, Egwene continua a lottare contro le sue compagne per ottenere il rispetto dovuto all’Amyrlin mentre alla Torre Elaida agisce con troppa superbia come suo solito finendo dritta nella ragnatela dell’Ajah Nera.
I Reietti infine continuano ad avere l’ordine di non attaccare il Drago e intanto portano avanti i loro piani per ottenere la supremazia sugli altri.

Una cosa interessante di questo volume è il fatto che l’essere ta’veren sta cominciando ad agire sempre più con efficacia, influenzando pesantemente le decisioni degli altri. E lo fa sia con Rand che con Mat, probabilmente questo acuirsi del potere di ta’veren è dovuto all’avvicinarsi dell’ultima battaglia.

Infine, proprio quando si poteva pensare che non succedesse praticamente nulla… lo scontro con un Reietto e con Padan Fain, il ritrovamento della Scodella, il ritorno dei Seanchan, Shaidar Haran, e il misterioso uomo che aiuta Rand nel finale e che ho un certo sospetto su chi possa essere, la corona di spade.
Un finale col botto, senza dubbio, ora però mi tocca aspettare febbraio per leggermi Il sentiero dei pugnali… sono quasi tentato di prendere i restanti volumi nell’altra edizione fregandomene del fatto che questi sette libri siano tutti nell’edizione economica.
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