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Tu, sanguinosa infanzia
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Tu, sanguinosa infanzia

4.13  ·  Rating Details ·  122 Ratings  ·  31 Reviews
«Se diventare grandi può rivelarsi un'illusione o uno strazio, l'infanzia - perduta o ritrovata che sia - resta per sua natura qualcosa di intimamente sanguinoso: un'età ferita».
Mario Barenghi
«Nel suo fanatismo rimembrante Mari fa spesso scoccare scintille di poesia. Ma le pagine dedicate a Urania sono per noi il massimo: mai ci siamo sentiti tanto gratificati».
Carlo Fr
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Paperback, L'Arcipelago Einaudi, 129 pages
Published 2009 by Einaudi (first published 1997)
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(showing 1-30)
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Ginny_1807
Feb 19, 2014 Ginny_1807 rated it it was amazing
"Mi hanno sparato e sono morto"
La rappresentazione dell'infanzia in Michele Mari non ha nulla di ingenuo o idilliaco, ma è piuttosto un inarrestabile susseguirsi di nevrotici interrogativi, di cocenti delusioni, di lutti fatali.
Non c'è gioia nel ricordo, perché il senso di perdita irrimediabile muta la nostalgia in ansia, in rancore e pena.
E non c'è ricordo, per quanto gradevole o delicato sia, che non racchiuda in sé la violenza di un trauma, il sanguinoso pulsare di una ferita perpetua, giam
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lanalang
Jun 01, 2013 lanalang rated it it was amazing
Shelves: favorites
Io non so descrivere a parole il piacere viscerale che mi ha dato leggere questo libro di Michele Mari. Lui è Genio, lui è Poeta. E, se avete almeno quarant’anni (ma, perché no, anche trenta o venti) e avete amato la lettura sin dall’infanzia, in alcuni di questi racconti ritroverete un po’ della vostra anima.
Jacques le fataliste et son maître
Provo a isolare le cause del fascino che questa raccolta di ricordi e – soprattutto – miti e fantasie d’infanzia ha esercitato su di me.

Innanzitutto, credo, la precisione: nella scrittura ma soprattutto nel delineare le immagini, realistiche o fantastiche, di realtà ideali o materiali, di moti dell’intelletto o di emozioni.

[Parla un appassionato risolutore di puzzle] «Per arrivare a collocare quel pezzo avevo dovuto imparare a tenerlo dai lati come si tengono le fotografie: deponendolo, ebbi la
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arcobaleno
Dec 08, 2014 arcobaleno rated it liked it
Ho avuto uno strano rapporto con questi racconti: un rapporto... altalenante e sospettoso, di quelli per cui alla fine ti dici che... devi pensarci, non sei ancora sicuro. E allora ci torni su, li ripercorri uno a uno, e cerchi di riviverli. Perché ha un particolare modo di approcciarsi questo Mari: sembra rimanere distaccato, con una smorfia di superiorità; sembra guardarti dall'alto della sua cultura e tu rimani disarmato e un po' perso; a volte parla di letture che non hai conosciuto e allora ...more
Ubik 2.0
Oct 20, 2013 Ubik 2.0 rated it it was amazing  ·  review of another edition
Madeleinettes (profondamente condivise)

Terzo libro che leggo in pochi mesi di quest’autore, che solo nel 2013 ho imparato a conoscere grazie ai consigli di amiche anobiiane, ma già si avvia a diventare uno dei miei scrittori italiani preferiti.

L’elemento che in prima analisi più mi colpisce è la versatilità di Michele Mari che ogni volta mi sorprende partendo da una prospettiva diversa e imprevista. Più in profondità, il fattore per me decisivo è la condivisione di un universo immaginario e di i
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SurferRosa
Feb 14, 2016 SurferRosa rated it liked it
Shelves: italiana
L'infanzia sanguinosa di Michele Mari, che in parecchie cose assomiglia molto alla mia e a quella di penso tutti i lettori di Mari, viene qui rievocata o forse sarebbe meglio dire rivisitata come un sacrario, un prezioso reliquiario, come un mausoleo, in ogni caso, scelta questa secondo me felice, con una operazione negromantico-narrativa che sa di scoperchiamento di tombe, di rianimazione di cadaveri, di rituale notturno.
In questa passeggiata nel cimitero mariano dunque, e in particolare nei r
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Atticus06
Mar 16, 2015 Atticus06 rated it really liked it  ·  review of another edition

Nostalgico.

I racconti che ho preferito sono : Otto scrittori che non ho paura di definire Bradburyano, La freccia nera, L'orrore dei giardinetti, L'uomo che uccise Liberty Valance e la chiusura Laggiù.
Tutti si leggono con il sorriso sulle labbra e alcuni fanno ripensare a qualche pena e qualche desiderio che si è avuto in una fase difficile della crescita come in E il tuo dimon sono io.

Otto scrittori mi ha ricordato un bel racconto di Bradbury presente nel libro L'uomo illustrato dal titolo Gli
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Tintaglia
Oct 19, 2012 Tintaglia rated it liked it
E io che pensavo di esser stata una bambina strana e di esser diventata un'adulta nevrotica.
Illusa.
Francesca
Mar 31, 2012 Francesca rated it really liked it
Il senso del meraviglioso, del gioco, di sconfinata fantasia traboccano dalle pagine di questa antologia, struggente e nostalgica, visione velata di un’epoca remota, i cui brandelli si osservano come in vecchie fotografie gualcite, domandandoci se quel sorriso spensierato apparteneva davvero a noi, se quella magia che sempre ci accompagnava era reale o una sciocchezza puerile.
Davide
Oct 28, 2016 Davide rated it it was amazing
"Vedi, Michele, non si è mai abbastanza morbosi, perché per quanto si viva del passato c'è sempre qualcosa di ineludibile, nel presente, che ci plagia e ci umilia."


"Alla fine sei arrivato a cinque stelle"
"Sì"
"Anche se non tutti i pezzi arrivano lì?"
"Ma c'è Otto scrittori..."
"..."
"e c'è anche Certi verdini..."


[seguono appunti con grave rischio di danneggiamento emotivo per chi vuole leggere per la prima volta senza sapere come si conclude il sanguinoso conto alla rovescia]





Appunti per una lettura
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Ivano Porpora
Mar 12, 2016 Ivano Porpora rated it it was amazing
Che regalo di compleanno mi sono fatto. Che scrittura, Mari.
Andrea
Jan 02, 2014 Andrea rated it it was amazing
Mari utilizza la lingua come uno strumento ipersofisticato. A leggere solo questa raccolta, sembrerebbe appiattito su uno stile accademico, ma non è così.
In Rosso Floyd, ad esempio, lo stile è sofisticato, ma non risuona accademico, anzi: risuona pop.

Insomma, questa è una raccolta personalissima, si parla dell'infanzia di un bambino cresciuto in una famiglia molto colta (ossessionata dalla cultura) e diventato accademico.

Ma lo stile "accademico" non è lì solo a testimoniare la personalità dell'a
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Elalma
Feb 27, 2014 Elalma rated it it was amazing
Shelves: italiana
Tutti noi mitizziamo gli oggetti della nostra infanzia, ma non è da tutti trovare il linguaggio giusto per tradurre questi miti. Ci vuole una grande abilità nell' utilizzare una scrittura sofisticata ed elegante per raccontare di cose minute e quotidiane, senza apparire stonati. Tante volte in passato mi sono irritata di fronte a inutili orpelli, ma non è questo il caso. Sembra che chi scrive non lo faccia per compiacere il lettore, ma per rievocare con divertimento sogni, incubi, passioni, ...more
Karenina
Nov 15, 2010 Karenina rated it it was amazing
Shelves: italiana
in realtà ho letto e commentato l'edizione Mondadori, presa in prestito in biblioteca, però ho ceduto al bisogno di possesso..

da rileggere
Thais
Oct 18, 2012 Thais rated it it was amazing
Trcap
Oct 10, 2016 Trcap rated it liked it
Michele Mari è un virtuoso, un funambolo della scrittura che, forte dei propri studi classici, spesso va oltre ed esagera. Non nascondo infatti di amare gli scrittori che hanno uno stile assai più sobrio. Al tempo stesso apprezzo la sua nostalgia e il suo umorismo, che per fortuna non l'abbandona mai. Spesso indulge in ricami fini a sé stessi e, da vero dribblomane qual è, finisce per incartarsi. Ma ripeto, trovo che questa sua esigenza di recuperare l'infanzia, fino a spaccare in quattro il ...more
Procyon Lotor
Jan 27, 2014 Procyon Lotor rated it it was amazing
41945 Ottimo. Ho un ottimo rapporto coi cimiteri. Sono io pure, anch'io un cimitero, un mausoleo, una piramide, un cenotafio, un'alzata di pelli di bisonte, chiesastico alberato prato protestante, un oceano dove giacciono intoccati perenni almeno un centinaio di bambini morti, qualche decina d'adolescenti e di giovani trapassati e qualche adulto defunto, milite noto incluso. Tutti sepolti sotto una lapide ripetitiva, arsi sopra la stessa pira dello stesso legno, cibo di desertici avvoltoi ...more
Phuong
Una raccolta di racconti, tutti centrati attorno al tema della giovinezza vista in retrospettiva, con tutti gli oggetti e i sentimenti che la rendevano importante. Tutti bei racconti, ben scritti e piacevoli da leggere, sia per lo stile che per l'idea attorno a cui ruotano. Mi sono ritrovata in molte delle emozioni trasmesse dall'autore, andando a ripensare con un sorriso alle cose che rendevano speciale la mia infanzia. Penso che a ognuno capiti spesso di ritrovarsi tra le mani un libro o un ...more
Laura
Feb 12, 2014 Laura rated it it was amazing  ·  review of another edition
Un monumento all'infanzia, età di cui ciascuno costruisce una mitologia, rievocata attraverso il ricordo nostalgico dei suoi oggetti, delle sue pulsioni, delle sue curiosità e scoperte. Molti dei quali io li ho ritrovati nella mia mitologia personale dell'infanzia: i giornalini ovviamente, sebbene si trattasse di giornalini diversi, le copertine degli Urania di mio padre, un mondo che esploravo con la stessa allarmata curiosità dello scrittore ( e poi che commozione a sentir citare le vignette ...more
Ficie
May 29, 2016 Ficie rated it really liked it
Una bella raccolta di racconti, talvolta forse troppo letterari, spesso estremamente sinceri, sempre interessanti.
L'infanzia come luogo spietato, dolce ed irraggiungibile, da cui il mondo degli adulti pare regolato da leggi rigide ed inconoscibili.
Mi sono piaciuti molto gli ultimi due, "E il tuo dimon son io" e "Laggiú", e "L'uomo che uccise Liberty Valance".
Un breve brano che mi ha fatto ripensare alla mia, d'infanzia:
Io ero convinto che tutto il visibile - persone, automobili, rondini, fili d
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Federico
Jun 14, 2012 Federico rated it liked it
Shelves: racconto, rc2012, celo
Ho ricevuto in regalo questo volumetto da un caro amico (che spero non me ne vorrà se prende solo tre stelle).
Il libro raccoglie una serie di racconti brevi, aventi ad oggetto (come suggerisce il titolo) i ricordi d'infanzia: un'infanzia rivisitata e guardata con gli occhi della maturità, rivisitata in chiave 'cerebrale', tra filologia e collezionismo.
Sebbene i presupposti fossero ottimi (il libro parla di fumetti, dei mitici 'Urania', di Cocco Bill, dei puzzle - in definitiva, di una parte impo
...more
Chiara (Catullina)
Jan 14, 2016 Chiara (Catullina) rated it really liked it
Chi conosce Mari non può aver dubbi sulla sua arguzia e preziosità. Come è ovvio per ogni raccolta di racconti, alcuni mi hanno emozionato o divertita più di altri, ma nel complesso li ho trovati tutti estremamente godibili.
Il minimo comune denominatore è l'infanzia - i mostri, le tenerezze, le torture, i gioielli dell'infanzia. E, in questo periodo in cui sento forte la nostalgia della mia 'fanciullezza', non potevo leggere libro migliore.
Sergio Frosini
Jan 07, 2011 Sergio Frosini rated it it was ok
Lo stile è bello, ricco, quasi barocco... a volte un po' troppo! E se certi racconti sono davvero eccelsi, come quello sugli otto scrittori, altri sono piacevlmente passabili (le copertine di Urania) e alcuni sembrano solo ripetizioni vacue di stile (barocchismi, appunto) che nulla aggiungono. Alla terza o quarta volta che l'infanzia viene epicamente rivisitata se ne hanno un po' i santissimi zeppi...
Pepe
Scrittura inconsueta, estranea a costruzioni ultra veloci, materica; le parole s'addensano formando grumi di senso; la prosa è densa, viscosa, un flusso che scava nella memoria trandone fantasmagorici (chimerici) ricordi, con un gusto orrorigeno della catalogazione. Cosa voglia dire tutto ciò non lo so nemmeno io che pure l'ho scritto, ma la lettura del libello è assolutamente consigliata.
Interno32
Feb 12, 2013 Interno32 rated it really liked it
In questo suo breve, ma densissimo, tributo all'infanzia, Michele Mari ripercorre tutte le letture che hanno formato la sua mente di fine intellettuale con un'eleganza rara e malinconica. Molto bello.
Raffaella
Ho passato la prima metà del libro pensando "che noia" e l'altra metà pensando "che genio"!
Pensavo di aver avuto un infanzia nerdiana, ma a confronto sono una povera schiappa!
Luca Zeno
Jul 13, 2013 Luca Zeno rated it it was amazing
Mari si conferma uno degli scrittori Italiani che più coinvolgono. Questa raccolta di racconti è da consigliare, regalare.
Francesca Matteoni
Francesca Matteoni rated it it was amazing
Oct 22, 2016
Ffiamma
Ffiamma rated it really liked it
Nov 30, 2012
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821395
Michele Mari è nato a Milano nel 1955.
Figlio del designer e artista Enzo Mari, insegna Letteratura Italiana all'Università Statale di Milano. Dal 1992 risiede a Roma.

Filologo, cultore di fantascienza e di fumetti, il suo stile letterario, estremamente composito, sembra richiamare scrittori quali Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi e Giorgio Manganelli, e fuori d'Italia, Louis-Ferdinand Céline.

Ol
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