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Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte by Karl Marx

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4535892
's review
Nov 14, 10

bookshelves: storia, saggistica
Read in January, 1970

Cronaca serrata e analisi illuminante del processo di dissoluzione che colpì la Seconda Repubblica francese (nata nel 1848) e ne provocò la morte sotto il colpo di Stato del dicembre 1851 di Luigi Bonaparte (l’impero sarà proclamato solo nel 1852).
Marx descrive le forze in campo – “partito dell’ordine” (monarchici legittimisti e orleanisti: repubblicani controvoglia), borghesi repubblicani “puri”, Montagna democratica, proletariato… –, i loro conflitti, le fughe in avanti, i voltafaccia, le alleanze, le contraddizioni; le tensioni fra i rappresentanti parlamentari e le classi sociali che li hanno eletti, animate dai loro concreti interessi economici; e poi lo scontro fra potere legislativo e potere esecutivo.
Il tutto incorniciato da ironia, immagini vivaci, battute e animato dalla straordinaria capacità di scolpire i protagonisti – singoli o gruppi – nei loro tratti essenziali (e talvolta caricaturali).

Davvero affascinante la descrizione dello sviluppo in Francia dell’apparato di governo (esecutivo, pubblica amministrazione ecc.) e dell’importanza che esso acquista nella lotta per il potere.
«Questo potere esecutivo, con la sua enorme organizzazione burocratica e militare, col suo meccanismo statale complicato e artificiale, con un esercito di impiegati di mezzo milione accanto a un altro esercito di mezzo milione di soldati, questo spaventoso corpo parassitario che avvolge come un involucro il corpo della società francese e ne ostruisce tutti i pori, si costituì nel periodo della monarchia assoluta […]. Ogni interesse comune veniva subito staccato dalla società e contrapposto a essa come interesse generale, più alto, strappato all’iniziativa individuale dei membri della società e trasformato in oggetto di attività del governo, a partire dai ponti, dagli edifici scolastici e dai beni comunali del più piccolo villaggio, sino alle ferrovie, al patrimonio nazionale e all’Università nazionale di Francia. […] Tutti i rivolgimenti politici non fecero che perfezionare questa macchina, invece di spezzarla. I partiti che successivamente lottarono per il potere considerarono il possesso di questo enorme edificio dello Stato come il bottino principale del vincitore».
Nella persona di Luigi Bonaparte sarà proprio il potere esecutivo a trionfare sul parlamento.
«Ma la rivoluzione va fino al fondo delle cose. Sta ancora attraversando il purgatorio. Lavora con metodo. Fino al 2 dicembre 1851 non ha condotto a termine che la prima metà della sua preparazione; ora sta compiendo l’altra metà. Prima ha elaborato alla perfezione il potere parlamentare, per poterlo rovesciare. Ora che ha raggiunto questo risultato, essa spinge alla perfezione il potere esecutivo, lo riduce alla sua espressione più pura, lo isola, se lo pone di fronte come l’unico ostacolo, per concentrare contro di essa tutte le sue forze di distruzione. E quando la rivoluzione avrà condotto a termine questa seconda metà del suo lavoro preparatorio, l’Europa balzerà dal suo seggio e griderà: Ben scavato, vecchia talpa!».
Riflessione affascinante, oggi che il governo, sotto forma di welfare, burocrazia, servizi di sicurezza, è ovunque. Di forze rivoluzionarie che predichino con un minimo di credibilità e concretezza un’autonomia della società, il ritorno della vita in mano alla vita, non si vede però neanche l’ombra. Ma chissà che una talpa…


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