Chi meglio di un indigeno antropologo può presentarti la Calabria? I brani che Minervino raccoglie in questo ebook hanno come protagonisti viaggiatori...moreChi meglio di un indigeno antropologo può presentarti la Calabria? I brani che Minervino raccoglie in questo ebook hanno come protagonisti viaggiatori del passato che si sono innamorati di questa Regione, calabresi illustri e meno illustri, non calabresi che sputano sentenze, racconti autobiografici. Sempre tentano di dare risposte alla decadenza culturale e ambientale che ha stravolto, nel tempo recente, quelle che erano le bellezze naturali, artistiche e paesaggistiche e, soprattutto, le abitudini sociali sconvolte dal consumismo e dalla speculazione che fagocita ogni rispetto per gli uomini e per le cose. Riesce l'autore a darci delle risposte soddisfacenti alle cause di tale degrado? No. Non è solo la 'ndrangheta. E se non ci riesce lui figuriamoci noi, che della Calabria riusciamo a farci un'idea solo dai media. Possiamo solo paragonare quello che è avvenuto anche qui al Nord negli ultimi 30-40 anni e per la Regione del Sud immaginare l'intensità centuplicata.
Traspare dai reportage una profonda nostalgia e un'impotenza, che a volte prende anche il viaggiatore vacanziero di fronte alle discrasie comportamentali, come ad esempio, le diverse attenzioni tra la cosa pubblica e la cosa privata.
Forse ho dipinto con tinte un po' troppo scure e, invece, la lettura è gradevole, scorrevole, le storie sono belle perché vere. Ci appartengono.(less)
Il titolo non dà merito a questo manuale indirizzato a "giovani" -18-25 anni?- "scrittori" -ma anche per lettori e spettatori-; forse si intendeva chi...moreIl titolo non dà merito a questo manuale indirizzato a "giovani" -18-25 anni?- "scrittori" -ma anche per lettori e spettatori-; forse si intendeva chi approccia alla scrittura? Sarebbe limitativo. Sta di fatto che lo consiglio per tutte le età a prescindere che si scriva o meno. Infatti, è una carrellata sulle diverse tecniche scrittorie nei diversi campi artistici dove la caratteristica espressiva di ciascuno condiziona, negli spazi e nei tempi, il modo di scrivere i testi. Così l'autore affronta le tecniche del romanzo, del racconto, dei testi teatrali, del cinema, della radio e della televisione, svelando le tecniche della fiction, della sceneggiatura, della drammaturgia e, per finire, della comicità alla quale dedica il capitolo finale.
L'approccio, pur essendo manualistico, è narrato con esempi concreti frutto dell'esperienza dell'autore, con rimandi ad opere letterarie e visuali note, dalle quali si può partire per imparare a leggere con occhio più attento e, nel mio caso, con un tantino di competenza critica in più con indicatori oggettivi, oltre il semplice giudizio estetico generale.
Riporto questa citazione sulla quale riflettere che mi sembra possa sintetizzare la finalità di chi scrive:
Il vero si può riprodurre solo con il falso
(Ma chi ancora non ha fatto da sè la stessa considerazione?)(less)
Sorprendente. Mauro mi chiede di leggere questo ebook e mai più mi sarei aspettata che, oltre ad essere un bravo saggista -avevo letto ed apprezzato i...moreSorprendente. Mauro mi chiede di leggere questo ebook e mai più mi sarei aspettata che, oltre ad essere un bravo saggista -avevo letto ed apprezzato il suo Elogio degli ebook- sapesse scrivere un romanzo così gradevole, fatto di flussi di coscienza alla romagnola. Profondo, spesso divertente, ma con azzeccata introspezione psicologica; sì, perché si parla di una dipendenza, quella sessuale, facile da soddisfare ma che, nel tempo, porta all'inibizione e all'annichilirsi di ogni emozione. Il termine tantra nel titolo richiama la pratica yoga al quale noi occidentali diamo erroneamente valenza quantitativa. E' invece per il protagonista un percorso per accedere alla sacralità della sessualità, quasi risalendo dei chakra ideali, che nel libro sono i capitoli titolati: body, hearth, mind, soul e energy.
Più in generale un'analisi del non senso delle azioni dettate dai giochi di potere, dal conformismo che spinge al ribasso la stima di sè e dall'inutilità di pratiche terapeutiche se non veicolate dall'umanità e dall'affetto.
Ce ne sono quattro da meno di 15', quattro da 10', quattro da meno di 5', quattro da meno di 3' e quattro da meno di 1'. Sono racconti erotici che Inac...moreCe ne sono quattro da meno di 15', quattro da 10', quattro da meno di 5', quattro da meno di 3' e quattro da meno di 1'. Sono racconti erotici che Inachis Io titola "Sveltine" proprio perché scandite dal tempo scenico, anche se la lettura richiede qualche minuto in più, proprio perché l'autore dipana con abilità stilistica le situazioni ora crude, ora più romantiche, a volte poetice, ma mai volgari di incontri amorosi in svariati contesti.
Avevo già apprezzato la raccolta 5 sensi +1; il racconto che mi è piaciuto di più di questa è iSex, un po' sci-fi, ma, forse, non troppo.(less)
Il titolo del libro sembrerebbe orientare ad un romanzo che tratti di trasgressione e, invece, è un saggio molto ben documentato su come i sette pecca...moreIl titolo del libro sembrerebbe orientare ad un romanzo che tratti di trasgressione e, invece, è un saggio molto ben documentato su come i sette peccati capitali non rechino sempre danni a sè e agli altri. Questi sono, nell'elenco definito nel VII secolo da Gregorio Magno e secondo l'ordine di gravità: lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia e superbia, classifica stilata per il buon comportamento dei monaci e del clero. L'autore ne analizza ciascuno, riportando test psicologi e diagnosi di imaging per verificare se i comportamenti che mostrano questi atteggiamenti mentali, siano sempre e solo negativi. La risposta per tutti quanti è che, ciò che viene classificato come peccato presente in dosi accettabili, è invece spesso uno stimolo al miglioramento delle proprie capacità cognitive ed emozionali.
Personalmente ho trovato molto interessante la trattazione dell'accidia a cui le ultime scoperte di neuroscienza, attribuiscono un potere di intensificazione, durante il riposo, di alcune attività neurali fondamentali che condizionano positivamente il nostro stato di coscienza e di presunta razionalità. Altra è la superbia con le sue sottocategorie, dove si impara a prestare attenzione a messaggi del corpo e del look che possono inconsciamente condizionare il giudizio sugli altri. Ma tutte sono altrettanto interessanti.
Il messaggio finale è quello di tolleranza ed accettazione di piccoli peccati perché sono elementi di diversificazione personale e sociale che ci rendono unici.
Farò un discorso serissimo. Alla fine di ogni anno scolastico l'addetta di settore ci chiede quanto del nostro tempo abbiamo speso per la formazione e...moreFarò un discorso serissimo. Alla fine di ogni anno scolastico l'addetta di settore ci chiede quanto del nostro tempo abbiamo speso per la formazione e l'aggiornamento. Ecco, questo gioiellino di ebook è proprio quello che mi serviva per farmi un'idea un po' più precisa sul web marketing fatto dai blogger. Il motivo è perché con altri colleghi, il prossimo anno scolastico, gestirò una classe IV di Istituto Economico che sarà "cl@sse 2.0", nella cui progettualità ho fatto rientrare anche queste forme di pubblicità di prodotti e servizi con i nuovi strumenti del web.
Nella relazione su queto libro che presenterò, non potrò certo usare il tono scanzonato, ma allo stesso tempo preciso e analitico, della Benini, con frasi del tipo: "insegnerò ai miei studenti a fare le markette", ma spiegherò che queste modalità comunicative non possono più passare inosservate e rimanere allo stato semibrado, così come il ruolo degli influencer, attori fondamentali per migliorare la diffusione della conoscenza di beni e servizi, in tutti i settori commerciali.
Consiglio in ogni caso la lettura a tutti coloro che bazzicano i social network, perché è un modo per capire come decodificare alcuni messaggi pubblicitari, più o meno espliciti, e quindi di riflesso imparare ad usare meglio quegli strumenti, anche a proprio vantaggio.
P.S. Mi è piaciuto anche il riferimento alla chiarezza dei ruoli esplicitato nel libro di eFFe I book blog. Editoria e lavoro culturale che ho letto, del quale condivido le proposte.(less)
Una Domenica pomeriggio quando hai voglia di distrarti un po', o leggi Topolino, oppure scarichi questo ebook sapendo benissimo che il punto di domand...moreUna Domenica pomeriggio quando hai voglia di distrarti un po', o leggi Topolino, oppure scarichi questo ebook sapendo benissimo che il punto di domanda finale nel titolo non ha risposta e probabilmente non l'avrà mai. Così, tanto per passare un'oretta.(less)
Primo romanzo che leggo di Roth. L'argomento è un'epidemia di poliomielite che si diffonde tra i ragazzini che frequentano un campo estivo, nel 1944, q...morePrimo romanzo che leggo di Roth. L'argomento è un'epidemia di poliomielite che si diffonde tra i ragazzini che frequentano un campo estivo, nel 1944, quando ancora non esisteva il vaccino. Protagonista è un insegnante di Educazione Fisica che rappresenta salute, dinamicità, attenzione educativa, ma le cui vicende personali, anche legate agli eventi contingenti, saranno segnate in maniera indelebile.
Il tema concettuale del libro è, però, il rapporto con il Dio ebreo il cui ruolo è messo in discussione, fino a rappresentarlo come diabolico e lontano dalla pur minima compassione verso ciò che sta accadendo al suo popolo, agisce casualmente senza giustizia o nemesi. A differenza di altre situazioni narrative in cui compare il tema della colpa, e mi riferisco in particolare al cinema di Woody Allen, dove quella è riassorbita e neutralizzata dagli alibi che di volta in volta scagionano i colpevoli, l'indifferenza divina percepita dal protagonista gli ricade addosso come un macigno ed egli si accolla tutta la responsabilità di ciò che accade a sè e agli altri.
Roth scrive e descrive con impareggiabile fluidità e capacità psicologica introspettiva la personalità in evoluzione del personaggio, con passaggi alterni, dall'infanzia dura alla morbidezza della scoperta dell'amore, fino alla chiusura coriacea del seguito.
Flash: leggendo il libro mi sono tornati in mente i poster affissi nella mia scuola elementare che ritraevano ragazzini/e con tutori alle gambe e in cui si invitava alla vaccinazione contro la poliomielite. Cercavo di evitare di guardarli perché mi suscitavano raccapriccio. Adesso che ho letto questo libro, il cui protagonista faceva il mio stesso lavoro, realizzo che per tanti sopravvissuti a questa malattia così devastante, la vita deve essere stata un vero inferno terreno.(less)
Letto volentieri questo di eFFe che ho avuto il piacere di conoscere sia online, sia di persona: ragazzo simpatico, festoso e, come si può immaginare,...moreLetto volentieri questo di eFFe che ho avuto il piacere di conoscere sia online, sia di persona: ragazzo simpatico, festoso e, come si può immaginare, appassionato di libri.
eFFe in queste poche pagine che si leggono di volata, ci racconta un paio di cose, la prima riguarda un discorso sui book blog come si evince dl titolo, la seconda, invece, narra di come ha deciso, dopo un paio di tentativi non riusciti presso editori, di pubblicare questo libro in selfpublishing.
Vado nell'ordine partendo dalla prima parte, in particolare sulla accorata ed un tantino romantica richiesta dell'autore di fare chiarezza sul ruolo che hanno alcuni blogger che propongono recensioni di libri, circa la commistione che hanno con le case editrici e che determina confusione nel ruolo degli stessi: sono dilettanti? Sono professionisti che si prestano gratuitamente? Sono professionisti retribuiti? Queste diverse modalità di porsi in rete può generare nei lettori false aspettative? Vi lascio alla lettura dei punti di un codice deontologico essenziale per rendere più trasparenti questi rapporti che dovrebbero salvaguardare, sia la fiducia di chi frequenta i li-blog, sia le esigenze di natura commerciale e pubblicistica che le aziende editoriali hanno come obiettivo per il loro business.
Considerazioni personali. Io leggo libri e ne scrivo sul mio blog. Le mie non sono recensioni, ma appunti a caldo, prive di qualsivoglia velleità intellettuale. Non è quello del critico letterario il mio lavoro, faccio altro. Ho frequentato occasionalmente i blog citati, ma non mi trovo a mio agio. Capisco che chi si senta preparato abbia necessità di esprimersi con un linguaggio forbito, curato, preciso, con riferimenti particolari e dettagliati, ma a me non interessa chi mi spiega un libro in questo modo. Preferisco prima leggerlo, dare la mia interpretazione e la mia opinione e poi andare su goodreads e scorrere quello che hanno scritto altri come me che non lo fanno pe mestiere, ma per hobby. Inoltre, sono abbastanza selettiva; chi scrive più di venti righe per un testo di duecento pagine, con tutta probabilità si sta parlando addosso, quindi lo escludo. Per questi motivi concordo con eFFe almeno sulla chiarezza dei ruoli, con tutta la tolleranza possibile perché su un blog ciascuno può scrivere ciò che vuole secondo le proprie necessità. La seconda parte mi accomuna all'autore per alcuni sentimenti che ho provato nella pubblicazione del mio ebook, con una cronicità inversa, nel senso che l'avevo già pronto per il selfpublishing in perfetto DIY, ma mi è venuta voglia di proporlo ad un editore che l'ha accettato e pubblicato. Ero incuriosita da quali potessero essere le prassi editoriali e, siccome quello di scrivere un libro non è per me un'abitudine, mi sono detta: o adesso o mai più. Anch'io ho incontrato alcune rigidità alle quali mi sono in parte adeguata, in parte no. Quella che mi ha infastidito di più, come per eFFe, è stato proprio sfoderare mostrare potere, anziché negoziare con il dialogo. Poi tutto è andato bene comunque, ma l'attrito si poteva evitare.
Tornando all'esperienza raccontata da eFFe, sembra che si sia convertito definitivamente al selpublishing che descrive come un momento di forte collaborazione tra competenze diverse e, a questo proposito, elenca brevemente i passaggi che si devono seguire per questa modalità di pubblicazione. Chi volesse provare si accomodi, può trovare gente disponibile a costi del tutto abbordabili.
P.S. Sono andata un po' oltre la mia lunghezza standard e in effetti mi sono parlata un po' addosso. Me ne scuso ;)(less)
Bilancio in pareggio per questo libro che oscilla tra giudizi negativi e positivi.
I primi riguardano la forma: è troppo lungo, le stesse cose potevano...moreBilancio in pareggio per questo libro che oscilla tra giudizi negativi e positivi.
I primi riguardano la forma: è troppo lungo, le stesse cose potevano esser dette in meno spazio, meno ripetizioni. Dal momento che l'autrice porta dei casi "clinici", sarebbe stato opportuno che fossero stati analizzati globalmente esplicitando tutte le condizioni di distorsione del tempo che il soggetto di esempio subiva in quel particolare contesto. I continui richiami e rimandi hanno reso la narrazione a volte prolissa e quindi noiosa.
Di positivo c'è il contenuto che si basa sulla stretta correlazione tra la percezione soggettiva del tempo, l'emozione e la memoria, con l'apprezzabile tentativo di dare giustificazione scientifica di natura organica -studi di neuroscienze sui meccanismi di controllo dello scorrere del tempo da parte del S.N.- e psicologica con ricerche fatte su campioni di individui messi nelle condizioni di percepire un'accelerazione o un rallentamento del tempo in riferimento ad avvenimenti passati o proiezioni sul proprio futuro.
Solo nel capitolo finale fatto di una sintesi di otto punti, l'autrice dà indicazioni concrete su come gestire meglio la percezione del tempo, non tanto per un discorso di mera efficienza, quanto per una consapevolezza di come alcune attività o situazioni determinino distorsioni temporali. La Hammond propone alcuni semplici esercizi, accorgimenti e consigli per un riequilibrio tra le intro ed esterocezioni e immagini del proprio passato, presente e futuro.
Sparsi nel testo ci sono alcuni riferimenti al senso del tempo dei bambini normodotati e con problemi, interessanti in campo educativo.(less)
Come la lettura che ho fatto di un testo della stessa serie curata da Massimo Faggioli, anche questa presenta un impianto teorico che mi trova sostanz...moreCome la lettura che ho fatto di un testo della stessa serie curata da Massimo Faggioli, anche questa presenta un impianto teorico che mi trova sostanzialmente d'accordo, che ruota intorno ai concetti fondamentali all'introduzione di dispositivi elettronici nella didattica.
Di peculiare per la LIM ci sono alcune informazioni metodologiche che riflettono quelle proposte dal piano nazionale voluto dal MIUR, che condivido solo in parte, in quanto propone di approcciare alla formazione dei docenti con una metodologia che ricalchi quella classica, introducendo quelle nozioni tecniche sufficienti per riuscire a fare le operazioni elementari con la lavagna interattiva e quindi usarla.
Il rischio è proprio quello di fermarsi lì, cioè ripetere alla LIM ciò che si eseguiva con mezzi meno sofisticati e non introdurre un cambiamento paradigmatico con una didattica più innovativa, facendo le stesse cose di prima con il doppio di fatica. E per la LIM, più che con altri dispositivi, quel rischio è grande. La tecnologia bisogna soprattutto viverla ed acquisire competenze specifiche alle quali non ci si può sottrarre se si vuol capire quel mondo. Infatti, personalmente sono per un approccio che da subito consenta di mettere a sistema la LIM con altri dispositivi e con la rete ed i suoi strumenti, perché si deve avere già da subito la percezione che l'interazione è cosa ben diversa dal sottolineare una parola con l'evidenziatore giallo. E di questo Tosi ne è ben consapevole.
Non so se le poche ore di formazione, spesso con docenti totalmente digiuni se non addirittura perplessi verso le tecnologie, siano sufficienti a cambiare la mentalità. Sta di fatto che preferisco mettere con una adeguata gradualità, ma altrettanta fermezza, tutto sul piatto e prospettare una visione globale delle opportunità connettive degli strumenti, non ultimi i tablet e più in genere i dispositivi mobile di cui mi sto occupando attualmente.(less)
Manuale interessantissimo che dipana in parte il dibattito sul termine "nativi digitali", a cui sono seguite, spesso, una serie di nuove definizioni c...moreManuale interessantissimo che dipana in parte il dibattito sul termine "nativi digitali", a cui sono seguite, spesso, una serie di nuove definizioni che tentano di inquadrare i giovani che sono nati negli anni con presenza diffusa di dispositivi elettronici, connessi o meno alla rete. L'autore si sofferma in particolare sulla distinzione tra immigranti, nativi puri e spuri, e propone un'attenta, se pur sintetica analisi comportamentale con i nuovi media, con particolare attenzione alle modalità di apprendimento delle nuovissime generazioni e il suo possibile trasferimento nella didattica. Il testo è quindi un utile prontuario da rivedere con frequenza, sia in fase di progettazione, sia di attuazione didattiche che tengano conto delle peculiarità generazionali, così diverse da quelle precedenti, alle quali gli "immigranti digitali" di buona volontà dovrebbero in qualche modo abituarsi e automatizzare.
P.S. Ho avuto notizia dell'uscita di questo libro due anni fa. Purtroppo si trovava solo in formato cartaceo. Non mi spiego questo ritardo nell'edizione digitale, tanto più che questo genere di argomenti è seguito da "immigranti" ampiamente, se non esclusivamente abituati come la sottoscritta, alla lettura in ebook. Ora, non capisco in questo caso le esigenze editoriali. Un libro è fatto per essere letto o è fatto per essere venduto? Fa comodo all'editore che se ne parli, come sto facendo in questo contesto, o no? Secondo me c'è qualcosa che non quadra nella strategia di marketing, dove normalmente si cerca di dare il prodotto al target che lo cerca. E' così lapalissiano!(less)
Titolo accattivante per chi, come me, pensa che il vero viaggio sia quello fatto da soli, un po' per avventura, un po' per sfida, ma soprattutto per n...moreTitolo accattivante per chi, come me, pensa che il vero viaggio sia quello fatto da soli, un po' per avventura, un po' per sfida, ma soprattutto per non dover dipendere dalle scelte di altri che, nel bene o nel male, lo condizionano.
Per la Fiume partire da soli non significa soffrire di solitudine, bensì assaporare con più disposizione, autonomia di giudizio il posto che si visita e la gente che lo abita. Come darle torto?
Certo un viaggio in solitudine va preparato con attenzione ed accorgimenti per evitare brutte esperienze. Il libro, quindi, aiuta con un elenco di link a blog o servizi per il viaggiatore solo, distinguendo quelli validi da quelli meno attendibili, da tenere sotto osservazione prima della partenza e durante il soggiorno, facendo sia tesoro delle esperienze che hanno fatto altri, sia offrendo un elenco di applicativi per dispositivi mobile dedicati alle esigenze del turista. (less)
Sono stata incuriosita dal titolo di cui i due autori danno nell'introduzione ampia giustificazione, ad indicare come la didattica sia condizionata da...moreSono stata incuriosita dal titolo di cui i due autori danno nell'introduzione ampia giustificazione, ad indicare come la didattica sia condizionata dai media in uso nei vari periodi storici. Questo ebook dà una visione complessiva delle modificazioni antropologiche, culturali individuali e sociali determinate dall'introduzione delle cosiddette cornici comunicative, passando successivamente dall'oralità, alla scrittura, alla stampa, all'audiovisione fino alla rete. Quest'analisi non si limita a definirne i paradigmi, ma ne considera le sovrapposizioni e le integrazioni che ogni volta rendono il quadro sempre più complesso e multiforme, favorendo processi comunicativi sempre più ampi e diffusi, ma anche causando nodi di criticità.
Le diverse cornici hanno determinato, nel tempo, metodologie didattiche specifiche dove gli strumenti stessi sono diventati via via la fonte autorevole sui quali basare l'intervento pedagogico. Purtroppo, nonostante l'ampia diffusione mondiale della cornice audiovisiva e, ultima, quella della rete, la scuola non è ancora riuscita ad integrare quanto di informale e di connettivo scaturisce prepotentemente da questi media, divaricando ancora di più la forbice tra ciò che sta dentro la scuola e ciò che sta fuori. Ed è proprio nell'ultimo capitolo che Maragliano e Pireddu, con un'attenta sintesi che attinge dalle teorie ormai condivise da chi studia il fenomeno, invitano ad aprirsi alla conoscenza dei processi individuali, collettivi e connettivi che avvengono con l'utilizzo di questi media.
Personalmente concordo con tutto quanto e ritrovo nei loro discorsi pensieri che anch'io ho espresso quasi con le stesse parole, a dimostrazione che c'è ormai un sentire comune, una definizione piuttosto chiara anche se ancora aperta sull'argomento della didattica che sta venendo avanti e che necessariamente dovrà sostituire quella che si basa, in prevalenza, sulla cornice del medium stampa. In caso contrario lo scollamento tra la scuola e il reale sarà frustrante per operatori ed utenza, nonché fallimentare.(less)
Non necessariamente il salto quantico è verso un orbitale ad energia superiore, spesso cede verso stati d...moreL'ambiguità che ti trattiene fino all'ultimo.
Non necessariamente il salto quantico è verso un orbitale ad energia superiore, spesso cede verso stati di maggior quiete, ma in ogni caso, ciascun pezzo ti impone una sola esclamazione. GULP!
Ci sono due letture dei microromanzi: la prima dove 90 volte su 101 non si sa dove andare a parare, ma si cerca di catturare l'inafferrabile che poi arriva, implacabile; la seconda dove si gusta la costruzione con il dettaglio chiave appoggiato, lì, in una riga.
Alcuni racconti hanno come oggetto lo sport. Li leggerò di sicuro ai miei studenti.
Ad un prezioso parcheggio in centro a Milano si accede solo se si conoscono le figure retoriche. Mario, l'abusivo, è così che distribuisce le piazzole...moreAd un prezioso parcheggio in centro a Milano si accede solo se si conoscono le figure retoriche. Mario, l'abusivo, è così che distribuisce le piazzole ai clienti, creando un micro ecosistema di do ut des basato sul gioco di parole.
E' il testo di una commedia che però non perde di fascino drammatico nella versione narrativa. Gradevolissimo, con un pizzico di noir.(less)
Come descritto nella quarta di copertina questa è una possibile biografia di Nikola Tesla, scienziato e studioso di elettricità a cui va il merito di...moreCome descritto nella quarta di copertina questa è una possibile biografia di Nikola Tesla, scienziato e studioso di elettricità a cui va il merito di aver scoperto la corrente alternata che ha permesso la grande distribuzione di questa forma energetica, con le applicazioni che tutti conosciamo. Nel romanzo non si fa mai il nome del vero studioso che viene chiamato Gregor, questo probabilmente perché buona parte delle storia, soprattutto quella terminale, si basa su sporadici documenti e testimonianze. Certo è che se Nikola assomiglia anche solo un poco a Gregor, è un personaggio fuori dal comune per capacità visionaria con soluzioni tecnologiche che sono state poi riprese e sviluppate da altri, anche attingendo ai suoi maldestri brevetti.
Il libro si legge d'un fiato, l'autore è bravo nell'indurre a parteggiare per il protagonista nonostante il suo carattere così impossibile e nevrotico, caratterizzato dall'incompatibilità fra genio ed equilibrio mentale.(less)
Questo di Mencaroni è un romanzo storico avvincente. Si basa su fatti realmente accaduti nella Toscana del XIII secolo in pieno periodo comunale, dove...moreQuesto di Mencaroni è un romanzo storico avvincente. Si basa su fatti realmente accaduti nella Toscana del XIII secolo in pieno periodo comunale, dove le città di Arezzo, Siena, Firenze e Cortona, alleate o rivali nelle fazioni guelfa e ghibellina, si combattono aspramente per l'egemonia territoriale. Si narrano i fatti precedenti che provocarono la Battaglia di Montaperti in cui l'eroe Cortonese riconquista l'autonomia della propria città, dopo il sacco inferto dagli Aretini.
Un pezzo della nostra storia scritta con uno stile elegantemente antichizzato, ricco e raffinato nella scelta dei termini, tanto da indurre il lettore ad una full immersion emozionante, da salto nel passato. Una finzione questa dell'autore che aiuta a capire il periodo storico e riferirlo alla contemporaneità.
L'ho letto per curiosità perché non ne conoscevo nemmeno la trama. Singolari i personaggi dello Spaventapasseri, del Boscaiolo di latta e del Leone co...moreL'ho letto per curiosità perché non ne conoscevo nemmeno la trama. Singolari i personaggi dello Spaventapasseri, del Boscaiolo di latta e del Leone codardo che hanno una fortissima percezione empatica. Interessante anche la nota ai "Riferimenti politici del romanzo" in Il meraviglioso mago di Oz su Wikipedia.(less)
L'autrice presenta una breve storia del nuovo social network battezzato come applicativo per "micrometraggi", una via di mezzo tra Youtube ed Instagra...moreL'autrice presenta una breve storia del nuovo social network battezzato come applicativo per "micrometraggi", una via di mezzo tra Youtube ed Instagram ed i suoi possibili impieghi. La facilità d'uso, che consiste nell'alternanza tattile sullo schermo di iPhone - ma ancora sto prendendoci la mano-, permette di sbizzarrirsi in video di 6" di cui nella home si possono già vedere soluzioni pregevoli. Potrebbe essere utile anche a scopi educativi. Buttiamoci ;)(less)
Il Sig. Sterling mi impone di fare una lettura da Settimana Enigmistica, tanti sono gli indizi ai rebus che dissemina nel romanzo a cui dare una soluz...moreIl Sig. Sterling mi impone di fare una lettura da Settimana Enigmistica, tanti sono gli indizi ai rebus che dissemina nel romanzo a cui dare una soluzione. Ne ho trovate tre; ce ne sarebbero molte di più che probabilmente si sveleranno mentre guiderò per andare a scuola o mi laverò i denti. Nell'immediato mi accontento e si accontenti il mio lettore a cui consiglio il libro per scovarne altre. In ordine, dalla più facile alla più difficile:
1- metamorfosi La protagonista si chiama Farfalla. Nella storia subisce una trasformazione e, come i famosi lepidotteri, attraversa le fasi da bruco che poi si abbozzola nella fase latente di pupa e poi si schiude diventando creatura policroma con quell'aspetto maturo che tutti conosciamo. Bella ma delicata, insicura e conscia della propria fragilità, un po' spaventata da tutti quei poteri che le danno le ali.
2- Sardegna Il protagonista si chiama Gavin, nome che ha nella nostra isola, credo, intorno al 99% di frequenza sulla popolazione mondiale e a seguire Gavino Ledda di Padre e padrone, con quel genitore un po' troppo dispotico dal quale il protagonista si emanciperà, cosa che succede anche al nostro di Seattle. Ora, non me ne vogliano i sardi, ma noi continentali abbiamo l'idea del maschio insulare come persona caparbia, molto ferma sulle proprie convinzioni, con atteggiamento posturale un po' rigido e quella parlata dove le vocali sono chiuse e le consonanti quasi raddoppiate. Uomini tosti e Gavin lo è.
3- realtà aumentata Farfalla e Gavin si innamorano, non con la stessa modalità, non con le stesse percezioni, non nello stesso tempo, non negli stessi spazi. L'amore è "strano" (misterioso, che provoca stupore e turbamento), perché trascende ogni riferimento convenzionale -spazio e tempo-, proiettando i protagonisti in dimensioni che altri non vedono in barba al luogo comune che attribuisce cecità alla passione. I due sono già predisposti dalla loro capacità di leggere il presente e di vederne i risvolti futuri in un percorso non lineare e spesso doloroso che li porterà a dover assaggiare anche l'immondo. Ma una volta che indosseranno gli "occhiali di Google" dell'amore, al quale si abbandonano, per loro sarà tutto perfettamente sincronizzato e limpido.
L'abisso come scenario per scendere nella cripta della mente, luogo che mostra il lato oscuro, ma di cui è necessario prendere coscienza per riequilib...moreL'abisso come scenario per scendere nella cripta della mente, luogo che mostra il lato oscuro, ma di cui è necessario prendere coscienza per riequilibrare la propria personalità nelle sue manifestazioni interiori ed esterne. Crichton prende come tema il concetto di Ombra secondo la Psicologia Analitica di C.G.Jung e ne ricava un thriller psicologico con caratteristiche iniziatiche, verso la scoperta di sè sconosciuti sempre in agguato quando le condizioni ambientali scatenano all'improvviso situazioni psichiche con le quali bisogna fare i conti. L'impatto traumatico con le nuove paure impone prove eroiche che sono sintetizzate in questo passaggio che anch'io, in termini simili e per circostanze meno estreme, adotto in situazioni in cui devo portare persone a fare ciò che non hanno mai fatto: Volete capire come si nuota o volete buttarvi e cominciare a nuotare? Solo quelli che hanno paura dell'acqua vogliono capirla. Gli altri si tuffano e si bagnano.
Non mi ha entusiasmato. Ho faticato ad arrivare alla fine. C'è troppo di tutto: descrizioni, dialoghi; la narrazione risulta con un taglio un po' trop...moreNon mi ha entusiasmato. Ho faticato ad arrivare alla fine. C'è troppo di tutto: descrizioni, dialoghi; la narrazione risulta con un taglio un po' troppo televisivo. Peccato, perché di Biondillo avevo apprezzato lo stile coinvolgente, ma qui per me s'incaglia in continui barocchismi.(less)
Una biografia scritta bene, ricca di riferimenti storici, culturali ed anche personali dell'autore che aiutano ad inquadrare il personaggio Eduard Sav...moreUna biografia scritta bene, ricca di riferimenti storici, culturali ed anche personali dell'autore che aiutano ad inquadrare il personaggio Eduard Savenko nei diversi contesti in cui ha vissuto. Limonov, pseudonimo di Eduard, vive tra gli eccessi, spesso negativi, è persona che agisce fuori la normalità; la sua vita si consuma sopra e sotto le righe, niente, ma proprio niente per lui può classificarsi come esistenza rapportabile alla media. Carrère è bravo a presentarlo con equilibrio e giudizio critico, mai moralista, arrivando ad accettare l'uomo così com'è, nel bene e nel male e quasi affezionandosi come ci si affeziona ad un fratello considerato la pecora nera della famiglia, ma al quale si vuole bene perché ha osato sfidare lo status quo, subendo in prima persona le conseguenze delle proprie azioni.
Bella lettura anche per ripassare i fatti storici dell'URSS prima, il processo di ristrutturazione dopo la caduta del muro di Berlino poi, fino all'ascesa al potere di Putin.(less)
Geniale. Un racconto che mette a nudo le professioni che ruotano intorno ai libri, fatte di opportunismi commerciali ed intellettuali in cui i protago...moreGeniale. Un racconto che mette a nudo le professioni che ruotano intorno ai libri, fatte di opportunismi commerciali ed intellettuali in cui i protagonisti, a volte ingenuamente, altre maliziosamente, tentano di dare il significato ai libri.
(view spoiler)[L'intreccio delle storie dei tre personaggi termina in un niente di fatto, nell'annichilimento di significato. Scrivere è un modo di consumare il tempo, rendendogli l'omaggio che gli è dovuto: lui dà e toglie, e quello che dà è solo quello che toglie, così la sua somma è sempre lo zero, l'insostanziale.(hide spoiler)]
Celati dà una bella lezione alla chiacchiera, probabilmente anche a quella che sto facendo io.(less)