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Quotes About Engels

Quotes tagged as "engels" (showing 1-6 of 6)
Friedrich Engels
“If there were no Frenchwomen, life wouldn't be worth living.”
Friedrich Engels, Collected Works 38 1844-51

Friedrich Engels
“Thus, as far as he is a scientific man, as far as he knows anything, he is a materialist; outside his science, in spheres about which he knows nothing, he translates his ignorance into Greek and calls it agnosticism.”
Friedrich Engels, Socialism: Utopian and Scientific

Friedrich Engels
“Competition permits the capitalist to deduct from the price of labour power that which the family earns from its own little garden or field; the workers are compelled to accept any piece wages offered to them, because otherwise they would get nothing at all, and they could not live from the products of their small-scale agriculture alone, and because, on the other hand, it is just this agriculture and landownership which chains them to the spot and prevents them from looking around for other employment.”
Friedrich Engels, The Housing Question

“Bolshevik intellectuals did not confine their reading to Marxist works. They knew Russian and European literature and philosophy and kept up with current trends in art and thoughts. Aspects of Nietzsche’s thought were either surprisingly compatible with Marxism or treated issues that Marx and Engels had neglected. Nietzsche sensitized Bolsheviks committed to reason and science to the importance of the nonrational aspects of the human psyche and to the psychpolitical utility of symbol, myth, and cult. His visions of “great politics” (grosse Politik) colored their imaginations. Politik, like the Russian word politika, means both “politics” and “policy”; grosse has also been translated as “grand” or “large scale.” The Soviet obsession with creating a new culture stemmed primarily from Nietzsche, Wagner, and their Russian popularizers. Marx and Engels never developed a detailed theory of culture because they considered it part of the superstructure that would change to follow changes in the economic base.”
Bernice Glatzer Rosenthal, New Myth, New World: From Nietzsche to Stalinism

“Si tratta di pensare in maniera diversa l'esistenza concreta della specie. Non che il tempo passa e noi invecchiamo: noi siamo protagonisti del nostro tempo e costruiamo la nostra vita, giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese, anno per anno, idea per idea, sentimento per sentimento, apprendimento per apprendimento, riflessione per riflessione, espressione per espressione. Allora abbiamo una visione più chiara: quando parliamo di interrelazione universale (lo ha detto anche Engels cercando di realizzare Hegel) non ci riferiamo a una interrelazione universale fatidica e fatale, tutta negativa, che quindi potrà realizzarsi solo attraverso bagni di sangue. Di vittoria in vittoria nascerà una nuova sconfitta, o di sconfitta in sconfitta cerchiamo la vittoria? Questo è il punto, il punto di partenza. Ecco perché non partiamo dal conflitto, non partiamo dalla negazione e non partiamo dalla negazione della negazione.
Può sembrare una sfida eccessiva all'obbrobrio, all'oppressione, alla devastazione del sistema, ma è obbligatorio domandarsi: tutti coloro che sono partiti dal conflitto e lo hanno assolutizzato dove sono arrivati, a che conclusioni sono giunti, che strade ci hanno fornito, che chance ci hanno dato? Ci hanno insegnato molto, ma che obiettivo ci propongono? È possibile vincere continuando a partire dal conflitto? E il conflitto non è forse il terreno a cui l'avversario vuole costringerci, non è forse quello che dobbiamo rifiutare, che dobbiamo cercare di superare da tutti i punti di vista? Per esempio: il conflitto di genere c'è, addirittura abbiamo parlato di uno scontro necessario con il marxismo. Tuttavia questo è il punto di partenza o una conseguenza? Il vero punto di partenza è cercare di ricostruire a un livello più alto, nella logica dell'autosuperamento - che contiene profondamente opposizione, contrarietà, contrapposizione, conflitto, ma tende già a superarli -, l'unità della specie, la sua possibilità di sviluppo a un livello superiore. Su questo si gioca tutto. Cominciamo da un sì o cominciamo sui no? E dove andiamo a finire? Da che punto di vista partiamo e dove arriviamo, dove vogliamo arrivare? Questo è un problema filosoficamente molto profondo. Purtroppo Hegel ha fornito le ragioni maggiori di questa dialettica della negatività che dobbiamo cercare di superare d'entrata. Non è soltanto un desiderio (e se già lo fosse sarebbe una cosa molto grande), ha a che fare con tutto il modo in cui pensiamo alla nostra impresa, alla nostra causa, alla nostra vita.”
Dario Renzi, Per una logica affermativa della specie. Corso introduttivo alla logica

Karl Marx
“Die Proletarier dieser Welt haben nichts zu verlieren als ihre Ketten. Sie haben eine Welt zu gewinnen. Proletarier aller Länder, vereinigt euch!”
Karl Marx

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