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La miglior vendetta
by Elizabeth George, Linda De Angelis
by Elizabeth George, Linda De Angelis
La seconda avventura della strana coppia Linley-Havers è molto diversa dalla prima, per numerosi motivi.
Innanzitutto la diversità e complementarietà dei due due protagonisti è qui fortemente sottolineata, fino a renderla elemento risolutore dell'intero caso: un espediente molto azzeccato, che permette di far crescere il rapporto fra i due colleghi.
L'ambientazione: la Scozia, un castello e un delitto "da stanza chiusa" che può piacere anche agli amanti del giallo più tradizionale.
I comprimari, se così si possono chiamare, sono figure fisse, che assumono a seconda delle situazioni un ruolo a volte da spalla, a volte da protagonisti... si viene così a creare una rosa di personaggi, ristretta ma sufficientemente varia, che a turno si trovano in posizione di protagonista o comprimario, creando un ingranaggio assolutamente ben oliato e che evita di stancare.
E, dulcis in fundo, la debolezza: qui Linley, un uomo tutto d'un pezzo, dalle notevoli qualità investigative, viene usato dalla polizia per il più bieco dei motivi, l'insabbiamento, e risulta inoltre ottenebrato nel suo fine ragionamento (il perché lo scoprirete solo leggendolo, ma non è così difficilmente intuibile). Mentre Linley si scopre qui debole, è la Havers (che di solito è messa più in disparte) a prendere le redini e ad aiutarlo a risolvere veramente il caso..
La George sta evidentemente cercando di costruire tutte le premesse per dare luogo ad una coppia investigativa forte, solida, che si nutre delle enormi differenze per riuscire a scandagliare, su più fronti, le sfaccettature dell'animo umano, e degli orrori di cui si rende capace.
Innanzitutto la diversità e complementarietà dei due due protagonisti è qui fortemente sottolineata, fino a renderla elemento risolutore dell'intero caso: un espediente molto azzeccato, che permette di far crescere il rapporto fra i due colleghi.
L'ambientazione: la Scozia, un castello e un delitto "da stanza chiusa" che può piacere anche agli amanti del giallo più tradizionale.
I comprimari, se così si possono chiamare, sono figure fisse, che assumono a seconda delle situazioni un ruolo a volte da spalla, a volte da protagonisti... si viene così a creare una rosa di personaggi, ristretta ma sufficientemente varia, che a turno si trovano in posizione di protagonista o comprimario, creando un ingranaggio assolutamente ben oliato e che evita di stancare.
E, dulcis in fundo, la debolezza: qui Linley, un uomo tutto d'un pezzo, dalle notevoli qualità investigative, viene usato dalla polizia per il più bieco dei motivi, l'insabbiamento, e risulta inoltre ottenebrato nel suo fine ragionamento (il perché lo scoprirete solo leggendolo, ma non è così difficilmente intuibile). Mentre Linley si scopre qui debole, è la Havers (che di solito è messa più in disparte) a prendere le redini e ad aiutarlo a risolvere veramente il caso..
La George sta evidentemente cercando di costruire tutte le premesse per dare luogo ad una coppia investigativa forte, solida, che si nutre delle enormi differenze per riuscire a scandagliare, su più fronti, le sfaccettature dell'animo umano, e degli orrori di cui si rende capace.
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message 1:
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jo
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rated it 1 star
Mar 27, 2011 07:23am
bella recensione!
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