Calvino ce la fa sempre. Calvino ci frega sempre. Le cose sembrano avere un senso, solo che quel senso non ti piace poi così tanto. Ti annoia e ad ogni...moreCalvino ce la fa sempre. Calvino ci frega sempre. Le cose sembrano avere un senso, solo che quel senso non ti piace poi così tanto. Ti annoia e ad ogni capitolo speri che al caro Cosimo non succeda più nulla di degno d'essere raccontato, che stia finendo. Poi arrivano le ultime cinque righe e Calvino riesce a farti piacere anche il senso di tutto il resto. Calvino è l'uomo delle ultime parole, riesce a farti amare tutto quanto. Altro che finale a sorpresa.(less)
Siete in campagna, distesi sull'erba, e sentite un usignolo cantare. Beatamente lo ascoltate e, altrettanto beatamente, vi addormentate. Ora immaginate...moreSiete in campagna, distesi sull'erba, e sentite un usignolo cantare. Beatamente lo ascoltate e, altrettanto beatamente, vi addormentate. Ora immaginate che sia mattina presto e che tale usignolo riprenda a cantare svegliandovi, interrompendo i vostri sogni, rovinandovi la pace trovata: cosa fareste? Non pensereste, forse, per un solo secondo, di metterlo a tacere? In fondo si tratta solamente di un uccello.
Dimenticate tutto quello che ho scritto finora, perché non ha niente a che fare con la trama di un libro. Sostituite l'usignolo con un uomo, sostituite voi stessi con un uomo bianco, sostituite il canto dell'usignolo con il suo colore di pelle: nero. Finché il nero aiuta il bianco è piacevole averlo attorno, ma quando la presenza del nero disturba quella del bianco allora è giusto toglierlo di torno: in fondo si tratta solamente di un nero. Non tutti i bianchi, però, la pensano così.
Scout Finch è la figlia di Atticus Finch, un avvocato della cittadina di Maycomb, in Alabama, nel 1935. Scout vede suo padre svolgere con costanza e integrità il suo lavoro anche quando si trova a dover difendere un uomo di colore accusato di aver violentato una ragazza bianca. Come avviene che, nonostante appaia palese agli occhi di tutti l'innocenza dell'imputato, nessuno sembri tollerare il fatto che Atticus lo difenda veramente, invece di mandarlo in carcere? Dov'è, in fondo, il limite del razzismo, il limite dell'intolleranza, il limite del pregiudizio? Quando una bambina giustifica un suo compagno di classe per via del suo cognome, quando si ha paura di avvicinarsi alla casa di un vicino perché tutti lo ritengono pazzo, quando un bianco, nonostante tratti i figli in maniera bestiale, viene comunque giudicato superiore ad un onesto lavoratore nero dove inizia e dove finisce il pregiudizio? (less)
Questo mio primo approccio con Sir Doyle e con il suo Sherlock mi ha fatto venir voglia di chiedermi che senso avesse non averlo mai letto prima. Che...moreQuesto mio primo approccio con Sir Doyle e con il suo Sherlock mi ha fatto venir voglia di chiedermi che senso avesse non averlo mai letto prima. Che senso avesse dire che non mi piacevano i gialli se non avevo mai letto nulla di Sherlock. Che senso avesse supporre di conoscere le capacità deduttive prima di entrare a contatto con la deduzione holmesiana. Sherlock Holmes è arrogate, saccente, ma incredibilmente intelligente. Devo ammetterlo, lo invidio: vorrei essere Sherlock. Per fortuna, però, Doyle è stato così scaltro da inserire accanto a Holmes un personaggio col quale tutti possano identificarsi: il caro Dottor Watson. (less)
L'idea di leggere Jane Eyre non mi aveva mai attirata particolarmente, soprattutto per il fatto che non mi andava di fare un confronto tra Charlotte e...moreL'idea di leggere Jane Eyre non mi aveva mai attirata particolarmente, soprattutto per il fatto che non mi andava di fare un confronto tra Charlotte e la sorella Emily. Ora che ho finito la lettura, devo ammettere che un confronto non esiste. Lo stile adottato da Charlotte è decisamente differente, così come la sua propensione per un lieto fine che già si delineava arrivati a metà del libro. La storia è interessante, le descrizioni ricche ed evocative, i personaggi ben definiti e ricchi di particolari. Nella trama, di per sé, non mancano alcune immagini un po' oscure che sembravano interessare anche la sorella Emily, seppure queste siano presenti in Jane Eyre in misura molto inferiore. Mi piacciono i romanzi che si sviluppano seguendo gran parte dell'esigenza del protagonista, e Jane Eyre è uno di questi. La troviamo bambina nelle prime pagine e lei ci guida, con mano paziente, attraverso tutta la splendida vita. Alle volte, però, il personaggio di Jane non mi è piaciuto tantissimo. Mi sembrava che le sue azioni e anche i suoi pensieri stridessero con quelli avuti in precedenza, come se la Jane che in quelle pagine avevo conosciuto non fosse la vera Jane, e quando un romanzo è narrato in prima persona questo solitamente non dovrebbe accadere. Ma, dicevo, è accaduto solo qualche volta e, per il resto, Jane mi è piaciuta molto, perché non è una ragazza che cerca di esser buona a tutti i costi ma, anzi, cerca di essere sempre sincera.(less)
Sono le cose che questo libro mi ha lasciato. Sono i momenti di paura prima dell'interrogazione, e delle interminabili serate passate a ripassare i ca...moreSono le cose che questo libro mi ha lasciato. Sono i momenti di paura prima dell'interrogazione, e delle interminabili serate passate a ripassare i capitoli per il giorno successivo. Avevo scritto una lunghissima review, ma l'ho cancellata: non ha bisogno di altro, neanche dei ricordi che non c'è bisogno di condividere.(less)
Sublime. Irriverente. Geniale. Solitamente le 5 stelline le riservo ai quei romanzi per i quali provo un certo valore affettivo, che ho riletto più vo...moreSublime. Irriverente. Geniale. Solitamente le 5 stelline le riservo ai quei romanzi per i quali provo un certo valore affettivo, che ho riletto più volte o che so che rileggerò più volte. Romanzi che sono diventanti come degli migliori amici o che lo diventeranno. Probabilmente non rileggerò Il Profumo, perché penso che sia uno di quei libri che ti rimangono talmente impressi da non aver bisogno di un rilettura per essere meglio compresi. Ma passiamo a lui. Passiamo a Jean-Baptiste Grenuille. Questo personaggio è geniale, coerente con sé stesso dall'inizio alla fine, magnificamente descritto, terribilmente dissacrante e macabro al punto giusto. Questo libro non è un libro leggero, non è neanche un libro per stomaci leggeri. Ma non preoccupatevi, nonostante io abbia il sonno leggero, in quel caso non da complicazioni. Non voglio dirvi troppo, non leggete la trama e astenetevi persino dal leggere il sottotitolo che in alcune edizioni compare. Da prima di metà libro io avevo già intuito come sarebbe andata la faccenda, e quando il tutto tardava ad andare come supponevo io, mi sono sentita quasi tradita, messa in secondo piano, quasi giudicata inferiore e ignorante. Ebbene sì, proprio così. Non come quando si legge un giallo supponendo di conoscere il colpevole e poi ci si sbaglia: no, questa volta mi sentivo quasi offesa. Perché è tale il coinvolgimento che da questo libro, tale da leggerlo in spiaggia alle due del pomeriggio mentre i termometri misurano più di 40°, tale da svegliarsi mezz'ora prima la mattina solamente per poter leggere qualche pagina. Eppure, ora non sono più delusa, perché le mie supposizioni iniziali si sono rivelate veritiere! E, nonostante ciò, quasi differenti, stupefacenti, geniali. Leggetelo, perché questo libro vi stupirà completamente.
Mentre leggevo alcune parti, mi veniva da sorridere. Il mio vecchio professore di Biologia diceva sempre che noi non amiamo col cuore, amiamo col cervello. Che sono solamente impulsi elettrici. Che lui, su un albero, non incideva un cuore con le iniziali, ma un cervello. Grenuille vi proverà che sì, è tutta questione di cervello e di impulsi, ma in particolar modo di profumi. E che, in ogni caso, non si ama una persona, non si ama un corpo, un cervello, un pensiero, un sorriso. Si possono amare solo i profumi, per Grenuille. (less)
Questo libro è magico. Non perché parli di magia, se con magia si intende qualcosa di straordinario e fuori dal comune. Le sorelle Bennet sono ragazze...moreQuesto libro è magico. Non perché parli di magia, se con magia si intende qualcosa di straordinario e fuori dal comune. Le sorelle Bennet sono ragazze normali, anche l'intelligentissima Elizabeth, la loro famiglia e le famiglie a loro vicine sono famiglie composte da persone normali. Mr Darcy è un uomo normale, con tutti i pregiudizi di quel periodo e l'orgoglio di un uomo di ottima famiglia. Se si parla di persone o di società, questo è un romanzo totalmente disincantato. Il titolo stesso non è casuale, perché i due protagonisti si fanno consumare dall'orgoglio e dal pregiudizio, ma si sapranno anche riscattare. Eppure, dicevo, è un libro magico. E' un libro che resta. E' uno di quei libri dei quali non si può fare a meno di ricordare alcune frasi a memoria, di ridere quando i personaggi ridono, piangere quando piangono, sentirsi parte di un mondo completamente diverso da quello attuale, eppure così reale.
La mia copia italiana del libro - bellissima, con la copertina rigida ed un dipinto splendido - si è persa chissà dove, tra tutti i libri e le librerie di casa. Non potevo più vivere senza un po' delle signorine, della signora e del signor Bennet prima di andare a dormire. Così, quando ho trovato quest'edizione Penguin, con un font piccolissimo e le pagine finissime, ma a un prezzo ridicolo (poco più di 2 euro, se non vado errando) in una libreria di Dublino - o forse di Bray - non ho potuto fare a meno di comprarla, sapendo che non avrebbe fatto aumentare di troppo il peso della mia valigia. In più, aveva una semplicissima copertina verde pisello col titolo bianco (no, non è la stessa copertina che viene riportata qui su goodreads, nonostante l'isbn sia lo stesso): una cosa così accecante che non ci sarei mai passata sopra, se non fosse stato per l'amore nei confronti di questo libro.(less)
Inizialmente questo libro mi è piaciuto. Arrivata al lunghissimo e terribilmente noioso capitolo di più di 100 pagine sull'attività commerciale penso...moreInizialmente questo libro mi è piaciuto. Arrivata al lunghissimo e terribilmente noioso capitolo di più di 100 pagine sull'attività commerciale penso che l'avrei buttato nella libreria senza più aprirlo, se non fosse stato che dovevo leggerlo per scuola. Fortunatamente c'era l'obbligo scolastico a tenermici legata, perché altrimenti non avrei provato la splendida sensazione di attaccarmici come una patella allo scoglio nelle ultime pagine. Sopravvivete alle noiosissime pagine su una fallimentare attività commerciale e su delle fallimentari azioni di borsa, e arrivate alla fine. Sarò sincera, se non avessi avuto l'obbligo, magari avrei saltato a piè pari quel capitolo... Inoltre, è abbastanza lento, vista la lunghezza dei capitoli, che solitamente si attesta tra le 50 e le 100 pagine per capitolo. Non di certo una lettura estiva, ma ce lo vedo bene nelle fredde giornate invernali, quando si è stanchi dopo ore e ore di lavoro o di studio. E sì, io purtroppo lo lessi ad agosto. (less)
Letto per una comparazione - ovvia - con 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis', del quale in ogni caso ho letto solo corposi estratti sul libro di lette...moreLetto per una comparazione - ovvia - con 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis', del quale in ogni caso ho letto solo corposi estratti sul libro di letteratura. Simili l'uno all'altro, entrambi intensi, sofferti, angoscianti. Pagina dopo pagina, viene quasi voglia di chiuderlo e di non riaprirlo più, soprattutto se già si sa come andrà a finire, perché l'angoscia sale ad ogni parola, la voglia di fermare tutto, di far capire al protagonista che ci può sempre essere un modo per essere felici, anche se magari noi stessi non ne siamo convinti. Diventa quasi un amico che vogliamo salvare, che vogliamo portare a riva, trascinare via dalla tormenta.
Perché quattro stelline e non cinque? Non lo so. In fondo, questo personaggio non mi ha pienamente convinto, per tutto il romanzo ho sentito quasi che c'era qualcosa che gli mancava, un pezzo di puzzle perso da qualche parte. Una sensazione assolutamente personale, che non vuole togliere nulla a questo capolavoro.(less)
"Non mi viene una sola parola di conforto. Tu meriti questo. Ti sei uccisa da sola. Sì, puoi baciarmi, e piangere; e strapparmi baci e lacrime; essi saranno la tua rovina... la tua dannazione."
Diciamo le cose come stanno: Catherine e Heathcliff sono due persone orribili, sono meschini, manipolatori, cattivi, egoisti, fin troppo portati per il dramma, egocentrici e spesso insensibili. Perciò smettiamola di tentare di trovare umanità in dei personaggi che non ne hanno neanche un briciolo. Nella realtà nessuno è mai o tutto bianco o tutto nero, nessuno è mai solo buono o solo cattivo, ma la realtà non è razionale. La letteratura, invece, deve esserlo. E, nonostante un'impressione superficiale, i due protagonisti risultano costruiti in maniera razionale: completamente crudeli e meschini. Che sia per via di un passato terribile e burrascoso, questo non importa: giustificarli non ha senso, cercare di trovare bontà in dei personaggi che sono perfetti proprio perché non ne dimostrano sarebbe una contraddizione. Eppure, hanno qualcos'altro in comune: l'amore che provano l'uno per l'altra. E sì, è certo: si meriterebbero di stare assieme, visti i loro caratteri.
Presentato così, Cime tempestose sembra un libro terribile, eppure è l'esatto contrario. E' fantastico. I personaggi sono interessantissimi, cupi, dannati, condannati a delle vite terribili in parte causate dalla famiglia, in parte dalle loro stesse azioni, sono pieni di un amore triste, oscuro, quasi macabro. Delle persone che non provano amore nei confronti dei propri figli forse potrebbero riscattarsi considerando l'amore che provano l'uno per l'altra, eppure non è così: il loro amore è così oscuro che non può essere giudicato nell'ambito della bontà. Si amano e si odiano, e si odiano soprattutto perché si amano, vogliono ferirsi perché l'amore è stato ferito. E solamente due persone così possono capirsi a vicenda: l'uno, senza l'altro, è nulla.
"Lui è più me stessa di quanto non lo sia io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono la medesima cosa; e quella di Linton è diversa quanto un raggio di luna da un lampo, o il gelo dal fuoco."
Per capire che una rosa, un principe venuto da un pianeta lontano, una volpe e un uomo che si perde nel deserto non sono molto differenti dalle person...morePer capire che una rosa, un principe venuto da un pianeta lontano, una volpe e un uomo che si perde nel deserto non sono molto differenti dalle persone che incontriamo tutti i giorni. Per capire che amare qualcuno, nonostante non sia perfetto, e amarlo con tutta l'anima è normale. Per capire che nonostante ci sentiamo strani quando dobbiamo abituarci alla presenza di qualcuno, e che ci piace quel senso di eccitazione e di ansia quando stiamo per incontrare qualcuno che è importante per noi, non siamo solo noi a provarlo. Un libro ottimo per l'infanzia, perché fa capire tante cose, perché ti fa sentire meno diverso - o forse più diverso dagli altri, ma non solo: perché anche il principe, la rosa, la volpe e l'uomo perduto nel deserto sono come te. Un libro che letto da grandi fa capire l'importanza che hanno i sentimenti, la fantasia, i tramonti, la malinconia, la nostalgia, il mettersi in gioco e aprire il cuore a nuove persone e a nuove avventure. E' un libro che non è mai scontato, è un libro che fa breccia nel cuore, di quelli che se te lo vedi davanti prima di andare a dormire è la fine, perché dovrai rileggertelo tutto prima che arrivi il mattino.. (less)
Va sicuramente tra i miei libri preferiti. Bello, davvero bello, ho amato e odiato Anna con un'intensità che ho provato per veramente pochi personaggi....moreVa sicuramente tra i miei libri preferiti. Bello, davvero bello, ho amato e odiato Anna con un'intensità che ho provato per veramente pochi personaggi. Ho adorato Levin, amato immensamente Vronskij, apprezzato e detestato Karenin... Il problema? Tutti quei capitoli dedicati alla caccia, al lavoro della campagna... Insomma, letti davvero a fatica!(less)
“Nulla vi apparteneva, se non quei pochi centimetri cubi che avevate dentro il cranio.”
1984 è un libro che va digerito. Non è una lettura d'evasione...more
“Nulla vi apparteneva, se non quei pochi centimetri cubi che avevate dentro il cranio.”
1984 è un libro che va digerito. Non è una lettura d'evasione e non è neanche un libro piacevole nel senso comune del termine. Non conosce un lieto fine, non conosce momenti di vera gioia e anche la speranza non viene mai sola, ma sempre accompagnata dal terrore e dalla certezza di un futuro dal quale non si può sfuggire. Ogni desiderio, ogni pensiero libero, ogni parola, persino ogni legge fisica è annullata, cancellata da quello che il Partito ha deciso.
“Perfino quando si usa la parola bipensiero è necessario ricorrere al bipensiero. Nel farne uso, infatti, si ammette di manipolare la realtà, ma con un novello colpo di bipensiero si cancella questa consapevolezza, e così via, all'infinito, con la menzogna in costante posizione di vantaggio rispetto alla verità.”
1984 trascina in un mondo impossibile, ma probabile. Un mondo dal quale non si può che rimanere spaventati, terrorizzati, esterrefatti mentre si leggono con sguardo incredulo pagine di un qualcosa che non vorremo mai che avvenisse. George Orwell era uno scrittore di sinistra di forte ispirazione marxista. Le sue speranze verso la rivoluzione e il regime comunista cadono in frantumi non solo con il comunismo sovietico, ma anche dopo la sua esperienza nella guerra civile spagnola, riguardo alla quale scrive Homage to Catalonia.
“Ogni riga di lavoro serio che ho scritto dal 1936 a questa parte è stata scritta, direttamente o indirettamente, contro il totalitarismo e a favore del socialismo democratico, per come la vedo io.”
E' il 1949: Eric Arthur Blair - George Orwell - pubblica 1984 e, dopo qualche settimana, muore. Chissà perché, mi viene in mente una foto dove lui sorride affianco alla scritta 'BBC'. Orwell non ha mai potuto vedere quali emozioni il suo capolavoro ha dato, quali sono state le reazioni dei lettori, non ha mai potuto ridere davanti all'errore di stampa che per anni ha tormentato il suo romanzo. Orwell è morto qualche settimana dopo aver scritto 1984 ma, probabilmente, già sapeva che sarebbe diventato una Bibbia per molte persone.
Non mi voglio dilungare ancora, perché potrei aprire il documento che ho in una cartelletta dispersa nel mio computer e copia-incollare qui quelle trenta pagine di analisi, di parallelismi, di accenni storici, di confronto con altre teorie del controllo che mi sono costate mesi di lavoro. Ma non lo farò perché, come ho detto prima, 1984 è un libro che va digerito. E non si è mai sentito di nessuno capace di digerire con l'intestino che sta dentro la pancia di un'altra persona.(less)