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Il mio nome è Rosso by Orhan Pamuk
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4544028
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Nov 15, 10

bookshelves: medioriente

Ho impiegato un po’ di pagine ad entrare nel mondo descritto in questo libro; un escursus storico fra i miniaturisti del ‘500 in Turchia e nelle aree limitrofe con numerosi ed interessanti riferimenti ai kanati dell’Asia centrale, all’antica Persia e alle figure mitiche di sultani e condottieri. La scrittura di Pamuk è densa, ripetitiva, quasi claustrofobica, la realtà narrata è lontana oltreché nel tempo, anche nello spazio: l’oriente del mondo islamico difficile da afferrare per noi occidentali.

La contrapposizione, cara all’autore, fra vecchio e nuovo, la necessità di guardare avanti senza perdere i legami con il passato, in questo caso nell’arte ma più in generale nel confronto con il mondo occidentale, sono il tema dominante. La sfida dell’autore mi sembra proprio questa: trovare il modo di descrivere e far comprendere le differenze per trovare una via di dialogo, un confronto che ponga l’accento sulle similitudini piuttosto che sulle insanabili contrapposizioni, mostrando le nefaste conseguenze di un agire che segua il diktat dell’intolleranza.

Interessante la struttura che dà voce ai molti protagonisti, anche se non apprezzo particolarmente il racconto in prima persona con il coinvolgimento diretto del lettore, piccolo neo che non inficia la bellezza del libro.
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