Quando eravamo piccole, Scarlett ed io eravamo convintissime di essere state una persona sola nella pancia della mamma. Credevamo che a un certo punto...moreQuando eravamo piccole, Scarlett ed io eravamo convintissime di essere state una persona sola nella pancia della mamma. Credevamo che a un certo punto lei avesse voluto nascere e io rimanere. Così il nostro cuore aveva dovuto essere diviso in due in modo che lei potesse nascere prima. Solo qualche anno dopo io mi ero fatta abbastanza coraggio per arrivare al mondo. Nelle nostre testoline la cosa aveva perfettamente senso.
Cacciatrici (Sisters Red è il titolo orginale) è il primo romanzo autoconclusivo della trilogia urban fantasy di Jackson Pearce. Un nuovo young adult nel panorama editoriale italiano, un nuovo romanzo che spera di poter cavalcare la prolifica onda di successo che sembra aver investito le nostre librerie dove, da qualche anno, chiedere un “fantasy” è praticamente come chiedere uno “young adult”.
Questa volta, però, accanto alla promessa di “un buon libro”, troviamo anche delle conferme che arrivano veloci e decisive non appena entriamo nel cuore della storia che, fortunatamente, non si fa attendere troppo.
Cacciatrici è un ottimo romanzo, frutto dell’abile penna di Jackson Pearce, in grado di incantare fin dalle prime pagine con le sue tinte dark, drammatiche e cariche di suspance.
Due sorelle, un cuore solo diviso a metà come sono solite raccontare, e un destino impresso a sangue sulle loro anime e sul volto sfigurato di Scarlett. Un monito eterno, in memoria di un debito di vita, di un’unione di sangue che travalica il normale affetto fra sorelle ed una consapevolezza che deriva dalla conoscenza.
Scarlett e Rosie erano ancora due bambine molto piccole quando casa loro fu attaccata da un Fenris che, dopo aver ucciso la nonna che si prendeva cura di loro, decise di mangiarsi, letteralmente, anche le due ragazzine terrorizzate. E fu in quel momento che Scarlett, la maggiore, decise di proteggere la sorellina facendole scudo con il suo corpo e rimanendo irrimediabilmente e crudelmente segnata a vita.
La vita di Scarlett, da quel momento, si trasforma in un caleidoscopio di emozioni violente, il rosso del sangue di sua nonna la tormenta e l’unica cosa che sembra darle pace è la caccia. Entrambe le sorelle, infatti, diventeranno a breve due abili cacciatrici dei “lupi”, dei Fenris, armate di coltelli ed una mantella rossa che riesce ad attirare l’attenzione dei predatori come un faro nella notte.
È ormai chiaro che l’autrice ha voluto ripresentarci una favola che tutti ben conosciamo, ma ce la presenta vestita di tinte molto cupe e con un approfondimento psicologico che, se paragonato all’azione, fa veramente da padrone.
Saranno infatti i pensieri di Rosie e Scarlett, alternandosi capitolo per capitolo, a trasportarci nella loro “missione di crescita”. Le due sorelle, unite da un debito di vita e da un cuore solo, stanno crescendo e si renderanno conto, che lo vogliano o meno, che sono diverse e come due individui dovranno vivere per sempre.
Scarlett, che dopo l’incidente crede di non aver più nulla se non l’obbligo di salvare le altre ragazze affinché nessun altro debba piangere per una figlia, nipote o sorella perduta, e Rosie, che ama sua sorella in modo viscerale ma che si rende conto di non poter vivere di sola caccia e vuole altro dalla vita. Vuole Silas, il socio di sua sorella e unico amico che continua a stare accanto alle ragazze da dopo la grande tragedia.
È qua che il romanzo si avvicina pericolosamente, almeno in apparenza, al solito romanzo young adult con l’ennesimo triangolo amoroso. A Rosie piace Silas, ma a Silas piace Rosie? Come dire, poi, a Scarlett, per la quale la loro unica ragione di vita dovrebbe essere cacciare i Fenris e salvare vite, che Rosie vuole qualcosa di diverso? Come rompere questo piccolo nucleo familiare fondato sull’amore, un amore viscerale e possessivo come quello provato da Scarlett verso Rosie, la sorellina per la quale ha quasi dato la vita anni prima, o come quello provato da Rosie verso Silas?
Ci allontaniamo dunque dal pericolo del solito triangolo per sprofondare nell’amara realtà dei sentimenti di affetto, rabbia, invidia, gelosia e coraggio di queste ragazze, che si trovano ad essere apparentemente separate da un ragazzo, ma che in realtà non stanno facendo altro che affrontare una battaglia diversa. Scarlett, con la sua anima da cacciatrice, verso una razza che le ha deturpato per sempre l’esistenza e nei confronti di una responsabilità che sente di non poter accantonare. Rosie ,da parte sua, si trova a combattere con il senso di obbligo che prova verso la sorella che le ha salvato la vita, e non riesce nemmeno a pensare di poterla deludere abbandonando la caccia.
Leggiamo, pagina dopo pagina, questa battaglia silente che riapre ferite ormai credute rimarginate e sorridiamo leggermente quando qualche piccolo cliché si verifica immancabilmente senza minacciare, però, il valore del romanzo.
L’azione è sempre presente, nonostante sia un libro fortemente introspettivo; la caccia ed “il grande confronto” fra Cacciatori e Fenris sono comunque ben strutturate e descritte.
Alla fine un po’ di amarezza permane, ma non c’è delusione di fronte a questo epilogo che consegna le chiavi della speranza solo a qualcuno. Come tutte le vere “favole” di una volta, non può esistere un vero lieto fine ma ci resta la speranza di veder l’animo di Scarlett, un giorno, placato dalla sua sete.
La vita non può essere solo “cacciare”, non è tutta lì. Per una volta, anche noi diamo ragione a Silas.(less)
“Rebel” di Alexandra Adornetto è il primo romanzo di una nuova trilogia (cui seguiranno Hades e Heaven), fortemente attesa e voluta da molti blogger e...more“Rebel” di Alexandra Adornetto è il primo romanzo di una nuova trilogia (cui seguiranno Hades e Heaven), fortemente attesa e voluta da molti blogger e lettori italiani e più volte presente nelle varie rubriche settimanali di “avvistamenti” di romanzi stranieri.
Dunque, come spesso accade, di fronte ad una incredibile attesa e a grandi aspettative il rischio di rimanere delusi è in agguato.
In questo caso i lettori non rimarranno sicuramente delusi ma, piuttosto, poco colpiti. Purtroppo, il romanzo non ci presenta molto di nuovo, originale o quantomeno divertente. Risulta una piacevole lettura ma, in sottofondo, ci si ritrova continuamente a fare paragoni o scacciare la fastidiosa sensazione di “già letto, già visto”.
Lo schema è sempre lo stesso: amore soprannaturale (in questo caso angelo + uomo) contrastato da tutto e tutti, perfino dai "piani Alti" anche se, questa volta, questo amore era stato previsto e da alcuni perfino sperato. Come già detto, poco di innovativo, ma certamente molto dipende dal bagaglio di letture che ognuno di noi ha alle spalle.
L’elemento più originale del romanzo è presentato dall’inversione dei ruoli che comunemente vedono come essere soprannaturale l’uomo e come “umano” la donna. In "Rebel" abbiamo un angioletto alle prime armi, che si ritrova per una missione sulla Terra e che si infatua e poi innamora di un ragazzo dal passato piuttosto doloroso.
È molto dolce e simpatico leggere del periodo di adattamento di Bethany nella nuova scuola, nonché nel suo nuovo e scintillante corpo da teenager. È imbranata e un po’ impacciata; complessivamente risulta subito simpatica, ma sa anche di “già letto”: sembra che oggi non possa esistere una protagonista che non sia imbranata, sensibile e fragile.
Xavier è l’incarnazione perfetta del protagonista maschile dolce, comprensivo, affascinante e abbastanza tutto d’un pezzo da attirare molte occhiate ammirate.
Ad affiancare Bethany in questa sua “missione in Terra” ci sono Gabriel, il condottiero, e Ivy, la guaritrice. Gabriel è stato caratterizzato molto bene dato che incarna – se così possiamo dire – perfettamente il suo essere angelo. Anche se molti non saranno d’accordo, di fatto Gabriel è un guerriero angelico dagli innumerevoli anni ed è quindi facile rivederlo nelle vesti di un ragazzo un po’ freddo ma anche logico e indipendente. Nulla sembra toccarlo e sopra ogni altra cosa per lui c’è la “Missione”. In altre parole è come molti di noi immaginano la figura altera e forse perfino un po’ fredda dell’Angelo dei Cieli Superiori.
Molto divertente è anche l’amica di Bethany: Molly. Un personaggio che ha decisamente del potenziale da sfruttare; risulterà impossibile non affezionarcisi. Come sarà impossibile non arrivare ad odiare il “Cattivo” (non scriviamo il nome per non rovinare la lettura) che non si arrenderà mai, disposto a tutto pur di distruggere l’amore dei ragazzi e per avere Bethany. È innamorato di lei? No, la vuole, fine dei giochi. È solamente una questione di possesso e corruzione e questo, fortunatamente, ci allontana dal classico triangolo amoroso con l’eterna indecisa al centro che non sa quale “belloccio” della situazione scegliere. Bethany lo sa perfettamente e non mancherà di farlo notare al “Cattivo”.
Peccato che i pettegolezzi, quando c’è amore, riescono sempre a sfondare delle porte aperte – anche se non dovrebbe essere così – e si creerà comunque qualche scompiglio fra i due innamorati…
Il libro è stato scritto da una giovanissima autrice del 1992 e, in tutta onestà, ritroviamo chiaramente in lei le capacità di una scrittrice che, con gli anni, potrà puntare in alto, sempre più in alto. Lo stile c’è, è innegabile, ed è elegante e molto accurato. I personaggi sono stati caratterizzati bene e, nonostante alcune volte abbiano avuto dei comportamenti troppo stereotipati e sfruttati negli young adult, riescono comunque a “vivere” autonomamente senza sembrare dei burattini in mano all’autore.
In definitiva l’autrice è riuscita, nonostante la giovane età, a produrre un lavoro decisamente ammirevole che, in un periodo meno saturo di young adult angelici avrebbe senza dubbio ottenuto più consensi.
Molto probabilmente è veramente arrivata l’ora, per l’editoria, di rallentare e puntare verso qualcosa di meno inflazionato, lasciarsi qualche “colpo in canna” per i prossimi anni, per tenere vivo il settore young adult angelico e, allo stesso tempo, lasciare il tempo ai lettori di smaltire e concentrarsi su altri argomenti, disintossicandosi un po’.(less)
Con nostra immensa sorpresa, la casa editrice Fanucci ci ha gentilmente inviato (in anteprima) il romanzo “La Cacciatrice di Anime” di Darynda Jones:...moreCon nostra immensa sorpresa, la casa editrice Fanucci ci ha gentilmente inviato (in anteprima) il romanzo “La Cacciatrice di Anime” di Darynda Jones: primo romanzo di una nuova trilogia urban fantasy tutta al femminile, in pubblicazione proprio questo mese.
È un romanzo d’esordio che ha fatto molto parlare di sé, e con toni piuttosto entusiastici visto che è riuscito a vincere molti premi letterali a breve tempo dalla sua uscita. Lo stile accattivante e irriverente dell’autrice è riuscito a conquistare immediatamente una marea di consensi in America arrivando in tempi da record anche in Italia, visto che in genere prima di 20 anni le traduzioni da noi non riescono ad arrivare. Per qualcuno, il romanzo ricorda il famoso telefilm fantasy “Ghost Whisperer”; per altri, lo stile dell’autrice ricorda vagamente quello della fantastica Janet Evanovich (Serie Stephanie Plum, edito TEA in Italia fino al quinto volume) e in realtà è possibile trovare qualcosa della pasticciona e catastrofica Stephanie in Charley ma lo stile della Jones è decisamente più sagace e, spesso, adorabilmente polemico. Divertente e squisito, un romanzo che, contrariamente alla norma che vede i libri troppo acclamati come immense delusioni, riesce a conquistare immediatamente il lettore.
Charley, la protagonista, è una giovane donna molto speciale. Infatti, non si sà per quale motivo (o almeno non subito!), vive contemporaneamente su due piani paralleli: quello dei vivi e quello dei morti. In poche parole, Charley vive, parla e interagisce con i morti da quando era una bambina piccolissima.
Il suo compito, a conti fatti, è quello di far “passar oltre” le anime dei defunti, farli passare oltre la Luce. E, anche in questo caso, l’autrice ci fornirà una bella e originale versione del concetto di “Luce” che, credetemi, vi piacerà.
Il romanzo è scritto in prima persona ed è Charley a raccontarci la sua incredibile, pasticciata e caotica vita. Sprofondare nei suoi pensieri, persino quando si autoflagella bonariamente, è veramente uno spasso; ritrovarsi all’ultima pagina del romanzo è fin troppo facile e veloce, benché siano 400 pagine. È una protagonista matura, scanzonata, irriverente, un po’ incasinata e decisamente disattenta, praticamente impossibile non amarla.
Passa la sua vita a risolvere le questioni “in sospeso” dei fantasmi che ha il piacere (?) di conoscere e, visto che per il mondo paranormale la donna appare come un faro in mezzo alla tempesta, passa praticamente tutta la sua vita circondata da fantasmi che vogliono qualcosa da lei. Appendere un cartello alla porta del bagno per tenerli lontano dalla sua piccola zona privata sembra necessario e le maniere forti essenziali, quando ci capita qualche fantasmino un po’ troppo zelante.
I parenti la sfruttano per la sua piccola marcia in più quando si tratta di risolvere omicidi (farsi dire direttamente dalla vittima il colpevole potrebbe essere considerato anche un vantaggio ingiusto ma comunque piuttosto utile!); la sua vita è praticamente un casino e, come se non bastasse, un’Entità la segue, spaventa, salva, terrorizza e seduce da… praticamente sempre!
In poche parole, abbiamo fra le mani un urban fantasy con molto humor, un tocco di thriller e una spolverata di romance contornato da un co-protagonista veramente speciale! Bellissimo, magnetico, intrigante, terrificante ma anche sensuale e pericoloso. Il tutto senza quasi mai dire una parola, vorrei aggiungere!
Trama ben costruita e dalle basi accattivanti, con una dose di suspense e azione ben equilibrati; personaggi – primari e secondari – ben costruiti e caratterizzati al meglio senza eccezioni; stile narrativo coinvolgente e ben tradotto… E, se aggiungiamo che la copertina è stata (per una volta!) mantenuta nella sua veste grafica originale, possiamo dire che è un romanzo da non lasciarsi scappare assolutamente! Uno di quei romanzi che, una volta finito, vi farà scalpitare ansiosamente dal bisogno di avere fra le mani il seguito. Possiamo dire che, oltretutto, l’autrice è stata anche molto equilibrata nell’evitarci un’altra interminabile saga, visto che si tratta di una trilogia.(less)
2 stelle? 3 stelle? 2 1/2, non si può avere? Okay, facciamo 3.
Carino, senza dubbio, ma fortemente stereotipato sotto molti punti vista (salvo che stav...more2 stelle? 3 stelle? 2 1/2, non si può avere? Okay, facciamo 3.
Carino, senza dubbio, ma fortemente stereotipato sotto molti punti vista (salvo che stavolta la protagonista non è una fatina/elfo ma un troll, anche se figa) e abbastanza lento.
Nelle ultime pagine avremo l'unico picco di avventura che risolleverà le sorti dell'intero romanzo, e non è poco!
Finn è irritante e stereotipato da morire, Wendy ha più sbalzi d'umore di una donna in stato interessante e la Madre (sì, la M maiuscola ha un suo perchè) scatena la vuolenza dei lettori in modo talmente naturale che è perfino allarmante. Unico personaggio che merità davvero le cinque stelle è Kim, la madre adottiva di Wendy.
In definitiva un romanzo di avvio trilogia (ma và? Chi l'avrebbe mai detto...) abbastanza sottotono ma, sapete che c'è?... Il sequel è da leggere. Io lo leggerò.(less)
Il 28 Agosto si avvicina inesorabile e, con esso, la fine di un estate che ci sta facendo uscire tutti letteralmente di testa per il caldo afoso che i...moreIl 28 Agosto si avvicina inesorabile e, con esso, la fine di un estate che ci sta facendo uscire tutti letteralmente di testa per il caldo afoso che imperversa senza pietà. Per molti la fine di agosto significa l’attenuarsi di queste temperature tropicali, per gli altri – i lettori -, la fine del mese significa avere la possibilità finalmente di stringere fra le mani questo piccolo gioiello narrativo, di cui molti avranno certamente sentito parlare.
L’età dei miracoli è, senza dubbio, uno dei libri rivelazione young adult (YA) dell’estate 2012. Un romanzo distopico arrivato in Italia grazie alla riscoperta di un genere portato alla ribalta da libri come Matched (Ally Condie), Hunger Games (Suzanne Collins) e Divergent (Veronica Roth) nei mesi passati. Qua però non si parla semplicemente di un distopico d’eccezione, anche perché se proprio si dovesse trovare un termine appropriato per catalogare questo romanzo potremmo definirlo come un “apocalittico”, qua si parla di un romanzo che riesce a narrare e a mettere a confronto l’enormità di un processo degenerativo terrestre portandolo allo stesso livello dell’enormità di un processo di crescita adolescenziale.
La terra sta rallentando il suo continuo vorticare intorno al sole e su se stessa, la terra si sta fermando e, nella vita di Julia, le cose cominciano a cambiare per forza del “rallentamento” e per via del suo addentrarsi nell'età della transizione: l'adolescenza. Sta crescendo in mezzo al rallentamento e, mentre tutto il mondo intorno a lei impazzisce e deve fare i conti con gli effetti del rallentamento (gli uccelli non riescono più a volare, giornate di 50 ore, la sindrome del rallentamento, persone che impazziscono, la gravità che cambia…), lei si ritrova a dover affrontare i normali problemi di una ragazzina della sua età. I problemi del mondo perciò finiscono spesso per essere in secondo piano rispetto al tradimento della sua migliore amica Hanna, al ragazzo che le piace ma con il quale non ha mai parlato e con lo sfaldarsi della sua, fino ad allora, famiglia felice.
La vita rallenta intorno a lei, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio e il genere umano si adatta a questo nuovo, e diverso, modo di vivere, ma per Julia non è realmente importante andare a letto quando sorge il sole o andare a scuola in piena notte e vedere l’alba a fine mattinata. Per lei, e per tutti i ragazzi nell’età dei miracoli, la vita ha un’altra prospettiva, un’altra profondità…
Ed ecco che l’autrice ci porta nel microcosmo di Julia con la delicatezza di un sussurro e ci mostra come la follia dilagante si ripercuote su questa ragazza che cerca con tutte le sue forze di vivere la sua normalità, la sua vita. Non ci sono eroi, non ci sono draghi da sconfiggere o principi da rincorrere; ci sono solamente le pagine di una giovane vita che lotta per la sopravvivenza.
Si mostra così il vero punto di forza di questo romanzo, conquistando l’anima, pagina dopo pagina. Mentre leggiamo le paure di questa ragazzina che vede gli uccelli cadere a terra disorientati e morire, che vede il giorno confondersi e scambiarsi con la notte, che vede gli adulti intorno a lei perdere la calma e lentamente soccombere al cambiamento… Ecco che Julia, con i suoi sentimenti, le sue calme riflessioni, ci mostra come sta crescendo, come sta sopravvivendo al rallentamento. Come sta lasciando la sua giovane età per entrare in quella adulta.
La metafora fra il rallentamento e l’adolescenza appare allora lampante in ogni sua più cruenta sfumatura. Il caos, la paura, il dolore, l’inadeguatezza di doversi adeguare ad un nuovo ritmo, ad un nuovo mondo. Tutto appare tragicamente diverso da ciò che era stato e, allo stesso tempo, così sventatamente eccitante. Molto del vecchio “essere” non sopravvive al cambiamento, qualcosa viene protetto e trascinato nell’età adulta e molto altro viene a formarsi nel tempo.
È cambiamento. È rinascita. È crescita.
È quindi la “crescita” la vera protagonista di questo romanzo che non si mostra più al lettore come un “distopico”, un “apocalittico” o altro. La Crescita ci viene narrata dalla Walker con incredibile destrezza e con il tocco delicato di una madre fra le pieghe di un romanzo che vuole avvolgerti dolcemente e portarti oltre la disperazione di una fine del mondo annunciata, verso la speranza.
L’accentramento completo dell’attenzione del lettore su Julia, grazie soprattutto alla narrazione in prima persona, ha causato uno svilimento dei personaggi secondari che, nonostante le potenzialità, non sono riusciti a risaltare con la stessa luminosità della protagonista. Non è importante, però, perché appare chiaro fin dalle prime pagine che il disastro del rallentamento e la vita quotidiana di Julia non sono altro che un mezzo che l’autrice usa per arrivare più lontano, molto più lontano.
Nonostante i temi trattati siano molti e anche piuttosto complessi, questo libro si è rivelato una lettura piacevole e interessante, anche se un po’ malinconica per chi riesce a leggere oltre la semplice storia di Julia; assolutamente da consigliare a giovani e adulti. Una piccola perla che merita di essere custodita e, magari, anche più di una lettura a distanza di anni: senza dubbio potrebbe rivelare delle sorprese.(less)